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    30/08/2026

Biagio Antonelli compie cento anni: la lettera di un alunno

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Biagio AntonelliAVELLINO – Il prof. Biagio Antonelli compie cento anni. A Pietrastornina, dove è nato il 6 gennaio del 1916 (la registrazione anagrafica è avvenuta il giorno 8 gennaio), è in programma domenica 10, alle ore 11.00, una cerimonia in suo onore organizzata dall’amministrazione comunale con in testa il sindaco Antonio Turtoro presso la sala consiliare.

Biagio Antonelli ha legato la sua vita al liceo Pietro Colletta di Avellino da studente-convittore prima, da docente per molti decenni al ginnasio superiore poi. Con il suo alto magistero ha formato diverse generazioni di alunni molti dei quali affermatisi nei vari campi delle professioni e degli studi. Tra gli altri ricordiamo Modestino Acone, Beniamino Battista, Guido Borriello, Alfonso Dell’Erario, Federico Cassano, Maria Gabriella D’Avanzo, Angelo Di Popolo, Benito Grasso, Antonio Lombardi, Antonino Longobardi, Teodoro Muzzupapa, Giacinto Pelosi, Massimo Preziosi, Fulvio Sellitto, Giulio Tulimiero.

Qui di seguito ospitiamo la lettera che proprio un suo allievo, Modestino Acone, già docente di procedura civile presso le università di Napoli e Salerno, uomo politico e senatore della Repubblica, ha scritto al suo professore in occasione del centesimo compleanno.

*  *  *

Caro Professore, nella ricorrenza del Vostro centesimo compleanno tutti i Vostri alunni vogliono esprimerVi la profonda riconoscenza per gli insegnamenti ricevuti: essi ci hanno consentito di crescere culturalmente e soprattutto di orientare la vita verso i valori veri. Quanti di noi sono stati svegliati e sono stati sottratti al torpore dello scorrere burocratico della vita scolastica per venire immersi nel mondo stupefacente dei valori sottesi agli insegnamenti che usavate impartire, senza strepito alcuno, con le indimenticabili lezioni e con i severi voti - era assai arduo ottenere la sufficienza - bilanciati, poi, dalla moderazione delle valutazioni finali che molto spesso si contrapponevano, sagge e paterne, ai giudizi aridamente matematici?

Potrei fare tanti esempi, ma sarebbe riduttivo. Ci avete insegnato che il vero Maestro non è chi si limita ad assegnare i voti, ma chi aiuta, sorregge ed orienta il fragile alunno senza minimamente invaderne la sfera intima. Ed è stato per questa ragione che abbiamo compreso perché le valutazioni di fine anno scolastico erano il più delle volte in dissonanza con i c.d. giudizi precedenti e con gli ipse dixit che andavano allora tanto di moda. L'antiformalismo (assai raro in quei tempi) che connotava il Vostro insegnamento ci ha trasmesso il dono inestimabile dell'indipendenza di pensiero ed ha tracciato, senza che ce ne accorgessimo, il percorso della nostra vita.

Quando l'insegnamento si rivolge all'uomo, non soltanto all'alunno, come Voi avete fatto, non rileva che i tempi cambiano e che le idee evolvono perché la loro reinterpretazione è già nell'insegnamento ricevuto che ha indicato, senza possibilità di dubbio, la direzione di marcia che deve costituire l'"impronta" della vita.

Nel tempo presente in cui prevalgono l'indifferenza e i c.d. valori materiali, che non potranno mai essere veri valori, il Vostro insegnamento è stato ed è tuttora un argine saldo che ci consente di non confondere ciò che è veramente importante e ciò che non lo è, dotandoci di una sicura bussola per le nostre decisioni quotidiane. Auguri caro Maestro. Vi vogliamo bene.

Modestino Acone

Le foto in bianco e nero sono tratte da avellinesi.it


 

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