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    12/12/2017

Le 2 culture/L’appello di Wüthrich: «Tornare alla ricerca di base»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura5_wthric.jpgARIANO IRPINO – Un applauso prolungato ha salutato l'intervento che il premio Nobel per la Chimica del 2002, Kurt Wüthrich, ha sviluppato davanti alla vasta platea di Biogem, in occasione del meeting «Le Due Culture», che quest'anno si sta concentrando su «Il cibo: salute, cultura, piacere, e tormento». Un applauso di apprezzamento per una lezione su quello – si legge in una nota – che è stato il suo cavallo di battaglia per il conseguimento del premio Nobel nel 2002, ovvero la ricerca, tra non poche difficoltà e incomprensioni, « per lo sviluppo della spettroscopia tramite risonanza magnetica nucleare per lo studio di macromolecole tridimensionali di interesse biologico in soluzione».

Ma l'applauso gli è stato tributato anche perché il Nobel non ha mancato di rivolgere due interessanti appelli. Il primo ai giovani ricercatori affinché si impegnino seriamente nella ricerca, affrontino le difficoltà con entusiasmo, siano innovativi fino al punto da contestare, se è il caso,  con le proprie intuizioni e ricerche, anche gli stessi professori. Il secondo appello il Nobel lo ha indirizzato ai politici e alla classe dirigente. Bisogna tornare alla ricerca di base, ma questa presuppone risorse e anni di sacrifici. I politici non possono pretendere risultati immediati. Le ricerche vanno eseguite con cura, con tempo, con continue verifiche, nel rispetto di rigorosi protocolli. Ecco perché  i risultati spesso non arrivano subito. Ma i politici devono comprendere tutto questo e agevolare soprattutto la ricerca di base. Da qui partono le idee innovative,  da qui si sviluppano i processi che portano alle scoperte, ai nuovi farmaci, all'applicazione di tecnologie sempre più sofisticate in tutti i campi. I risultati  devono contribuire a dare un valore in più alla vita e agli esseri umani.

Presenti tra il pubblico il professor Aldo Masullo e l’ex europarlamentare Giuseppe Gargani.

Aggiornamento del 9 settembre 2017, ore 18.06 – I carabinieri in prima linea nella lotta alle sofisticazioni alimentari. Nel Sud particolarmente sotto controllo sono i produttori di olio extravergine, gli allevatori, i produttori caseari. Claudio Vincelli, generale comandante della Divisione unità specializzate dei carabinieri, intervenendo al meeting delle «Due Culture» a Biogem di Ariano Irpino sul delicato tema de «La contraffazione alimentare», ha evidenziato come nell'ultimo triennio i nuclei antisofisticazioni dei carabinieri abbiano effettuato 119mila controlli; le irregolarità rilevate sono state circa il 33% a dimostrazione di un'intensa attività che dà sicuramente i suoi frutti. « È chiaro che le irregolarità - ha spiegato il generale Vincelli - riguardano vari settori, come la ristorazione, gli allevamenti, la produzione e commercializzazione di prodotti agricoli. Nel Sud i controlli sono ancora più intensificati. L'obiettivo rimane quello di contrastare la contraffazione che danneggia sia la salute dei cittadini e sia il mercato, specie quel mercato  nel quale operano e lavorano persone che non hanno nulla che fare con le sofisticazioni alimentari. Nei nostri controlli, ovviamente, ci imbattiamo anche in altri tipi di contraffazioni. Non dimentichiamo il settore farmaceutico».

Insomma,  i Carabinieri sempre in prima linea? «La contraffazione  alimentare - ha ribadito il generale Vincelli - è un tema che sta particolarmente a cuore al ministro della Salute e al comandante generale dell'Arma dei carabinieri. Questo  binomio ministero della Salute-Carabinieri ha dato  vita nel 1962 a nuclei antisofisticazione dei carabinieri che nel tempo si  sono trasformati in antisofisticazione e sanità.  Sono circa mille gli  uomini preposti al controllo  del territorio e al controllo su ciò che nel territorio va alimentare la catena della  filiera alimentare. Un controllo capillare che va  dalla produzione del bene alimentare alla fase finale, fino  al consumatore.

Su questa filiera si sviluppa il controllo dei carabinieri che in alcune circostanze operano anche con le specialità delle altre Armi. Si fa prevenzione, ma anche repressione. Ma non solo. Di intesa con il ministero della Salute si portano avanti campagne di informazione per l'opinione pubblica». Ovviamente,  la grande azienda di trasformazione dei prodotti agricoli non può sbagliare. È obbligata a rispettare tutte le regole. Non a caso è all'attenzione del Parlamento un disegno di legge che prevede inasprimenti di pene nei confronti delle grandi aziende di trasformazione dei prodotti alimentari. Ma i carabinieri lavorano anche con lo sguardo fuori dall'Italia ed anche in questo caso i risultati non mancano.

Il meeting «Le Due culture» chiude i battenti domani al termine di una lunga serie di interventi di esperti.  Alle ore 10,00 su «Cultura e cultura dell'olio extravergine» a cura di Sergioi Vitolo; alle ore 10,30 con Pietro Mastroberardino su «Il vino tra identità culturale e risorsa culturale»; alle ore11,00 con Luigi Moio su «Il respiro del vino. Conoscere il profumo del vino per bere con maggior piacere». Alle ore 16,30 intervento di Dino Cofrancesco su « Convivialità e socialità»,  alle ore 17,30  Marino Niola su «Homo dieteticus. Il cibo fra totem e tabù», quindi la tavola rotonda sulla fame nel mondo con Vincenzo Scotti, Luigi Paganetto, Mariella Enoc e Simona Beretta.

Prima della chiusura con Ortensio Zecchino si svolgerà la cerimonia della consegna del premio letterario  “Maria Antonia Gervasio” alla migliore opera di divulgazione scientifica edita nel 2016/2017 e la consegna dei premi  “Maria Antonia Gervasio” ai vincitori delle sezioni a concorso: migliore servizio sul tema “Cibo, alimentazione e futuro” e migliore servizio su temi di ricerca scientifica riservato a giornalisti under 30. Questi infine i profili dei relatori:

Dino Cofrancesco è nato ad Arce (Frosinone) nel 1942. Professore emerito di Storia delle dottrine politiche presso l’Università di Genova. Laureato in Filosofia, dal 1996 ha ricoperto la cattedra di I fascia di Storia delle dottrine politiche nell’Università di Genova. Ha svolto ricerche sul pensiero liberale europeo dell’Ottocento - soprattutto francese e inglese (Tocqueville, Mill) -, sulla teorica federalista (da Hamilton a Spinelli), sui  miti politici, sulla destra radicale e sulla funzione degli intellettuali nella società contemporanea - con particolare riferimento all’Italia moderna e contemporanea. Nel 1982 ha curato la sezione politica del” Grande dizionario enciclopedico” della Utet. Negli anni successivi, ha collaborato all’Enciclopedia delle Scienze sociali dell’Istituto italiano per l’enciclopedia (Treccani) e con la Fondazione Agnelli. Dal  1997 al 2001, è stato presidente del Centro per la filosofia italiana. Dal 1998 al 2008 ha ricoperto la carica di direttore del dipartimento di Filosofia dell’Università di Genova e dal 1997 al 2013 anche quella di direttore del  Centro internazionale di studi italiani dell’Università di Genova. All’attività accademica ha alternato la collaborazione a varie riviste e quotidiani,cartacei e on-line, tra i quali il “Corriere della Sera “, il  “Secolo XIX “, “Libero”, ”Ideazione”, ‘L’Occidentale’,’Lsblog’ etc.Nel 2002 ha ricevuto, per la sezione Saggistica, il Premio Torre di Castruccio dell’Accademia di Carrara. Ha scritto vari volumi, tra i quali Il linguaggio della politica. Vademecum per il cittadino. Prefazione di Indro Montanelli, Ecig. Genova 1999; Intellettuali e potere. Capitoli di storia della cultura italiana del Novecento, Ed. Name, Genova 1999; Gramsciazionismo e dintorni. Prefazione di Sergio Romano, Ed. Costantino Marco, 2001; La democrazia liberale e le altre, Ed. Rubbettino, Soveria Mandelli 2003. Da anni, continua a pubblicare saggi su riviste scientifiche e Introduzioni a volumi di storia e di teoria politica.

Marino Niola è nato a Napoli nel 1943.  Antropologo della contemporaneità, insegna Antropologia dei simboli, Antropologia delle arti e della performance e Miti e riti della gastronomia contemporanea all’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa.Svolge attività di divulgazione su TV e Radio Rai ed editorialista de La Repubblica. Sul Venerdì di Repubblica cura la rubrica Miti d’oggi. Collabora con Le Nouvel Observateur, Il caffè di Locarno, Il Mattino di Napoli. Dal 2008 al 20 giugno 2010 è stato presidente del Teatro stabile di Napoli. Nel 2015, con l’antropologa Elisabetta Moro e il MedEatResearch, ha rielaborato la tradizionale Piramide universale della dieta mediterranea allargandola alle pratiche sociali. Tra i suoi libri recenti, Don Giovanni o della seduzione (2006), Lévi-Strauss fuori di sé (2008), Il libro delle superstizioni (scritto con Elisabetta Moro, 2010), Non tutto fa brodo (2012), Hashtag. Cronache da un paese connesso (2014), Homo Dieteticus. Viaggio nelle tribù alimentari (2015), Il presente in poche parole (2016).

Vincenzo Scotti è nato a Napoli nel 1933. Si è laureato con lode in giurisprudenza e ha ricoperto numerosi incarichi di prestigio del governo. Dal 1969, per oltre 26 anni ha tenuto corsi di Economia dello sviluppo presso la Luiss a Roma, dopo che è stato visiting professor presso l'Università di Malta e ha fondato la filiale italiana dell'università. Inizialmente è stato eletto membro del Parlamento per la Democrazia Cristiana nel 1968 e tra il 1976-1978 ha ricoperto la carica di sottosegretario di Stato al ministero delle Finanze. Nel 1978 è stato ministro del Lavoro, un ruolo in cui ha completato numerosi accordi tra imprenditori e organizzazioni sindacali guadagnando una fama di abile negoziatore. Nel 1984, è stato nominato vice-segretario del partito Cristian democratico e nel 1989 presidente del gruppo parlamentare per la Democrazia Cristiana alla Camera dei deputati. Più tardi è stato nominato ministro degli Interni e ha promulgato attivamente leggi che hanno aiutato la lotta della polizia contro la criminalità organizzata. Con il Procuratore Rudolph Giuliani e il giudice Giovanni Falcone ha fondato la Dia (Direzione investigativa antimafia), un organismo investigativo del dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell'Interno. Nel 1992 è stato nominato ministro degli Affari esteri, partecipando alla riunione del G-7 a Monaco legata alla crisi jugoslava. È attualmente presidente della Link Campus University. La sua esperienza politica e professionale è stata caratterizzata da capacità di negoziazione, comprensione di questioni sociali e politiche e la ricerca continua. Egli è stato inoltre nominato segretario di Stato presso il ministero degli Affari esteri (2008-2011).

Luigi Paganetto è nato a Genova nel 1940. Professore emerito di Economia politica, docente di Economia europea all'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" e alla Scuola nazionale dell'amministrazione. È presidente della Fondazione Economia dell'Università di Roma Tor Vergata e non resident fellow del Brookings Institution di Washington. Editorialista economico di quotidiani, ha collaborato a lungo con Il Messaggero di Roma. Ha insegnato all'Università Gabriele D'Annunzio di Chieti, all'Università di Napoli e alla Luiss di Roma.

 

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