AVELLINO – “
Chiediamo un voto dato con il cuore. Tutti hanno pensato che il riferimento fosse alla mia specialità, la cardiologia. Il primo momento che io ho voluto realizzare nella Città ospedaliera quando ho cominciato nel gennaio del 2006, grazie a qualcuno che sta qui con me, questa esperienza è stata l’umanizzazione della medicina. Perché? Perché il contatto umano, al di là di poter vedere la sofferenza della gente, facilita naturalmente la possibilità che il paziente possa sentirsi meglio. Però noi dobbiamo renderci conto di una cosa: la medicina cura la malattia, però è la politica che cura il bene comune, quindi è assolutamente indispensabile poter pensare che una gestione politica della salute deve essere fatta da un’organizzazione nazionale che tenga conto dell’articolo 2 della Costituzione. Questo è un discorso basilare”.
È un passaggio dell’intervento che Pino Rosato, cardiologo, ex manager dell’azienda ospedaliera Moscati di Contrada Amoretta, candidato capolista al Consiglio regionale della Campania nella lista Fare democratico-Popolari, ha svolto questo pomeriggio, presenti Ciriaco De Mita e Giuseppe De Mita, all’inaugurazione, al Corso Vittorio Emanuele, del comitato elettorale insieme con Anna Nazzaro e gli altri candidati, Nevicella Mattia e Angelo Antonio Lanza.
“Noi oggi – ha spiegato Rosato – inauguriamo la ripartenza del nostro movimento politico. Cominciamo a rivivere un’azione politica nuova, con persone nuove, nella continuità di un discorso che caparbiamente il presidente De Mita e Giuseppe De Mita hanno voluto naturalmente consegnare a tutti noi. Da dove partiamo? Partiamo da una grande cultura, quella del popolarismo sturziano che, come dice De Mita, ha tre momenti importanti: quello del popolarismo sturziano, quello della operatività degasperiana e quello della riflessione morotea. Lasciamo al presidente De Mita fare un discorso politico. Quello che voglio dire che sono state scelte delle persone che hanno una identità comune”.
La comunità. “Un altro momento importante che lega la persona al popolarismo è la comunità. La comunità fondamentalmente sono le nostre radici, la nostra storia, la nostra terra per cui molte persone hanno difficoltà ad andare via perché non vogliono sradicarsi dalla terra. Oggi ho l’impressione che, pur avendo un grosso senso della comunità, c’è una grande solitudine particolarmente nei nostri paesi sia con lo spopolamento sia con la necessità di poter finalmente risolvere dei problemi ed esaudire dei sogni. E allora l’altro momento è: come si vince la solitudine? Con la solidarietà. Solo con la solidarietà tra le persone è possibile vincere la solitudine, è possibile che si parta da un discorso di confronto e non di scontro per un migliore funzionamento sia della struttura amministrativa sia gestionale sia economica”.
“La nostra squadra – ha ancora detto Rosato – è una squadra molto compatta, che si vuole bene, si è conosciuta da poco ma già oggi c’è un sentimento ed unità. E questa unità la porteremo anche dopo le elezioni favorendo il processo di radicamento sul territorio di questo nuovo movimento che si è creato a Napoli e che noi speriamo di poter portare a livello nazionale, formando un movimento-partito”.
“Oggi noi dobbiamo essere in grado – ha sottolineato Rosato avviandosi alla conclusione – con una guida intelligente, con una guida esperta, forse l’unico politico di razza oggi rimasto in Italia, di poter partire da questo discorso per poter ricreare un centro di moderati che possa essere l’alternativa sia al sovranismo sia al qualunquismo che oggi regna in Italia. La mia aspirazione è quella di poter arrivare nei banchi del Consiglio regionale per poter difendere l’Irpinia, Avellino e la regione Campania”.
«Con molto onore faccio parte di questa compagine, la candidatura con la lista “Fare Democratico- Popolari” è uno slancio naturale rispetto al mio percorso di vita e al mio impegno amministrativo. Da vice sindaco di Atripalda – ha dichiarato Anna Nazzaro – mi sono resa conto delle criticità che i singoli Comuni vivono quotidianamente, Avellino è il capoluogo e avere qui una sede significa far partire un laboratorio di idee che può essere utile a rinnovare la partecipazione dei cittadini alla politica. Uno dei miei obiettivi è quello di creare una rete territoriale fondata sulla reciprocità. La mia delega alla Pubblica istruzione mi ha permesso di confrontarmi con i bisogni e i desideri di generazioni diverse – dai più piccoli ai più grandi – e bisogna impegnarsi per garantire in primo luogo la sicurezza degli edifici scolastici, occupandosi di una formazione completa e offrendo delle opportunità per restare. La nostra è una compagine molto affiatata, caratterizzata da un profondo senso di lealtà, andiamo avanti insieme, facendo squadra e guardando a tutta l’Irpinia, avendone cura e mettendo a disposizione le nostre competenze e la nostra sensibilità perché questa provincia abbia un futuro migliore e sia parte di una Campania che sta finalmente bene».
L’intervento di Ciriaco De Mita - Dedicato a De Luca e a Renzi l’intervento di Ciriaco De Mita: “La mia convinzione è che la rappresentanza deve avere come riferimento una realtà, un pensiero non una quantità di persone, soprattutto poi se la quantità di persone è di una mediocrità insopportabile”.
“La cosa certa è che io e Renzi…lui non ha esperienza di mondo cattolico, lui era scout e credo che voi non percepiate la differenza tra la scout e l’azione cattolica. Lo scout, bastava fare una buona azione e il resto poteva fare quello che voleva. Quello dell’azione cattolica viceversa era attento alle cose che faceva”.




