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    29/02/2024

Opere pubbliche, è possibile una svolta?

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b_300_220_15593462_0___images_stories_p.lib.jpgAVELLINO – Una nuova stagione di lavori pubblici sta per iniziare ad Avellino. Si parte dalle opere incompiute, il tunnel e la ristrutturazione del Mercatone, per poi passare al cuore del capoluogo, Piazza della Libertà. L’agorà dovrebbe tornare a nuova vita, dopo anni di abbandono iniziati con l’inagibilità dei bagni sottoposti al piano stradale (con rischio crollo dei solai), alla chiusura di una delle fontane e la parziale inaccessibilità dei giardini, diventati ricettacolo di rifiuti e sporcizia, oltre che accampamento senza regole di varia umanità. Il Consiglio comunale traccia gli indirizzi per il ridisegno della piazza e, tra piccoli tumulti interni alla maggioranza, formalizza le ultime procedure per il via libera ai cantieri.

Un consistente flusso di denaro pubblico, finalmente elargito da una Regione poco propensa ad investire in Irpinia, sta per arrivare. I bandi per gli appalti del sottopasso vengono pubblicati e la giunta punta all’affidamento dei lavori per il mese di giugno. A ruota seguirà anche la gara per il Mercatone. E così via. Tra i gruppi consiliari di Piazza del Popolo ci si pone, almeno per un momento, il problema delle conseguenze negative del sistema del massimo ribasso, che dovrebbe essere scongiurato quasi per tutti i cantieri. Torna, ragionevolmente, anche il timore di infiltrazioni malavitose attratte dal notevole giro di affari che sta per mettersi in moto. Ma anche questa volta, fatto salvo qualche interessante contributo di idee e di proposte, la politica e le istituzioni locali non stanno brillando per lungimiranza.

In questi giorni si stanno o si starebbero decidendo interventi importanti e dal significativo impatto sul territorio. Si tratta soprattutto di una opportunità per la città di rimettersi in sesto e perché no di un primo passo per un atteso rilancio. I lavori del programma Europa Piu (che proseguirà con la riqualificazione o la realizzazione ex novo di strutture abitative ed aggregative a San Tommaso, Quattrograna Est e Bellizzi) non sono che un tassello dentro un più complesso mosaico. Altri progetti ed altri finanziamenti dovrebbero giungere, che coinvolgeranno anche altre periferie. Bisognerà, poi, dopo tante opere pubbliche, alcune sicuramente necessarie, attivare misure immateriali e servizi.

Ma dopo tutta questa lunga cavalcata, che durerà alcuni anni, sarà cambiato in meglio il volto della città? Il risultato dipenderà dalla capacità di chi oggi riveste ruoli decisionali di programmare, di analizzare e di controllare adeguatamente gli interventi, oltre che dalla trasparenza dei meccanismi messi in essere per l’esecuzione dei lavori. Una parte del tragitto, in diversi casi iniziato in precedenti esperienze amministrative pur sempre di centrosinistra, è alle spalle. Lungo l’articolato percorso sono state impostate le direttrici fondamentali.

E c’è da chiedersi se siano sempre prevalse la lucidità e l’interesse generale. Qualche dubbio potrebbe emergere, persino sui reali luoghi decisionali. Eppure questa pagina, sempre la stessa, quella dello sviluppo urbanistico di Avellino, deve essere voltata. Una responsabilità ce l’hanno anche i cittadini e gli organi di informazione che determinano l’opinione pubblica. L’occasione non può essere sprecata.

 

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