AVELLA – “La Regione Campania ha gestito l’emergenza coronavirus meglio di altre Regioni del Nord, non solo del Nord. Naturalmente adesso la vera sfida è quella del lavoro, dell’occupazione. Perché quando il momento era molto difficile noi avevamo quattromila persone in terapia intensiva, adesso sono quaranta. Ma il problema è che ci sono 600mila persone che hanno perso il posto di lavoro e su questo penso che sia doveroso fare uno sforzo per recuperare credibilità e posti di lavoro per i nostri ragazzi”.
È un passaggio di quanto dichiarato da Matteo Renzi, fondatore di Italia Viva, questa sera ad Avella presso l'anfiteatro romano, su invito del consigliere regionale Vincenzo Alaia, per presentare il suo ultimo libro "La mossa del cavallo" insieme al giornalista Francesco Piccinini.
Sollecitato dai cronisti l’ex premier ha toccato più di un argomento, non ultimo quello dell’inchiesta che sta interessando la Regione Campania: “Le inchieste – ha spiegato – vanno sempre rispettate sia che riguardano gli amici sia che riguardano gli avversari. E, anziché mettersi a commentarle all’inizio sulla base di spezzoni che vengono pubblicati qua e là, bisognerebbe imparare ad aspettare le sentenze della Corte di Cassazione. È un Paese civile quello che non fa sentenze per partito preso, ma aspetta la fine del percorso: vale per la Campania, vale per la Lombardia, vale per la Toscana. In tutte le regioni ci sono inchieste che riguardano la gestione dell’emergenza coronavirus. Oggi penso che la preoccupazione per i cittadini dell’Irpinia, per i cittadini della Campania sia una e una sola: come fare a superare questa fase recuperando posti di lavoro. Tutto il resto serve ad alimentare chiacchiericcio degli addetti ai lavori.
Sulla scuola: “Il 14 settembre si va a scuola perché chi pensa di mandare avanti un Paese senza andare a scuola è assurdo, è assurdo. Quindi il 14 settembre, costi quel che costi, si deve tornare a scuola”.
E ancora: “Tra De Luca e Caldoro io non ho alcun dubbio che si debba votare Enzo De Luca”.




