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    21/09/2019

Il Pdl si spacca sulla candidatura di D’Ercole

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Esponenti del Pdl con il senatore Cosimo Sibilia AVELLINO – Restano ancora molte incertezze su liste e candidature in vista della prossima tornata elettorale che vedrà il rinnovo di 22 amministrazioni comunali, a cominciare dalla città di Avellino. Decisivi saranno gli sviluppi delle prossime ore. Il Pd dovrà sciogliere il nodo delle primarie per la scelta del candidato sindaco. Attorno all’ipotesi della consultazione non vi è unità d’intenti da parte delle diverse componenti del partito e si fa avanti l’opzione di una candidatura decisa a tavolino. Ma i cinque circoli cittadini democratici non sono riusciti a trovare un accordo su un nome considerato rappresentativo. Adesso la palla passa alla direzione provinciale, che dovrà pronunciarsi sul percorso da seguire e sul quadro delle alleanze. Il segretario provinciale, Caterina Lengua, ed il suo vice, Francesco Todisco, hanno già avviato il confronto con gli altri partiti della coalizione, promuovendo anche l’apertura di dialogo con le forze di sinistra che alle Politiche hanno sostenuto il progetto di “Rivoluzione Civile” (Rifondazione, Comunisti Italiani e Idv).

Non mancano, però, difficoltà da superare: dagli alleati giunge la richiesta di una svolta netta su programma e nomi. L’impianto complessivo della proposta, ovviamente, dovrà essere condiviso dall’intera coalizione. Sul fronte opposto, nel Pdl si registra la profonda ed insanabile spaccatura tra l’ex capogruppo al Comune di Avellino, Giovanni D’Ercole, e la dirigenza provinciale. L’esponente cittadino ha con largo anticipo deciso di allestire e porsi alla testa di una lista civica di area, con l’intenzione di conquistare anche voti tradizionalmente distanti dai berlusconiani. Un’opzione che ha incassato la netta bocciatura dell’ex consigliere provinciale Ettore De Conciliis e di una parte del circolo del capoluogo. Questi ultimi accusano D’Ercole di aver compiuto una fuga in avanti, senza aver ricevuto il via libera da parte degli organismi di partito. De Conciliis ritiene che non si debba rinunciare all’identità del Popolo della Libertà e che la priorità debba essere data al programma. Uno scontro che in parte cela, ma nemmeno troppo, vecchie tensioni tra fazioni e ruggini personali. Dal canto suo, l’ex capogruppo comunale del Pdl non intende recedere dalle sue intenzioni e critica tempi e liturgie seguite dal partito. Il coordinatore provinciale e senatore Cosimo Sibilia cerca, senza risultati, di sanare la frattura.

Un’altra separazione in casa si registra anche al centro, tra l’Udc e Scelta Civica. Tra demitiani e montiani aumentano le distanze, nonostante le due formazioni abbiano corso assieme alle scorse elezioni politiche, presentando un’unica lista al Senato, e siano pronte sul piano nazionale ad una fusione, che non avverrà senza dissensi interni. Il movimento di Mario Monti, capeggiato in Irpinia dal neodeputato Angelo D’Agostino, intende presentarsi con una lista che possa rivendicare discontinuità rispetto al passato, anche se tra i numi tutelari del partito vi sono l’ex sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, ed altri amministratori delle precedenti consiliature. Nell’Udc, intanto, si cerca di rimediare alle diverse defezioni subìte nelle scorse settimane che hanno indebolito il partito. Tra i nomi più accreditati per la candidatura a sindaco vi è quello di Enza Ambrosone. Bisognerà comprendere, però, le mosse che il direttore dell’Air, Dino Preziosi, intenderà compiere con il suo progetto civico “”Vento di Centro” , rimasto orfano del consigliere Virginio Cicalese, passato nelle file dei montiani.

In cerca di un ruolo da protagonista della scena politica è il “Movimento 5 stelle” irpino, che si sta organizzando per l’appuntamento elettorale del 26 e 27 maggio forte del risultato ottenuto alle politiche e dell’elezione di un deputato del territorio. Infine, andrà compreso lo spazio ed il consenso che saranno in grado di conquistare le diverse liste civiche che dovrebbero presentarsi alle elezioni, sempre che non vi sia uno sfoltimento naturale prima della scadenza. Nonostante gli slogan che caratterizzano alcune di queste esperienze, appare evidente che rischiano di essere scialuppe di salvataggio per ex – giovani e vecchi – in cerca di una collocazione.

 

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