NUSCO – Democrazia, una parola dal doppio orizzonte. Quello ideale, verso il quale tendere, per renderla compiuta. Oppure quella che viviamo, sempre imperfetta, impastata con le tensioni tra individui rappresentati e élite che li rappresentano. Se poi utilizziamo la frase di democrazia rappresentativa, e ci chiediamo quanto la forma da noi vissuta riesca a rappresentarci, dobbiamo essere consapevoli della condizione epocale di crisi odierna.
A Nusco il filosofo Massimo Cacciari illustra e analizza le due parole, democrazia e rappresentanza – tema generale per questo anno della scuola di alti studi politici del Suor Orsola Benincasa organizzata da Ciriaco De Mita, sindaco e padrone di casa – con un’intensa lezione di filosofia della politica; sottolinea come il popolo rappresentato, e quindi le società sottese, siano variate nel corso dei secoli, dalla Grecia classica, alla civitas romana, e poi – attraverso le monarchie – nella costituzione degli Stati nazionali ora in crisi.
La fuoriuscita dalla crisi non può essere in una ricetta prefigurata dal singolo studioso, ma Cacciari indica un punto di ripartenza: il federalismo che per un verso suddivide ma non azzera il potere statuale e per un altro, avvicinando individui ed eletti nel territorio, recupera il nesso dinamico della rappresentanza tra amministrati e governo.




