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    29/02/2024

All’Acs acque agitate anche dopo l’approvazione del bilancio

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica_altocalore.jpgAVELLINO – Dopo l’approvazione del bilancio dell’Alto Calore Servizi (con il 57,98% di voti dei soci presenti), avvenuta nel corso di un’assemblea dei sindaci alquanto movimentata - con molte critiche all’indirizzo del Cda dell’azienda e con la richiesta di rinvio della seduta avanzata dagli amministratori locali del Pd - le polemiche non accennano a diminuire.

I primi cittadini democratici contestano al presidente Francesco D’Ercole e all’esecutivo della società una gestione ritenuta poco trasparente e incapace di affrontare i nodi strategici del settore. Sotto accusa anche i conti dell’ente che presenterebbero elementi di grande preoccupazione. “Al di là del formale pareggio di bilancio – sostengono i sindaci – si cerca di nascondere un risultato negativo che ha fatto aumentare il deficit storico dell’Acs ed ha bruciato la liquidità in cassa per ben 5 milioni di euro”. Ma sul futuro della società di corso Europa pesa anche e soprattutto il debito maturato nei confronti dei fornitori. Al riguardo, il delegato del Comune di Avellino, Lello De Stefano, ha chiarito che “non è vero, così come era stato pubblicamente dichiarato dai vertici dell’Alto Calore, che il contratto energetico con la società Gala (che oggi chiede il pagamento di oltre 8 milioni di euro, che potrebbero arrivare addirittura a 13 milioni), venga dalle passate gestioni, ma è stato sottoscritto dall’attuale compagine”.

Ma le critiche giungono anche da sindaci del centrodestra, a cominciare da Pasquale Giuditta, primo cittadino di Summonte: “I Comuni sono i proprietari della società, però non siamo stati mai coinvolti nelle decisioni. Come si pensa di giungere all’obiettivo dell’affidamento in house senza un confronto e con un servizio scadente? Manca una strategia. Il cambiamento tanto atteso e proclamato, in realtà non è venuto”.

Il sindaco di Montella, Ferruccio Capone, incalza il vicepresidente dell’Acs, Eugenio Abate, chiedendogli ancora una volta le dimissioni: “Il problema dell’incompatibilità va risolto, ancor più oggi che Abate ha dimostrato di non avere fiducia nella società che presiede, considerato che il comune di Montemiletto non è più azionista”. D’Ercole, comunque, guarda in avanti e promette di avviare un confronto con i sindaci irpini e sanniti, anche se poi sottolinea il mancato sostegno, da parte dei sindaci democratici, all’avvio della procedura di liquidazione della Patrimoniale, da tempo annunciata e soltanto adesso formalizzata. Ma il Pd ribadisce la propria mancanza di fiducia nel Cda dell’Alto Calore e la necessità di azzerare l’organo gestionale.

 

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