AVELLINO – “Questi investimenti nella zona di Valle Ufita ma anche la realizzazione di alcuni lotti funzionali sull’Alta velocità Napoli-Bari con la stazione Hirpinia faranno del territorio di Avellino e dell’Irpinia un territorio non più isolato ma strategico con la possibilità anche di valorizzare le enormi potenzialità dal punto di vista non soltanto industriale, ma anche dal punto di vista turistico e agroalimentare. Contiamo molti su questi investimenti e credo che siano indispensabili per questo territorio”.
È quanto dichiarato dal ministro per il Sud Mara Carfagna presente questa mattina al convegno promosso da Confindustria Avellino all’Hotel de la Ville sul tema “Infrastrutture, Zes e logistica. Opportunità per lo sviluppo delle aree interne” a cui hanno preso parte, oltre il presidente Emilio De Vizia, il direttore di Svimez Luca Bianchi, il presidente della commissione Trasporti della Regione Campania Luca Cascone, l’amministratrice delegata e direttrice generale di Rfi Vera Fiorani.
Il tema dello sviluppo delle zone interne, delle aree Zes, delle infrastrutture, dell’Alta capacità-Stazione Hirpinia in relazione alle direttive del Pnrr i temi al centro dei lavori.
“Ci sono anche gli investimenti per le aree interne: all’interno del Pnrr – ha spiegato il ministro – c’è proprio una linea di finanziamento pari a circa 1 miliardo e 150 mln di euro per finanziare infrastrutture sociali, per la messa in sicurezza e la manutenzione della rete viaria delle aree interne, 300 mln di euro che sono già stati oggetto di un decreto di riparto firmato congiuntamente dal Mise e dal ministero per il Sud, e poi ci sono 100 mln di euro per potenziare le cosiddette farmacie rurali, cioè per trasformare le farmacie delle aree interne in veri e propri presidi sanitari di prossimità: questo per spezzare la condizione di isolamento e anche per fermare la tendenza allo spopolamento delle aree interne del nostro Paese”.
No a divisioni e contrapposizioni: “In questo momento – ha sottolineato ancora Garfagna – non dobbiamo immaginare la dialettica politica come una dialettica politica tra controparti, ma tra parti che si trovano tutte dalla stessa parte – mi scuso per il bisticcio di parole ma credo che renda l’idea – che hanno il dovere di remare nella stessa direzione perché ci troviamo di fronte ad un’occasione unica, irripetibile, e non possiamo rischiare di non coglierla o di sprecarla per rivalità, per contrapposizioni o per conflitti istituzionali”.




