www.giornalelirpinia.it

    23/04/2026

Cristianesimo in rete/Arriva sul web l'architettura religiosa irpina

E-mail Stampa PDF

Da sx: Pescatori, Marazzi, Capolupo e FrisettiAVELLINO – Questo pomeriggio il circolo della stampa di Avellino ha ospitato il team del Laboratorio di archeologia tardoantica e medievale (Latem) dell'Università degli studi Suor Orsola Benincasa, coinvolto nella ricerca sul Corpus delle architetture religiose europee. Il professore Federico Marazzi e i collaboratori Consuelo Capolupo e Alessia Frisetti hanno presentato i primi risultati del progetto per la provincia di Avellino che si inserisce nel Prin “Storia ed archeologia globale dei paesaggi rurali in Italia fra tardo antico e medioevo”.

Ha aperto i lavori il giornalista Aldo Balestra, già responsabile della sede di Caserta del Mattino - attualmente coordinatore di “Area identitaria”, il settore strategico del quotidiano di via Chiatamone che sovrintende al lavoro delle redazioni “Cronaca di Napoli” e “Grande Napoli” - con una breve presentazione del gruppo di lavoro prima di lasciare la parola al professore Federico Marazzi, docente di archeologia cristiana e medievale presso l'ateneo partenopeo.

Marazzi ha sottolineato l'importanza di questo studio, che si inserisce in un più vasto progetto di respiro europeo, sottolineando l'aspetto innovativo della ricerca improntata sullo sviluppo di nuove tecnologie digitali al servizio dei Beni culturali. Con questo nuovo approccio – ha spiegato –  l'immenso patrimonio rappresentato dagli edifici cristiani tardoantichi e medievali esce dal circoscritto ambiente delle riviste specialistiche di settore e si presenta al grande pubblico in una nuova veste digitale. Il progetto di ricerca, infatti, ha consentito l'acquisizione di un'importante mole di dati (tra fonti scritte, documentarie, archeologiche ed edite) che si pongono alla base della conoscenza del bene culturale funzionale alla tutela poiché – ha evidenziato – “non si può tutelare ciò che non si conosce”.

Con queste premesse si entra quindi nel vivo del Care che Consuelo Capolupo ha presentato nel dettaglio. Il progetto, ideato nel 2001 dai membri dell'Irclama (International Research Center for Late Antiquity and the Middle Ages) con l'obiettivo di creare un database dell'architettura religiosa europea per i secoli IV-XII, ha coinvolto di anno in anno numerosi atenei universitari di altrettanti paesi europei come Francia, Spagna, Croazia, Germania, Irlanda, Belgio, Slovenia e Serbia.

In Italia ad oggi sono coinvolti 12 atenei di altrettante regioni, ma il successo del progetto sta attirando molte altre università che con entusiasmo hanno iniziato quest'anno le proprie ricerche nei rispettivi ambiti territoriali. Al team campano di Federico Marazzi sono state affidate Campania e Molise. Il lavoro ha avuto inizio proprio dalla provincia di Avellino e ha visto una lunga fase di raccolta dati, dallo spoglio delle fonti scritte antiche alla ricerca degli studi editi in ambito storico-archeologico in cui spiccano importanti volumi che negli ultimi anni hanno ricostruito corpose porzioni della storia antica irpina.

A questo primo step è seguita poi una lunga fase di ricerca sul campo nel tentativo di individuare e documentare tutti gli edifici citati nelle fonti antiche. La fase di ricognizione si è rivelata, come di consueto, la più difficile ma al contempo la più soddisfacente e ha permesso di individuare i resti di molti edifici di cui ormai si era persa memoria. I dati preliminari presentati oggi sono stati elaborati ed interpretati attraverso un dettagliato sistema di schedatura, grazie al quale è stato possibile estrarre i primi dati sullo stato dell'arte dell'architettura religiosa medioevale in Irpinia. A tal proposito la Capolupo ha presentato anche un rapido ma esplicito quadro dello stato dell'arte delle diverse diocesi in cui il territorio della provincia è articolato. Sono stati schedati così 87 luoghi di culto che comprendono edifici ancora funzionali, strutture allo stato di rudere ed insediamenti noti soltanto attraverso le fonti scritte.

Questo sistema di schedatura rientra in un più vasto progetto digitale la cui implementazione, come ha spiegato Alessia Frisetti, è stata affidata al team di ricerca dell'Università degli studi di Siena, che ha elaborato una piattaforma web in cui far confluire i dati di tutte le unità di ricerca italiane: l'ambizioso obiettivo è quello di creare un grande atlante storico on-line finalizzato allo studio del paesaggio storico italiano e fruibile tanto dagli addetti del settore quanto e soprattutto dal grande pubblico. I “dati grezzi” acquisiti nel corso della ricerca in Campania successivamente elaborati ed interpretati sono stati inseriti in un sistema di archiviazione che attraverso codici identificativi e Tag consente il collegamento tra i dati e la consultazione degli stessi. In attesa della messa in rete di questo sistema web, il team del Suor Orsola nel suo piccolo ha elaborato un archivio digitale collegato ad una piattaforma Gis (Geographic Information System), entrambi indispensabili per consultare e interrogare i dati raccolti. Tutte le informazioni acquisite stanno confluendo nella pagina wiki del Care, già consultabile on line all'indirizzo 147.162.44.131/care/index.php/Pagina_principale, dove, nello specifico, alla voce “Avellino” corrispondono tutte le schede degli edifici cristiani censiti nei rispettivi comuni irpini.

Le conclusioni sono state affidate all’archeologa Gabriella Pescatori Colucci, già funzionario della Soprintendenza archeologica di Avellino e Salerno, che ha ribadito le potenzialità di questo sistema al servizio della tutela e del monitoraggio dei beni culturali dislocati sul territorio. “Un corpus non può che essere salutato con un benvenuto”, ha detto, sottolineando come anche Avellino ora possa confermare il suo ruolo storico in ambito europeo e  ricordando le decennali indagini archeologiche condotte sul nostro territorio. Queste indagini  hanno ricostruito importanti tasselli della storia tardoantica, in cui proprio gli edifici cristiani rappresentano importanti indicatori delle trasformazioni sociali nel corso dei secoli.

L'obiettivo più ambizioso del progetto wiki Care e più in generale del Prin è giungere finalmente ad una vera “archeologia pubblica”. Un tema su cui si sta dibattendo molto negli ultimi anni e che mira a rendere fruibile al grande pubblico tutti i dati acquisiti nel corso delle ricerche archeologiche,  il più delle volte accessibili ai soli addetti ai lavori.

Come più volte ricordato nel corso degli interventi, il lavoro di schedatura Care sulla provincia è un work in progress lungi dall'essere considerato completo, l'invito quindi a partecipare e contribuire all'arricchimento di questo progetto è esteso a tutti perché soltanto la partecipazione collettiva rende pubblica l'archeologia.

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com