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    03/09/2026

Consiglio, le minoranze si dimettono dalle commissioni e abbandonano l’aula

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica-Editoriale_aula_gonfalo.jpgAVELLINO – I consiglieri di minoranza si dimettono in massa dalle commissioni consiliari e subito dopo abbandono l’aula: è questo il clamoroso gesto di rottura con la maggioranza che gli schieramenti di opposizione hanno deciso di assumere e che ha segnato la seduta di questa mattina dell’assise cittadina convocata con all’ordine del giorno, oltre una serie infinita di debiti fuori bilancio, la soppressione della commissione edilizia e l’istituzione della Clp, vale a dire la commissione locale per il paesaggio.

Commissioni, commissioni, sempre commissioni: è questo, lo abbiamo osservato in più d’una occasione, l’argomento principale, se non l’unico, di cui è in grado di occuparsi con una certa padronanza il Consiglio comunale a tutto discapito dei non pochi problemi cui la città si aspetta si possa tentare di dare una risposta.

Anche in questa occasione si è registrato un muro contro muro che caratterizza ormai questa consiliatura. Ad animare la discussione la modalità di svolgimento dei lavori in forma mista con  la disputa sul numero delle assegnazioni in presenza e in video. Disputa che, in taluni passaggi, ha assunto dei toni piuttosto accesi con il presidente Maggio pronto ad urlare ad indirizzo di qualche consigliere di opposizione frasi come “la faccio cacciare fuori”.

Altro pomo della discordia l’inserimento all’ultimo momento all’ordine del giorno della nomina del nuovo vicepresidente del Consiglio comunale dopo le dimissioni presentate, nella seduta di lunedì scorso, dal presidente Ferdinando Picariello. Dopo una breve sospensione è stato concordato su questo argomento il rinvio con una votazione che ha fatto registrare 26 voti a favore e 2 astensioni, quella dello stesso Picariello e di Urciuoli. Bocciata la richiesta pregiudiziale presentata, a nome di tutta l’opposizione, da parte del consigliere Preziosi sulla validità della convocazione della seduta odierna senza il passaggio nella conferenza dei capigruppo.

A questo punto i consiglieri di minoranza presenti in aula hanno rassegnato le dimissioni dalle commissioni di cui facevano parte quale componente o presidente. Nell’ordine si sono succeduti al microfono Nicola Giordano (Laboratorio Avellino): “Situazione all’interno delle commissioni insostenibile sia per la  gestione delle stesse che del Consiglio”; Ferdinando Picariello (M5s): “C’è necessità di correttezza nei rapporti che deve caratterizzare la politica in quest’aula”; Amalio Santoro (Si Può): “Continuo a credere nel valore di questa assemblea. Però credo che sia il momento di fare una riflessione di verità: la pregiudiziale non è lo sfizio di una minoranza che vuole fare lo sgambetto. Ognuno di noi ci tiene a svolgere il proprio ruolo di consigliere. Lo dico al sindaco: le regole sono l’essenza delle istituzioni e della politica. Si litiga mentre la città sta soffrendo. Noi avremmo bisogno soprattutto della vostra responsabilità perché chi ha più potere deve metterla in campo”; Francesco Iandolo (App): “Abbiamo toccato il punto più basso di questa consiliatura. Lei presidente è al servizio di quest’aula non con la bacchetta; Marietta Giordano (Mai Più): “In questo clima noi dell’opposizione abbiamo dovuto con rammarico prendere la decisione di dimetterci dalle commissioni”; Luca Cipriano (mai Più): “Questa è l’ora più buia nella vita amministrativa della città di Avellino. Non è mai successo che tutta l’opposizione sia stata costretta a prendere questa decisione. La posizione di chi è stato demandato all’opposizione è stata azzerata. Ognuno di noi che siede sui banchi dell’opposizione rappresenta migliaia di cittadini di Avellino. Non si può andare avanti con questa litigiosità. Questo non è un sistema sano, corretto, che non può continuare ad andare avanti. Il nostro è un gesto di rottura e speriamo di continuare la dialettica tra le parti”; Iacovacci: io spero che con questo gesto si possa ripartire; Ettore Iacovacci (Pd): “Io spero che con questo gesto si possa ripartire in un clima più sereno”; Costantino Preziosi (La svolta inizia da te): “Finiamola. Tutto questo non ci porta da nessuna parte. Sentire più pareri non guasta. Bisogna aiutare il sindaco perché lo vedo come un uomo solo al comando. Il problema è poter ricostruire un clima sereno, un percorso nell’interesse della città”.

Ha quindi preso la parola il sindaco Gianluca Festa: “Credo che serva fare un po’ un’operazione verità. Da circa 10 anni in qualche modo sono presente tra i banchi di quest’assise. Ho avuto modo di apprezzare chi da questi banchi ha portato avanti il ruolo di opposizione. Non ricordo però un’opposizione che va avanti solo con esposti alla procura e al prefetto. Non abbiamo avuto una proposta, c’è solo protesta. Non se ne può più". “Questa amministrazione - ha proseguito - sta portando a compimento tutte le opere che per decenni sono rimaste incompiute. Questa mattina abbiamo riportato in vita il Mercatone, il simbolo della Prima Repubblica, e nelle prossime settimane apriremo Piazza Castello, finalmente il tunnel. Ci avete massacrato e questo è il risultato: il nulla. C’è qualcuno che soffre di crisi di astinenza da gestione dal potere”.

“Scegliere noi – ha sottolineato – significava scegliere un progetto diverso perché rappresentiamo la speranza di un cambiamento, di un amore diverso verso la nostra città, un amore che ci spinge a lavorare tutti i giorni in modo da poter dire che abbiamo fatto bene.

La gente vive nei prefabbricati pesanti dopo 36 anni, abbiamo consegnato le chiavi degli alloggi popolari, abbiamo rimediato ad errori del passato e la gente ci è riconoscente per quello che stiamo facendo. Finalmente una gratificazione. Finalmente consegneremo gli alloggi di via Francesco Tedesco. Poi vorrei prendere a calci chi ha progetto alcuni edifici, vedi via degli Imbimbo, da denuncia, da calci nel sedere. E chi c’era? Anche componenti di questa minoranza o vicini a questa minoranza. La verità è rappresentata dai fatti. La città non può più aspettare, soprattutto non si può più assistere a queste sceneggiate. Noi lo abbiamo recepito e abbiamo interpretato la volontà della gente”.

Prima che venisse deciso il rinvio sulla istituzione della commissione locale per il paesaggio aveva preso la parola l’assessore all’urbanistica Emma Buondonno: “Non fa molto piacere prendere la parola dopo quest’azione dell’opposizione. Non credo che sia la strada giusta. Non è  possibile in una condizione del Paese che stiamo attraversando che si decida di fare un atto così grave. Anche perché quest’amministrazione sta  risolvendo tanti problemi che non ho visto fare in altre amministrazioni in cui ho svolto la carica di assessore”.

 

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