AVELLINO – “Se si ripercorre la sua storia personale ed il contributo che ha dato dal punto di vista sia politico sia giuridico ci si accorge che ci si trova di fronte a quello che io non esito a definire uno dei costruttori della democrazia repubblicana italiana”.
Così Gerardo Bianco, l’ex parlamentare della Democrazia Cristiana e del Ppi di Guardia Lombardi, oggi novantenne, ha ricordato questa mattina la figura di Salvatore Scoca nel corso della cerimonia svoltasi in via Roma in occasione dello scoprimento del busto che la città di Avellino gli ha dedicato alla presenza, tra gli altri, dei familiari di Scoca e di Michele Di Maio sindaco di Calitri, il paese di origine di Scoca.
“Volendo vedere in maniera più approfondita – ha spiegato ancora Bianco – quelli che erano stati i suoi contributi ho raccolto delle testimonianze alla Camera: ci sono oltre circa 400 interventi su provvedimenti legislativi di ogni genere. Poi, come è moto, questo lo sanno tutti gli storici del costituzionalismo italiano, lui è l’autore di un articolo fondamentale della Costituzione, l’articolo 53 che praticamente riguarda il contributo che tutti gli italiani danno dal punto di vista fiscale in modo progressivo al benessere del Paese”.




