BISACCIA – Probabilmente l’emergenza sanitaria e i dati preoccupanti di questi giorni, riguardanti la crescita dei contagi da virus Sars-Cov-2, non ci hanno ancora insegnato abbastanza. Prima di tutto la necessità di avere strutture sanitarie e ospedaliere sui territori, non solo nei capoluoghi di provincia. L’ospedale di Bisaccia è un esempio lampante”. È quanto spiega in una nota Maria Donatiello, candidata al Consiglio regionale della Campania con la lista Davvero-Partito animalista”.
“Costruito alcuni anni prima del terremoto che colpì la nostra provincia esso fu lasciato inutilizzato per un lungo periodo a causa di scelte scellerate del tempo. Si capì la sua importanza – dichiara ancora Donatiello – solo dopo il sisma del 1980. La struttura si rivelò fondamentale per l’assistenza sanitaria di tante vittime, non solo dei paesi vicini a Bisaccia. Allora ci si rese conto della necessità di rafforzare il nosocomio di "Bisaccia la Gentile”. Per circa trent’anni, non solo ha permesso l’assistenza sanitaria necessaria, ma ha consentito a tanti medici e infermieri irpini di mettersi al servizio dei cittadini della propria terra, fino all’assunzione di decisioni scellerate nel 2012/2013, quando l’ospedale fu “declassato" a struttura polifunzionale della salute.
Il lavoro che compie la struttura polifunzionale è sempre lodevole. Come tutti sappiamo, essa si occupa di anziani e di malati in stato vegetativo. Ma anche queste strutture sono sotto dimensionate. Lo sanno bene gli amministratori locali che in questi anni hanno lottato per ridare dignità ai cittadini di Bisaccia e dei paesi limitrofi, nella speranza di restituire una struttura utile sia ad un eventuale trattamento di pazienti colpiti dall’emergenza sanitaria sia per i trattamenti sanitari ordinari. Il tutto, senza dimenticare l’importanza di avere un vero e proprio pronto soccorso, per tutti i paesi dell’area, a cominciare da Lacedonia, Aquilonia, Monteverde, Andretta, Calitri, Vallata, Carife: una popolazione che oscilla fra i 15 mila e i 20 mila abitanti, se si considerano anche i paesi più piccoli confinanti con la Puglia e che hanno vie di comunicazione difficili per raggiungere gli ospedali della regione a noi vicina.
La riapertura dell’ospedale di Bisaccia rappresenterebbe anche un’occasione per i giovani medici e infermieri della nostra Irpinia. Il problema dell’emigrazione, che in questi ultimi anni sta di nuovo colpendo le nostre terre, riguarda tutti, anche il personale altamente specializzato in ambito sanitario. I nostri giovani vengono subito assunti negli ospedali del Nord Italia o all’estero. Altri si accontentano di lasciare la loro terra per fare le guardie mediche nei paesini di montagna o nelle valli più lontane. Sono certa che molti di loro sarebbero onorati di assistere i loro cari dove sono nati, dopo i tantissimi sacrifici che le loro famiglie hanno fatto per sostenere i loro studi”.




