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    18/06/2019

È scomparso Aurelio Martino, il giornalista amico dell’Irpinia

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Nella foto: Antonio Di Nunno e Aurelio MartinoAVELLINO – Pubblichiamo l’articolo di Aldo Balestra apparso sul Mattino di oggi e dedicato ad Aurelio Martino, decano dei giornalisti campani, per decenni corrispondente dalla sua Alife del quotidiano napoletano. Aurelio può essere considerato un grande amico della nostra terra che aveva imparato a conoscere e ad amare grazie al forte legame di amicizia che aveva stretto con Antonio Di Nunno, il sindaco giornalista scomparso nel gennaio del 2015. Ai familiari, in particolare alla moglie, signora Vincenza, alla figlia Raffaella, ed al genero Federico Marazzi le condoglianze del giornale L’Irpinia.

* *  *

Ci sono persone che hanno la fortuna, scritta nel destino, di incontrarne altre che sanno migliorarti l'esistenza, facendoti riflettere sul valore dell'amicizia. Non si farà fatica ad ascriversi alla prima categoria per tutti coloro che hanno conosciuto Aurelio Martino, di cui oggi si piange la scomparsa dopo una breve e inarrestabile malattia. Se n'è andato un uomo buono e generoso, onesto e intelligente, colto e volitivo. Un sognatore con i piedi per terra, un innovatore pregno di conoscenza ed esperienza sino alla fine. Un uomo di cui la provincia di Caserta può andar fiera, perchè per questa Terra, a cominciare dalla sua Alife, Aurelio ha fatto veramente tanto. Dedicandole un'esistenza di passioni, impegno, competenze.

Nato proprio nella splendida Alife, 82 anni fa, da una famiglia che gli ha trasmesso il valore primo dell'onestà, è stato un apprezzato funzionario dell'Asl di Caserta. Ha incrociato tanta sofferenza e nel suo ruolo ha saputo dispensare puntuale disponibilità e diligente efficienza. Ma il profilo che più impressiona di Aurelio è senz'altro la capacità di raccontare orgogliosamente la propria terra, attraverso la passione del giornalismo che ha coltivato da sempre. Aveva la tessera da pubblicista numero 42691 dal 20 gennaio del 1982, la portava sempre con sé, ma mica aveva bisogno di quella per essere "giornalista di territorio" nel senso più alto del termine. Perché il Matese lo conosceva ed amava, e non era certo solo fatto estetico. Avendo studiato a lungo la storia, perché innamorato della storia. E l'archeologia, la cui nobiltà ha trasmesso alla figlia Raffaella, felicissimo di condividerla anche con il genero Federico Marazzi.

Aurelio è stato custode e cantore di luoghi e tradizioni. È in virtù di questa capacità che con il "suo" quotidiano, Il Mattino, per il quale collaborava da decenni, ha saputo offrire testimonianza viva e vissuta, raccontando, accarezzando visi e storie, senza rinunciare se necessario alla denuncia di violazioni e soprusi. Il suo grande legame con un giornalista amico, il compianto Antonio Di Nunno, che per il Tg 3 della Rai ha raccontato come nessuno la storia della Campania, ha contibuito a far accendere i riflettori su tanti luoghi dell'Alto Casertano, altrimenti destinati all'oblìo.

In virtù di quest'amore profondo per il territorio ha messo insieme tante conoscenze, attivato intelligenze, inseguendo la Cultura vera anche attraverso la partecipazione attiva al Premio nazionale "Olmo", che  lo vedeva tra gli organizzatori insieme al suo amico Lelio De Sisto, che oggi lo piange. Profondo era il suo rapporto anche con il vicino Sannio, attraverso l'amatissima consorte Vincenza, insegnante originaria di Cerreto Sannita: insieme a lei ha sempre letto, immaginato e condiviso favole, studiato testi teatrali, in una simbiosi profondissima. Amante della fotografia, che ha praticato sino alla fine con grande competenza e fantasia, Aurelio ha vissuto con una intensità che resta testimonianza fortissima e sincera.

Ed è andato via (oggi i funerali alle 15, Cattedrale di Alife) nello stile sobrio della sua esistenza, carica invece di tutti i valori e le premure che in una persona si spera di incrociare. Un "ragazzino" che sapeva dare la carica ai ragazzi, a cominciare dall'amatissimo nipotino Mario, trasmettendo un bagaglio di conoscenze e saggezza che hanno reso migliori, appunto, tante persone. Amava il viaggio, ha intrapreso quello più lungo, ma con la serenità di sempre. Che la terra ti sia lieve, caro Aurelio.

 

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