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    14/11/2019

Pd, i circoli contestano la segreteria e rivendicano la linea politica

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica_primarie_pd_seggio_1.jpgAVELLINO – Per il Pd, quella odierna, è stata una giornata frenetica e ad alta tensione, giocata su più fronti tra conferenze stampa, riunioni e trattative informali. Al centro della disputa, senza risparmio di colpi, tra i vertici del partito e le diverse componenti democratiche c’è la strategia per le prossime elezioni amministrative della città di Avellino, a cominciare dalla definizione delle regole per le primarie per la scelta del candidato a sindaco. L’ultimo atto, che giunge a tarda sera, è la richiesta dei circoli cittadini del Pd (ad esclusione di “Laboratorio Democratico”) di riaprire il confronto con gli altri partiti del centrosinistra per tentare un allargamento della coalizione anche alle liste civiche guidate dall’ex vicesindaco, Gianluca Festa, (consentendo una sua partecipazione alle primarie) e la ridefinizione delle incompatibilità per i candidati. Un chiaro segnale indirizzato al segretario provinciale, Caterina Lengua, e al presidente, Carmine De Blasio, ai quali viene chiesto di tenere conto della bozza già elaborata dalle strutture cittadine e di non deragliare dalla linea tracciata.

“Il tavolo di coordinamento – si legge nel documento – è l’unico organismo cittadino riconosciuto dal Pd, in assenza di una segreteria cittadina regolarmente costituita. Pertanto è competenza del tavolo di coordinamento dei segretari di circolo qualsiasi decisone riguardante la definizione della linea politica e programmatica del partito in città. Allo stesso tavolo appartiene la competenza in ordine anche ad ogni altra scelta politica ed organizzativa legata sia alle primarie di coalizione, per quanto concerne il Pd, sia al prosieguo del percorso politico in vista delle prossime elezioni amministrative”. Un duro colpo nei confronti del vertice provinciale del partito, il cui lavoro di questi giorni viene completamente delegittimato. D’altra parte la giornata era iniziata con una conferenza stampa, convocata a via Tagliamento, da Carmine De Blasio che si è difeso dagli attacchi provenienti dall’area bersaniana: “C’è chi cerca di manipolare la realtà dei fatti per colpirmi. Non ho mai pensato di andare oltre il mio ruolo istituzionale. Ma ritengo che certi metodi, che alimentano le conflittualità interne, abbiano fatto il loro tempo”.

La risposta della sinistra interna non si è fatta attendere: “Abbiamo il dovere di precisare che a nulla rileva il fatto che egli non abbia firmato il regolamento delle primarie, poiché ad essere in discussione è il suo ruolo esercitato in una vicenda che non doveva vederlo protagonista rivestendo una funzione di garanzia e non esecutiva”. Il gruppo vicino alle posizioni di Lucio Fierro e Francesco Todisco ha, quindi, ribadito la richiesta di dimissioni di De Blasio. Anche l’ex capogruppo consiliare, Stefano La Verde, spara addosso al presidente ed al segretario provinciale, censurando la decisione di far partecipare alle primarie Leonida Gabrieli: “Ormai si è superato il limite dell’umana decenza. Così si sancisce definitivamente che il Pd, in questa città, non è più il partito delle regole e della buona politica”. L’ex consigliere comunale ipotizza che dietro la linea adottata dai due dirigenti democratici vi possa essere “qualche burattinaio che sta gestendo in questo modo indecente e vergognoso la vicenda delle primarie”. L’ex consigliere Leonida Gabrieli, bersaglio delle polemiche di queste ore, ha preferito non rispondere alle critiche, nonostante avesse convocato una conferenza stampa, che alla fine è stata rinviata.

Come si vede, è una situazione piuttosto ingarbugliata sulla quale dovrebbe provare a portare un po’ di luce la direzione del partito convocata per domani. Da registrare, infine, l’invito rivolto dal coordinamento provinciale del Psi al Partito democratico “a ritrovare l’unità necessaria perché possa attuarsi un accordo politico programmatico sui veri bisogni della città in direzione di una rinascita di Avellino come capoluogo dell’intera Irpinia”.

 

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