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    01/09/2026

Comune, sì del Consiglio al bilancio di previsione

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica12_cons_com_13_set.jpgAVELLINO – È rimasta ferma al palo la prima parte della seduta del Consiglio comunale di Avellino chiamato ad approvare il rendiconto della gestione 2020 e il Dup (documento unico di programmazione) nonché la costituzione e lo statuto della Fondazione Cultura.

Ferma al palo perché le prime tre ore di dibattito se ne sono andate – tra chiarimenti vari da parte dei dirigenti, del segretario generale e dell’assessore al ramo – per discutere delle numerose pregiudiziali, anche di ordine procedurale, presentate dal consigliere di opposizione Preziosi, tutte sistematicamente bocciate in sede di votazione dalla maggioranza.

Il tutto in un clima di collaudata e ormai canonica contrapposizione tra gli schieramenti presenti in aula che si trascina stancamente e, per certi versi, nello pieno spirito del proprio ruolo, dall’inizio di questa legislatura.

Ha preso la parola il consigliere Gennaro Cesa per chiarire la propria posizione e quella del collega Carmine Di Sapio: “Siamo stati eletti in maggioranza io e Di Sapio. Sono tante le cose che non vanno e non perché lo diciamo noi ma perché gli avellinesi sono sconcertati per questo modo di governare, signor sindaco, con una sola persona al comando. Lei dovrebbe rispettare il Consiglio. Noi restiamo in maggioranza per contestare questo suo modo di fare, sembra un podestà. Il nostro capoluogo è, secondo il Sole 24Ore, tra i peggio amministrati in Italia. Ribadiamo il nostro impegno in Consiglio comunale, chiediamo il ripristino immediato delle commissioni”.

Ha, quindi, relazionato l’assessore alle Finanze Vincenzo Cuzzola: “Abbiamo ridotto il disavanzo da 43 a 38 mln, siamo rientrati di 723mila euro: queste sono le risultanze del bilancio e non si possono cambiare le carte in tavola. L’ho costruito dal parere dei revisori che scrivono per rendere chiaro un documento contabile spesso astruso ai consiglieri. La massa passiva era di 25 mln di euro: a due anni da quel rendiconto è ora di 12 milioni e 485mila.

Andiamo via via a ridurre il disavanzo dei nostri bilanci, c’è una capacità di rientro grazie alle azioni messe in campo perché l’esternalizzazione dei servizi non è una nostra fissazione, è una necessità. S’è bloccata la riscossione, non l’accertamento dei tributi.

Avellino è una città – ci fa sapere il ministero – che ha la capacità di trarre tributi dal proprio territorio. Il bilancio lo stanno approvando in questa giorni centinaia di Comuni in Italia. Onorerò il mio impegno con il sindaco Festa, non mi dimetto, starò lì finché la Corte dei conti non esaminerà il piano di riequilibrio. Il merito del riconoscimento dei debiti fuori bilancio è dei consiglieri, di tutta la squadra, di tutta l’amministrazione. Chiedo che venga completato entro la fine dell’anno. Stiamo lavorando sul fronte entrate e sul fronte spese con due obiettivi: il rientro dal piano di equilibrio e l’ approvazione del bilancio di previsione entro la fine dell’anno”.

Il primo ad intervenire nel dibattito è stato il capogruppo di Si può Amalio Santoro: “La pandemia ha pesato sul nostro contesto cittadino, anche se il contributo pesante del governo ci ha consentito di recuperare ciò che avremmo perso. C’è un deficit strutturale che ci trasciniamo dal post terremoto. Siamo un po’ bloccati. Non comincia il tempo nuovo con questa legislatura. Alla fine i problemi di sempre sono lì, ce li ritroveremo. Ci ritroviamo ancora con questa gigantesca quota di residui che si trascina dagli anni Ottanta. Ci stanno 70 mln di accantonamenti, c’è un problema di debolezza strutturale e politica perché non si fanno scelte strategiche. Il piano di rientro è stata una conquista importante ma ce lo trascineremo per i prossimi anni, sono soldi che dobbiamo restituire. Abbiamo a che fare con il Fal, con un credito che ci trasciniamo da anni. Nel 2020 non abbiamo riscosso una lira. Una riflessione su che cosa fare la dobbiamo fare, una riflessione sulla partecipate la dobbiamo fare, è di poche ore fa la vicenda dell’Alto Calore. Questa città non ce la fa, continua il percorso di guerra del piano di rientro”.

Diego Guerriero, Viva la libertà: “Il disavanzo è un risultato importante, la riduzione della massa passiva pure: qualche risultato lo stiamo, dunque, incominciando a vedere. Questa amministrazione è riuscita a portare a questi risultati. Quello che sarà il futuro lo vedremo. Da parte nostra ci sarà l’impegno a contribuire a portare benefici alla nostra città”.

Nicola Giordano, Laboratorio Avellino: “Lei, assessore, ha parlato dei debiti fuori bilancio. Negli uffici dove si istruiscono le pratiche c’è un tale disordine che è difficile seguire l’iter delle pratiche. Non avete il coraggio di presentare una relazione, è uno sfascio sui servizi sociali, uno sfascio sull’urbanistica, non si trovano le carte, avete messo in vendita il locale dell’archivio. Non c’è traccia di una programmazione. Siete una banda di scarpe sciolte. Sapete soltanto proporre quello che non riuscite a fare”.

Gianluca Gaeta, Ora Avellino: “Quando dall’opposizione si alza una voce propositiva, vuole dire che si vuole migliorare, però non si può accettare la voce del maestro di turno che bacchetta tutti. È facile bacchettare, però amministrare è un’altra cosa”.

Francesco Iandolo, App (Avellino prende parte): “Il dato politico è questo: a due anni dall’inizio di questa consiliatura qual è il dato oggettivo che possiamo raccontare alla città? Quali le misure di contrasto all’inquinamento? Che cosa è stato realizzato in questi due anni? quali i progetti su cui stiamo lavorando? Che cos’è che è stato fatto? Lo dobbiamo scoprire dalla dirette? Questione Alto Calore: la cosa più grave è stato non andare all’approvazione del bilancio. Che cosa succedeva quando il sindaco è stato consigliere all’Alto Calore? È   stato mai fatto una verifica del programma di questo sindaco? La città ha bisogno di molto altro, ha bisogno di coraggio, di risposte che questa amministrazione non riesce a dare”.

Costantino Preziosi, La svolta: “C’è il problema degli affidamenti diretti. C’è stata mai una short list? C’è un responsabile dell’anticorruzione? Voi state vivendo sui contributi dati dallo Stato. Poi c’è il problema di Assoservizi. Il problema non è della società che gestisce ma di chi dà le disposizioni. Ridurre gli affidamenti esterni e utilizzare di più le risorse umane in dotazione al Comune”.

Ha quindi preso la parola il sindaco Festa: “Prendo la parola per fare qualche precisione. Il bilancio è a posto. Nella vita c’è l’educazione, ci sono le persone volgari, quelle che galleggiano. Quando le offese provengono da queste espressioni disumane non possiamo che provare compassione per questi essere disumani. Noi rispondiamo con i fatti a queste offese, qui c’è qualche consigliere comunale che non ha ancora digerito la sconfitta elettorale. Ci siamo impegnati con la comunità a superare il predissesto.

Nella prossima campagna elettorale il consigliere Cesa non farà parte della nostra maggioranza. Non abbiamo bisogno di consiglieri che da un lato dicono di rimanere in maggioranza, dall’altro disertano i lavori del Consiglio. Tra un po’ di tempo faremo un’operazione verità con la città per far comprendere il grande lavoro che questa amministrazione sta portando avanti. Noi stiamo operando una vera e propria rivoluzione a partire dai conti. Faremo in tre anni quello che gli altri in trent’anni non hanno fatto. Risponderemo coi fatti alle menzogne e alle falsità”.

È seguita la votazione che ha fatto registrare, sul rendiconto 2020, 18 voti a favore e 5 contrari.

Approvato pure, dopo la relazione dell’assessore Cuzzola, il Dup, vale a dire il documento di programmazione economica con la proposta degli obiettivi strategici da portare avanti per i prossimi anni. Venti i voti a favore, sei quelli contrari. Respinto, invece, con 19 no e 6 sì, l’emendamento al bilancio per un investimento di 153mila euro da destinare all’acquisto di sanificatori per le scuole dell’obbligo presentato dal consigliere di opposizione Nicola Giordano che, peraltro, nel corso del suo intervento, ha informato il Consiglio di essere stato, nei giorni scorsi, querelato dal sindaco che si è sentito offeso da sue dichiarazioni.

Approvati, dopo quasi otto ore dagli inizi dei lavori, il bilancio di previsione 2021-23 e la salvaguardia degli equilibri di bilancio. Spazio, infine, in un clima di evidente stanchezza ma anche di un certo nervosismo sfociato in qualche battibecco di troppo, agli argomenti inseriti nell’ordine del giorno aggiuntivo, vale a dire il varo della  Fondazione  Cultura e la gestione del nido d’infanzia comunale di via Morelli e Silvati.

Di quest’ultimo è stata approvata, dopo la relazione dell’assessore Giacobbe e gli interventi dei consiglieri Giordano, Iandolo e Santoro nonché del sindaco Festa, l’esternalizzazione dei servizi con 19 voti a favore, uno contrario e due astenuti. Rinviata, invece, alla seduta di mercoledì prossimo in seconda convocazione la discussione sulla costituzione della Fondazione Cultura e l’approvazione del relativo statuto. Lavori chiusi venti minuti prima della mezzanotte.

Ordine del giorno
Ordine del giorno aggiuntivo

 

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