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    21/10/2017

Paolo Rumiz racconta la via Appia e fa tappa al Ponte rotto sul fiume Calore

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia9_ponterotto.jpgVENTICANO – “Ma eccolo, il ponte, oltre un boschetto di pioppi centenari. […] Un’unica arcata è ancora in piedi, il resto sono piloni mozzi pieni di commovente dignità […]. L’abbandono è totale […] al punto che, se non si interviene a breve, in poco tempo il ponte non ci sarà più”.

Sono le parole che Paolo Rumiz ha dedicato al Ponte rotto sul fiume Calore nel suo libro sull’Appia, edito da Feltrinelli, spiegando (soprattutto ai giovanissimi) che i beni storici, artistici ed archeologici non sono necessariamente eterni. Il Ponte rotto, come ricorda Rumiz, ha vinto le piene di molti secoli, ma contro il pericolo dell'oblio la battaglia è davvero ardua.

E proprio contro tale pericolo, sabato prossimo alle ore 18.00, in concomitanza con le Giornate europee del patrimonio, Paolo Rumiz si recherà ai piedi del ponte (che condivide i territori di Calvi, Apice e San Giorgio in provincia di Benevento, di Venticano, Bonito e Mirabella in provincia di Avellino) per tenere una “lezione”: in verità un vero e proprio storytelling, introdotto da Aglaia McClintock (docente di Diritto romano presso l’Università del Sannio) e accompagnato dalle musiche originali del Notturno Concertante (band del rock progressive italiano).

Il racconto di Paolo Rumiz – si legge in un comunicato – si inserisce in un percorso progettuale ben preciso. I Comuni di Calvi, Venticano, San Giorgio del Sannio, Ceppaloni ed Apollosa – che condividono il tratto sannitico-irpino della via Appia – hanno stipulato un protocollo d’intesa indirizzato a mantenere alta l’attenzione su un bene storico-archeologico di particolare valore, quale è appunto il Ponte Appiano sul fiume Calore. La costruzione, come si sa, s’impose presto quale crocevia di genti nonché come asse di sviluppo per l’economia antica di tutta l’Italia meridionale. Inserito in un affascinante contesto ambientale e naturalistico, il ponte abbisogna tuttavia di un importante lavoro di recupero, onde evitarne la “scomparsa”.

Di qui, allora, l’organizzazione di una manifestazione culturale di rilievo, che si traduce nei fatti in un vero e proprio programma di valorizzazione. Il proposito generale è quello di rileggere il passato storico del territorio di riferimento, offrendolo alle esigenze culturali di visitatori e turisti. Collegare territori, agevolare scambi, generare incontri è l’intento prioritario del progetto; dibattiti, incontri, lezioni, premi, presentazioni, concerti, rappresentazioni teatrali, mostre, visite guidate, invece, sono alcuni degli strumenti prescelti per raggiungere l’obiettivo.

 

 

 

 

 

 

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