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    26/01/2021

De Mita: «Una nuova classe dirigente». De Luca: «Voglio fare della Campania la prima regione d’Italia»

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Vincenzo De Luca e Ciriaco De MitaCESINALI – “Abbiano governato con serietà e con rigore avendo un equilibrio regionalista, il che non significa il meridionalismo ed il municipalismo idiota. Napoli è una grande realtà dell’Italia e del mondo. Questo non vuol dire avere un’idea unica della regione. Abbiamo lavorato per dare dignità a tutti i territori della nostra regione. Credo che abbiamo fato un lavoro importante, serio, che merita rispetto e in nome del quale vi chiediamo di sostenerci non guardando al passato, guardando al futuro, guardando alla possibilità di bloccare l’emorragia di giovani che se ne vanno dal Sud al Nord per poter lavorare e vivere. Abbiamo davvero la opportunità di creare per un’intera generazione lavoro e possibilità di vita qui. Non credo, pertanto, che sia il caso di sostenere chi viene ogni tanto da Milano, con la camicia fuori dai pantaloni, con la brachetta sbottonata. Non è il caso. Come si fa a votare da quella parte. Dobbiamo fare le nostre battaglie per tutelare i nostri interessi e le nostre famiglie. La politica non deve perdere la sua dignità e i valori fondamentali”.

È un passaggio delle dichiarazioni di Vincenzo De Luca, governatore uscente della Campania, nel corso del confronto con Ciriaco De Mita promosso dalla lista “Fare democratico-Popolari” con Pino Rosato capolista e svoltosi questo pomeriggio, presso il teatro Europa di Cesinali, sul tema “Regione, Mezzogiorno, Europa”. Un’occasione, da una parte, per De Luca di fare un bilancio dell’attività svolta in questi ultimi cinque anni; uno stimolo, dall’altra, per De Mita, attuale sindaco di Nusco, per un’analisi non solo sulla classe dirigente del futuro ma sul ruolo degli enti locali nei rapporti con l’ente Regione.

De Mita: “Il ruolo delle Regioni è notevolmente cambiato. Dovremmo farci carico di responsabilizzare la gestione degli enti locali perché gli enti locali continuano a rimanere imperturbabili nella deriva dell’inconcludenza. Mi auguro che un percorso del genere selezioni anche una classe dirigente diversa, non abbiamo più amministratori di un tempo. Dovremmo potenziare le strutture dell’amministrazione locale perché sono funzionali alla vita delle persone sul territorio. Poi ci sono gli indirizzi che non sono solo quelli economici ma anche quelli della cultura. Le università, che sono un po’ sparite, devono riacquistare il loro ruolo”.

“Io do una lettura di gestire la straordinarietà con un’intelligenza nuova perché – ha spiegato ancora De Mita rivolto a De Luca – la cosa straordinaria che ha portato al riconoscimento della tua attività è stata aver liquidato la classe dirigente napoletana. Io che ho diversi anni prima di te leggevo che questi erano i grandi pensatori e io che ero nato in provincia sembrava che non avessi pensiero”.

De Luca: “Sono un appassionato di Francesco De Sanctis. Il grande irpino di Morra invitava le giovani generazioni alla cultura della realtà. Lui riteneva che fosse decisivo acquisire un pensiero in tal senso, assumeva come riferimento Manzoni che della cultura della realtà era un sostenitore ed un interprete di primo piano. Mi è venuta negli anni passati il disgusto per la politica, la politica si è involgarita, ha perduto a tal punto ogni riferimento che ti passa la voglia dell’impegno pubblico. Dobbiamo fare in modo che la politica non perda la sua carica ideale. Senza entusiasmo non troveremo più giovani desiderosi di fare politica”.

De Mita: “Se non sapevo che cosa ha in testa non sarei venuto qua. Ci saranno da affrontare straordinarietà e difficoltà. Bisognerà organizzare mezzi di aggressione alle difficoltà. Il governo di questi eventi cadrà sulla Regione, c’è bisogno di un pensiero che persuada, dando a categorie nuove la gestione del nuovo che avanza”.

De Luca: “Rispondo a questa sollecitazione di Ciriaco. Ci è parso giusto dare spazio alle persone che si volevano impegnare. Io voglio fare della regione Campania la prima regione d’Italia.  Che cosa ci attende? Quali i problemi che dovremo affrontare? Tanti: gestione rifiuti, ciclo delle acque, mare balneabile. Avremo il sistema sanitario più avanzato d’Italia, con ospedali nuovi e tecnicamente avanzatissimi, il rinnovo dei mezzi pubblici, con il parco di mezzi più moderno d’Italia, banda larga dappertutto, digitalizzaione: io lavoro per questo.  Chi sostiene De Luca lo fa in nome di una grande idealità, io non faccio mercato con nessuno. Chi ha questo in testa se ne può andare a casa. Dobbiamo fare un lavoro gigantesco per dare la possibilità di lavoro e di vita per i giovani campani”.

 

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