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    23/04/2026

Dal Laceno d'Oro cultura e sviluppo

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Giacomo d'Onofrio e Camillo Marino, fondatori del Laceno d'OroAVELLINO – È entrata nel vivo la programmazione della 40ma edizione del festival cinematografico "Laceno d'Oro", dopo l'anteprima che si è svolta dal 18 al 30 agosto ed ha visto la presenza ad Avellino di Abel Ferrara, al quale è andato il premio Camillo Marino-Laceno d'Oro per la regia, di Bartolomeo Pampaloni, premio Giacomo D'Onofrio per il film di esordio "Roma Termini", e del performer audio-video Herman Kolgen che con il suo "Dust" ha affascinato l'affollata platea del teatro Gesualdo.

In questa seconda parte del Laceno, che durerà fino al trenta settembre, a farla da padrone sono le mostre e il cinema indipendente italiano e straniero, ma folta è anche la presenza, con docu-film, cortometraggi e lungometraggi di cineasti irpini, da Antonio Cola e Nello Conte a Massimo Borriello, da Luigi Cuomo ad Alfonso Perugini, da Antonello Matarazzo a Federico Di Cicilia. L'appuntamento con il Teatro Gesualdo è fissato per il 19 settembre, ore 20.30: in programma la perfomance visivo-sonora di Teho Teardo. Ma il programma dettagliato della manifestazione è pubblicato su questo stesso giornale.

Qui interessa notare i progressi che il Laceno segna in questa seconda edizione. Lo scorso anno fu un'impresa riuscire ad ottenere i finanziamenti regionali (150mila euro), entrando così nell'ambito delle manifestazioni promosse dalla Regione Campania per la loro valenza culturale. Quest'anno è stato più facile consolidare le posizioni acquisite. Il finanziamento regionale è stato di 200mila euro. Ma intanto è cresciuta anche la rassegna, che vede allargare il numero di partners. L'anno scorso al Comune capofila di Avellino si affiancarono due Comuni che già avevano ospitato più volte il Laceno, negli anni di Camillo Marino e Giacomo d'Onofrio, vale a dire Mercogliano ed Atripalda. Quest'anno si sono aggiunti Comuni dalle solide tradizioni cinematografiche, come Mirabella, Piatradefusi, Ariano ed altri compresi della cosiddetta Area vasta del capoluogo come Summonte, Candida, Manocalzati.

Il Laceno, insomma, è diventato un vero e proprio festival itinerante, con mostre e proiezioni che hanno toccato tutti i nove Comuni che hanno preso parte al progetto. Per l'edizione del prossimo anno il numero dei Comuni è destinato ancora ad aumentare e già sono in corso contatti proficui con Trevico, la patria di Ettore Scola, e Torella dei Lombardi, legata a Sergio Leone e dove il festival cinematografico potrebbe favorire la nascita di un vero e proprio museo del western all'italiana.

Inoltre la rassegna cinematografica va consolidando ormai una propria precisa connotazione come festival del cinema che riflette (ed Abel Ferrara, premiato quest'anno, non è certo regista di film commerciali), come rassegna del cinema indipendente italiano, come vetrina dei nuovi linguaggi (vedi la collaborazione che continua feconda con la rassegna "Flussi") e come occasione di sperimentazione (sonorizzazioni dal vivo, quasi tutte quest'anno proposte nello scenario suggestivo del Teatro 99 Posti, e di formazione (ritorna il regista Gaglianone, che propone alla Casina del principe il workshop "realizzare un documentario").

Al negativo, anche quest'anno, vanno registrati i problemi di natura burocratica, i ritardi della Regione nell'erogazione dei fondi, i ritardi dei Comuni nell'approvazione dei bilanci, che hanno creato non poche difficoltà all'organizzazione del festival.

Se vogliamo che il Laceno d'Oro possa davvero durare dal primo gennaio al 31 dicembre, con la rassegna cinematografica che diventa l'evento conclusivo di una programmazione culturale ad ampio raggio, che coinvolga i giovani e le scuole, che promuova la riflessione e la conoscenza, che formi e favorisca la produzione, in una parola se davvero vogliamo fare del Laceno d'Oro l'attrattore potente per l'intera provincia, occorrerà fin da subito organizzarsi per la 41ma edizione.

Pochi i punti fermi: ampliare la programmazione oltre l'evento cinematografico, fare rete, stimolare investimenti anche privati, snellire tutto l'iter amministrativo-burocratico, soprattutto credere fermamente nella bontà di un progetto che può diventare volano di sviluppo per l'intera Irpinia.

 

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