ROMA – Riaperture, vaccini e caso Astrazeneca al centro della conferenza stampa che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha appena tenuto a Plazzo Chigi insieme con il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli.
“Ho visto i presidenti delle Regioni, dell’Anci e delle Province. Ho visto Salvini, ho visto anche Bersani stamattina. Un po’ tutti chiedono riaperture, è normale. La miglior forma di sostegno per l’economia non sono i sostegni del governo, ma le riaperture. Sono consapevole del bisogno e, a volte, della disperazione, anche se la violenza va sempre condannata. Io voglio vedere le riaperture, ma riaperture in sicurezza. L’obiettivo è dare ai ragazzi almeno un mese di scuola piena. Le prossime settimane devono essere di riapertura, ma riapertura in sicurezza. Quanto più velocemente procederanno le vaccinazioni, tanto più celermente si potrà riaprire. Parlo di vaccinazioni di categorie a rischio. Non ho una data per le riaperture, dipende dall’andamento dei contagi e da altri dati, incluso l’andamento delle vaccinazioni delle fasce a rischio. Il ministro Garavaglia ha indicato il 2 giugno come data di ripartenza per il turismo? Speriamo!”.
Sui vaccini: "La disponibilità dei vaccini non è calata. Non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti. È venuto il momento di prendere decisioni sulle fasce di età per le vaccinazioni. Questo è al centro delle riaperture. Se riduciamo il rischio di morte nelle classi più esposte al rischio è chiaro che si riapre con più tranquillità”.
“Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili? Questo è il primo messaggio che vorrei mandare”.
“Il crollo di fiducia in Astrazeneca si vede meno di quanto ci si potesse aspettare. Noi continuiamo a dare un messaggio rassicurante, con grande serietà, partecipazione e comprensione. Io mi sono vaccinato con Astrazeneca e mia moglie anche”.




