www.giornalelirpinia.it

    20/10/2026

L’intervento/Si vuole davvero evitare il fallimento dell’Alto Calore?

E-mail Stampa PDF

La sede dell'Alto CaloreAVELLINO – Sulla questione Alto Calore ospitiamo un intervento di Aldo D’Andrea, referente  provinciale di DemA (democraziaautonomia), il partito che fa capo all’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

*  * *

L’interessante iniziativa del 9 maggio scorso, ad opera del Comitato “Acqua Bene Comune, aspettando Godot”, lodevole nel suo intento di sollevare la dovuta attenzione sulla gestione delle acque in Irpinia e sulla società Alto Calore, necessita di supporto, di rilancio e di attivismo collettivo, nel proposito di difendere dalla speculazione finanziaria il bene prezioso acqua e, nello stesso tempo, contrastare l’azione privativa concepita a danno dell’Irpinia e delle sue genti.

Orbene, va premesso che, al di là delle gestioni allegre e clientelari, sull’ente gravano costi pesantemente esclusivi, non condivisi in solidarietà da altri enti e acquedotti che pure traggono ristoro dagli impieghi dell’Alto Calore.

Come pure fa specie che la manutenzione di adduttrici e condotte di proprietà rispettivamente di regione Campania e Comuni serviti, siano costi interamente assorbiti dall’Alto Calore, senza il sostegno di rimesse finanziarie da parte delle proprietà, in particolare da parte della Regione.

Ad osservare i bilanci dell’ente, nel riquadro delle passività, vi è il colpo agli occhi della voce dei costi della energia per captazione e sollevamento: debiti per oltre la metà delle passività. È somma che supera i 50 milioni di euro verso società fornitrici di energia, non verso il personale dipendente o altri fornitori.

Da qui, fatti, si traggono considerazioni che devono portare ad opporsi fermamente alla procedura di fallimento iniziata dalla Procura nel settembre dello scorso anno. E questa opposizione dovrebbe in primis veder scendere in campo la regione Campania, per le sue antiche indolenze e disattenzioni inveterate.

La azienda Gori, gestore privato, deve essere il precedente d’obbligo cui la stessa regione Campania deve richiamarsi; se a questa azienda fu certificato il mantenimento della “esistenza in vita” malgrado i 200 milioni di debiti, con l’accollo degli stessi, all’Alto Calore basterebbe molto meno per interrompere la procedura fallimentare, ovvero il riparto delle passività dei costi energetici, in solidarietà con gli altri enti che ricevono acqua dalle fonti d’Irpinia e costi sostenuti solo dall’Alto Calore. Di più: è ora che la regione Campania finalmente si accolli le spese di manutenzione delle adduttrici di sua proprietà.

Ma evitare il fallimento dell’ente, lo si vuole per davvero?

Il 21 dicembre 2018, un gruppo di “romantici” cittadini, mossi da pura passione e da amore verso se stessi e verso la comunità, impedirono, partecipanti non-invitati, che l’assemblea dei sindaci deliberasse per cambiare le regole dello statuto dell’ente al fine di impedire che con esso potesse verificarsi nella gestione delle acque l’ingresso del soggetto privato.

Da allora tante cose si sono succedute tra cui l’ultima, sottile arguta proposta di divisione dell’ente, con il mascherato intento sannita, ma nemmeno tanto, di ottenere lo status di ente gestore, indispensabile per l’accesso ai fondi Pnrr.

Giusto per chiosa: nel Sannio, opera da tempo l’ente privato Gesesa, lo stesso che a suo tempo si “commosse” per le “sofferenze” dell’Alto Calore.

Di certo vi è che la capacità delle fonti sorgive delle acque d’Irpinia, 18000 l/secondo, fanno dell’Irpinia una terra benedetta e generosa; essa, seconda provincia imbrifera d’Europa, è come la madre dolce che dà vita e ristoro a figli numerosi seppur ingrati. Si prende senza interessarsi di altro.

Nell’insegnamento e nella condivisione profonda della enciclica “Laudato Si'” di Papa Francesco vi è la nobile traccia che guida a custodire e consegnare ai figli i preziosi doni concessi dalla natura, del tutto opposta agli avidi pensieri e agli indebiti arricchimenti. Della ricchezza d’Irpinia ne godono in tanti; la vita che sgorga dal suo ventre sia e resti bene assoluto per ciascuno dei cinque milioni di persone che ristora.

*demA

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com