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    20/09/2019

Le sorprese del day after: se i 5 Stelle diventano democristiani. La Guidi contro la Guercio

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Tiziana Guidi e Carlo SibiliaMERCOGLIANO – Attesa e giochi di rimessa: ad otto giorni dal voto delle Politiche l’Italia è nuovamente bloccata nel guado dell’ingovernabilità. Nonostante il “boom” del MoVimento di Beppe Grillo, primo partito alla Camera (25,5%, 108 seggi più 1 eletto all’estero) e secondo al Senato dietro il Pd (23,8%, 54 seggi), certe pratiche da prima Repubblica non sembrano estranee alle stelle “di lotta e di governo”. In questo, per ora, la rivoluzione non si è ancora vista. Nessun voto ad un governo dei partiti (Pd, Pdl) né tantomeno ad una riproposizione dei tecnici (Monti bis). Degli otto punti proposti da Bersani per una sorta di governo di “scopo” non ne vogliono sentire parlare, ma bisognerà «discuterne, staremo a vedere chi farà proposte che concordano con il nostro programma», altrimenti «nulla da fare». Forti di un quarto dei consensi nel Paese (ca. 8milioni 690mila voti), i grillini per ora sposano l’attendismo e la trattativa degna dei vecchi democristiani. Sarà forse questo l’ultimo degli effetti del nefasto “porcellum”?

Lo confermano due esponenti di punta del movimento irpino, ovvero Tiziana Guidi, candidata a sindaco ad Avellino, e Carlo Sibilia, neo eletto alla Camera e reduce dalla prima riunione romana dei 163 “cittadini” prestati – per il momento − alla politica. Lo fanno in qualità di ospiti del forum organizzato dalla redazione di Più Economia del direttore Alfredo Picariello.

Dopo sette anni di attività, alla riunione romana presa d’assalto dai giornalisti si respirava «un clima da meetup numero zero». Ora che finalmente siederanno in Parlamento, il palazzo da scardinare metaforicamente come una scatoletta di tonno, c’è tutto il tempo di «discutere e organizzarsi». Nessuna ansia per la recessione galoppante che investe il Paese, a quanto pare. Il potere – diceva qualcuno – logora chi non ce l’ha. E i «pionieri del cambiamento», come si definiscono, ora ne hanno parecchio.

«Non capisco questa psicosi da maggioranza – inizia Sibilia – le consultazioni non sono ancora aperte e nulla toglie che la guida possa essere affidata al M5S. Sono i partiti che devono assumersi le loro responsabilità non noi, i contatti che cercano oggi sono strumentali, non verremo meno ai nostri principi». A chi chiede se sia un problema di interlocutore, ovvero Bersani, Sibilia risponde che Renzi non avrebbe fatto alcuna differenza, «la politica è fatta dai progetti, non dalle persone. Con il Pd caschi male in ogni caso».

Tiziana Guidi, insegnante attiva nel sociale da diversi anni, ha invece buona considerazione di Bersani, una brava persona, «specie da quando ho saputo che è un appassionato degli studi di San Tommaso D’Aquino. Ma non ha saputo far volare il suo elettorato, non li ha fatti sognare». Cosa che invece sembra riuscita benissimo a Grillo, «un personaggio che difficilmente può essere ingabbiato, alla fine la gente lo capisce», come a dire “è tutta scena, ma non è cattivo”. «Anche a me – confessa la Guidi – i decibel delle grida danno fastidio, ma in questo caso servivano a scuotere i cittadini delusi. Noi lavoriamo sul territorio con calma e aplomb, il dialogo va fatto con tutti, gli accordi sono un’altra cosa».

Un movimento che spazia tra due estremi, le grida e i vaffa del leader – o «capo politico» come lo definisce Sibilia – e il porta a porta serio e silenzioso degli attivisti ai gazebo. I 20mila voti scarsi ricevuti per le parlamentarie sul blog beppegrillo.it (su 31mila aventi diritto), a fronte dei 3 milioni e mezzo delle «buffonarie» del Partito democratico. Perdono in rete, la loro grande casa virtuale, ma vincono nelle urne. Occorrerà vedere se il tesoretto maturato gridando da oppositori di qualsivoglia partito varrà più o meno del 25% alla prossima tornata elettorale, probabile primo atto del futuro inquilino al Quirinale. Se Grillo aveva indicato Dario Fo, per Sibilia «siamo al lavoro per proporre una lista di nomi che tutti potranno votare su internet. Alla fine il MoVimento farà proprio quel nome, senza accordi sotto banco».

Interrogato da L’Irpinia su uno dei cavalli di battaglia della campagna appena conclusa, il reddito di cittadinanza, Carlo Sibilia risponde che «è una proposta che verrà realizzata di sicuro, dobbiamo far fede al nostro programma», ma non ci dice dove trovare i 20-30 miliardi necessari, se non da tagli indefiniti. La cifra, indicata da Mauro Gallegati su “Affari e Finanza” di Repubblica di ieri, docente di Economia politica, si copre con la cassa integrazione già esistente più tagli alla macchina politica. «Sarà evidentemente corretta se lo dice un professore». Un economista fautore della decrescita, ispiratore e collaboratore di Grillo, che si definisce autore della parte dedicata al lavoro nel programma del MoVimento. «Non lo conosco – dice Sibilia – ma sono certo non faccia parte del movimento. Oltretutto non abbiamo un capitolo sul lavoro, è una valutazione pretestuosa. Il lavoro è una conseguenza logica di scelte fatte, ad esempio, a riguardo di energia e ambiente. Cosa farete per il lavoro? Per noi è una domanda mal posta, è lo Stato che deve fornire le condizioni per far nascere opportunità di sviluppo». Non sono forse i parlamentari e le loro proposte a formare, volente o nolente, lo Stato?

Ci rivolgiamo al militante, non al neo eletto, e domandiamo se c’è qualcosa che non gli piace del movimento, che può essere cambiata diventando un punto di forza. Ci risponde un moroteo, più che un grillino: «Il MoVimento non è una macchina perfetta, anzi. Ci sono diversi strumenti da poter utilizzare. Ora siamo in una fase di aggregazione, valuteremo un passo alla volta. Siamo una grande forza, ci studiano anche dall’estero per capire come abbiamo fatto a crescere esponenzialmente in così poco tempo. Dobbiamo formare cittadini consapevoli, è questo il nostro scopo».

Un nuova legge elettorale? «Di sicuro il ripristino della preferenza è il punto da cui partire». Modello francese, tedesco, doppio turno, uninominale? «Sono tecnicismi che valuteremo in seguito». Chapeau.

Tiziana Guidi, dal canto suo, guarda a questi tre mesi che separano la città dalle amministrative, con l’obiettivo di confermare i 6200 voti raccolti finora (18,8%). «Non siamo alla ricerca di poltrone. Vogliamo far sentire la nostra voce su una città lasciata allo sbando. Peccato che anche il commissario Cinzia Guercio non si sia dimostrato super partes, poteva bloccare la gara per i parcheggi sotterranei invece ha chiesto la proroga, un progetto a cui noi siamo contrari. Sull’Eliseo – conclude la Guidi – ho preferito non partecipare perché la mia candidatura era già stata resa nota. Tuttavia negare l’accesso agli atti è inaccettabile, c’è forse qualcosa da nascondere?» .

Come si crea un nuovo patto tra amministrazione e cittadini? «Con la reciprocità, non con l’assistenzialismo. La vecchia politica ha un atteggiamento coloniale, impone un modello di sviluppo. Noi vogliamo ascoltare e rispettare la gente, nella protesta – seppur urlata – c’è sempre un fondo di verità». Prossima puntata: il 26 e 27 maggio.

 

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