AVELLINO – Ancora un nulla di fatto in Consiglio comunale riunitosi oggi in seconda convocazione, in presenza ed in video, per riprendere il dibattito di ieri sul rinnovo delle commissioni consiliari, dibattito venuto meno per lo scioglimento anticipato della seduta per mancanza del numero legale.
Pomo della discordia la composizione della commissione Toponomastica intorno alla quale si è praticamente, una volta andata a vuota la richiesta del consigliere Guerriero di una sospensione dei lavori per consentire una riunione dei capigruppo, sviluppato un consiglio…a due con protagonisti da una parte il segretario generale Vincenzo Lissa, dall’altra il capogruppo del Pd Ettore Iacovacci. Quest’ultimo ha chiesto più volte di sapere chi mai abbia potuto aggiungere, a penna, sulla proposta di delibera relativa proprio alla commissione Toponomastica un tredicesimo nome rispetto ai 12 previsti, uno per ogni gruppo. Il gruppo misto, infatti, non può avere ancora spazio in quanto composto di soli due consiglieri (Di Sapio e Montanile) e non tre come da regolamento.
Il tutto in un confronto dialettico alquanto singolare in cui si sono alternate espressioni gergali ma sicuramente incisive, intervallate dal passaggio dell’uso del lei a quello del tu, ad altre giuridiche ma necessarie (opinio iuris ac necessitatis) per cercare di sbrogliare la matassa e di venire a capo di quello che si sta rivelando per certi versi un vero e proprio giallo in grado di bloccare i lavori del Consiglio. Il nodo delle commissioni, dunque, di tutte le commissioni, blocca ancora una volta l’andamento dei lavori del Consiglio comunale: così nel giugno del 2019, al momento dell’insediamento di questa amministrazione, così nel marzo del 2021, al tempo della pandemia. Che dire? O tempora o mores, dicevano gli antichi. Vedremo quale epilogo sarà dato al loro rinnovo nelle prossime sedute consiliari, quelle già fissate del 18 e del 22 marzo.
Per la cronaca ricordiamo che, su richiesta del consigliere Dino Preziosi, è stato osservato un minuto di raccoglimento in occasione del 43° anniversario della morte di Aldo Moro e della scorta. A presiedere i lavori è stata la neo vicepresidente del Consiglio, la leghista Monica Spiezia che, per come sono andate le cose, non ha potuto fare altro che dare la parola, ad inizio di seduta, al segretario generale per l’appello dei presenti.




