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    31/08/2026

Dal Consiglio sì al piano dismissioni. Montanile e Iannuzzi cambiano squadra

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica12_cons_6_set.jpgAVELLINO – Si apre, dopo le interrogazioni iniziali, con un dibattito sui nuovi posizionamenti in aula dei consiglieri Alessandra Iannuzzi e Carmine Montanile la seduta di questo pomeriggio del Consiglio comunale di Avellino convocato per l’esame del piano di valorizzazione e dismissione degli immobili di proprietà del Comune.

“Non era questa la città che io sognavo – ha sottolineato la consigliera Iannuzzi nell’annunciare la sua uscita dalla maggioranza e il suo passaggio tra le file dell’opposizione con ingresso nel gruppo misto –. I risultati possono non arrivare subito per tante ragioni, amministrare un Comune in predissesto non è affatto facile. Il problema, però, è il metodo. Quando le sfide sono particolarmente ardue – ha ancora sottolineato Iannuzzi – entra in gioco la pianificazione, la condivisione delle strategie con una scala delle priorità. Quando la gestione è nelle mani di una sola persona si finisce inevitabilmente con l’agire con improvvisazione e approssimazione, andando sempre in affanno e vivendo solo di annunci che poi vengono puntualmente disattesi. Oltre a non accettare tutto questo non posso assolutamente accettare le volgarità che il sindaco ha ritenuto di dire nell’ultimo Consiglio portando il dibattito ad un livello veramente infimo. Ripeto, dopo quelle volgarità e quelle meschinità non intendo restare un minuto di più con questo sindaco. Ma poi le chiedo una cosa, sindaco: lei che viene qui in aula solo per farci la morale e poi se ne va, ma se lo può permettere? Ha l’autorevolezza per porsi in vetta da eroe impeccabile chiamato a difendere la città da qualsiasi rosicone o intralciarne il cammino? Fino a quando questo copione può durare? Enjoy, sindaco”.

“Sono un trasformista, il numero uno dei trasformisti. Il trasformismo è il pilastro della democrazia, cambiare opinione è un fatto legittimo. Ci sono due elementi che possono giustificare il cambio di pensiero: la pandemia e il momento economico derivato dalla pandemia. Il trasformismo è alla base della democrazia partecipativa. Signor sindaco, lei non mi ha dato nulla, non mi curo di questo starnazzare di galline, la galline hanno le ali, ma non sanno volare”. Questo l’intervento, invece, del consigliere Carmine Montanile che lascia il gruppo di opposizione Laboratorio Avellino per passare nelle file del gruppo di maggioranza Ora Avellino.

Tutto da chiarire, poi, la posizione del consigliere del M5S Luigi Urciuoli il quale, in un intervento a volo prima di abbandonare l’aula perché impegnato nel proprio lavoro di veterinario, ha precisato: “Non mi sono mai dimesso dal M5S, non ho mai chiesto di entrare in maggioranza, ho votato comunque nell’interesse della città gli indirizzi generali di governo”.

Accolto con parole e spirito naturalmente diversi l’arrivo in squadra dei due consiglieri dissidenti. Santoro, Si Può: “Le parole della consigliera Iannuzzi non possono cadere nel vuoto, sono parole impegnative. In particolare, la chiarezza aiuta la politica in questa fase. Negli ultimi tempi la politica si è ridotta alla collocazione più astuta, quindi quando c’è chi fa una scelta di tempo aiuta la minoranza ad arricchire la sua capacità di proposta, aiuta anche la maggioranza, la politica è fatta di evoluzione, si resta però fedeli agli ideali, un gesto che serve ad introdurre elementi di chiarità, un gesto importante”.

Gaeta, Ora Avellino: “Stiamo in maggioranza, con spirito di collaborazione, mai fatto un passo indietro. Accogliamo a braccia aperte il consigliere Montanile. Iannuzzi? Chi scappa ha sempre torto. Il pensiero è quello che conta”.

Approvato, poi, con 18 voti a favore e 5 contrari il piano di dismissione degli immobili comunali il cui dispositivo di delibera è stato letto all’assise dall’assessore Luongo senza un minimo di relazione, come è nello stile di questa amministrazione. Finora la vendita degli immobili ha consentito di incassare 1 milione e mezzo di euro a fronte dei 9 che si spera di poter realizzare entro i prossimi due anni anche per dare un po’ di respiro al bilancio di un ente in condizione di predissesto. Con i voti della maggioranza è arrivato, infine, il sì ad una sfilza di debiti fuori bilancio all'ordine del giorno. In aggiornamento…

Aggiornamento del 4 settembre 2021, ore 18.36 - Il piano della valorizzazione e della vendita degli immobili di proprietà del Comune di Avellino è l’argomento principale di cui dovrà occuparsi il Consiglio comunale nella seduta – la prima dopo la pausa estiva – convocata in modalità mista (in presenza ed in video conferenza) per lunedì prossimo con inizio alle ore 14.00. Spazio, prima dell’inizio del dibattito, alle interrogazioni.

Assise cittadina, dunque, chiamata a pronunciarsi ancora una volta sulla questione della gestione del patrimonio comunale già al centro, in passato, di polemiche e scontri tra maggioranza e opposizione.

Non è difficile ipotizzare che, sulla questione, la contrapposizione tra gli schieramenti in campo si possa riproporre in termini ancora più duri viste le diverse soluzioni emerse soprattutto in merito all’alienazione di alcuni immobili comunali non facile da portare avanti da parte di un ente che pure deve continuare a fare i conti con la sua condizione di pre-dissesto e che deve, dunque, operare in condizioni non proprio di tranquillità economica.

Sarà, comunque, una seduta che si preannuncia particolarmente lunga con numerose pratiche da smaltire per quanto riguarda i debiti fuori bilancio, argomento questo, insieme a quello delle commissioni, da considerare l’unico, autentico cavallo di battaglia di questa amministrazione dal momento del suo insediamento.

Né, finora, al di là delle denunce e degli esposti presentati dagli schieramenti di opposizione, vi sono stati interventi istituzionali in grado di portare un minimo di chiarezza su alcune delle questioni sollevate. Si è continuato ad andare avanti alla giornata senza una visione, soprattutto senza una volontà, di dare risposte concrete alla città che appare, da tempo, rassegnata alla sua condizione di abbandono e di sofferenza.

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