AVELLINO – “Con prevedibile, ma stucchevole, “puntualità” la cosiddetta lista dei candidati “impresentabili”, resa pubblica nella giornata di ieri, riporta anche il mio nome, peraltro associato – dichiara in una nota Sabino Basso, candidato al Consiglio regionale nella lista Campania libera – alla indicazione, imprecisa ed equivoca, di una imputazione per riciclaggio, oggetto di procedimento pendente dinanzi al Tribunale di Avellino.
È prima d'ogni altra cosa la tutela del mio buon nome, che tale è e tale resterà anche a conclusione di detta pendenza, ad impormi di fare duramente chiarezza sulle storpiature del messaggio che taluno, per ovvie e strumentali finalità politiche, cerca di veicolare. E allora valga il vero e cioè che la vicenda che mi riguarda è totalmente altra e diversa dai fantasmi del riciclaggio che la notizia intenderebbe evocare con colpevole approssimazione. La corretta definizione dell'addebito è "riciclaggio merceologico" relativo ad una partita di olio di provenienza estera (e non certo, come forse, si è inteso far pensare, riciclaggio di danaro o di rifiuti).
I rapporti commerciali della mia azienda, riconosciuta eccellenza nel settore oleario, peraltro non senza ritorni per la promozione del territorio di cui essa è vessillo nel mondo, hanno sempre ricevuto unanimi apprezzamenti, mentre l'attenzione della magistratura si è concentrata su una singola fornitura di una ditta estera.
Le sofisticate spiegazioni le lascio ai fini giuristi e a qualche avvezzo giornalista di cronaca politica e giudiziaria, perché chi non è un giurista o un giornalista, come me e molti elettori che hanno appreso la notizia, si interessa alla sostanza dei fatti più che al modo, spesso fuorviante, in cui sono descritti.
Certo, il latore del messaggio si è guardato bene dal riferire che per la medesima vicenda processuale la società da me rappresentata - con sentenza definitiva perché non impugnata dal pubblico ministero - è stata già prosciolta.
Così come il latore del messaggio non può riferire che il giudizio innanzi al tribunale di Avellino penda da tempo - nonostante le proteste del mio difensore - per la anomala e reiterata assenza dei testi del pubblico ministero.
Certo che il sereno ed equilibrato giudizio del tribunale confermerà la totale inesistenza di responsabilità a mio carico, come già avvenuto per la società, confido che la competizione elettorale possa - in queste ultime battute - tornare a concentrarsi sulle esigenze dei cittadini, scevra da strumentali suggestioni”.




