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    03/08/2020

La presentazione/Nel dizionario biografico la storia dell’Irpinia

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Da sx: La Sala, Barra, Festa, Zecchino e MartelliAVELLINO – “Chi  taglia fuori dalla storia gli individui […] ha tagliato fuori con essi la storia stessa”: partendo da questo assunto di Benedetto Croce, padre dell’idealismo italiano, Ortensio Zecchino, ex ministro dell’Università e della ricerca, ha iniziato questo pomeriggio la presentazione, presso il circolo della stampa di Avellino, del secondo volume, lettera B, del Dizionario biografico irpino, a cura di Francesco Barra, edito da Terebinto.

“Si tratta – ha sottolineato lo storico ed uomo politico arianese – di un’impresa editoriale di grande valenza che, sull’esempio del Dizionario biografico degli italiani della Treccani e sulla scorta dell’edizione precedente edita da Elio Sellino, porta avanti, attraverso questa antologia di medaglioni che riguardano figure della nostra realtà provinciale di grande rappresentatività, una scelta culturale che dà corpo alla nostra memoria. A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti”, ha ricordato citando opportunamente i versi di Ugo Foscolo.

“Non si vive senza radici – ha sottolineato ancora Zecchino – ecco perché le biografie hanno anche una precisa valenza pedagogica. Noi siamo una delle poche province italiane che può vantare un’opera del genere. Un’opera straordinariamente meritoria che, per ora, è alla lettera B, ma speriamo di arrivare alla Z”.

Passando, poi, in rassegna alcune delle biografie contenute nel volume Zecchino ha ricordato la figura del senatore Vincenzo Barra, “grande avvocato, un personaggio centralissimo del comitato provinciale della Democrazia cristiana dove si svolgevano ogni volta incontri da Parlamento per la qualità degli interventi”. E ancora ha ricordato personalità come quelle del professore Federico Biondi, del preside Aurelio Benevento, del giovane Domenico Bellizzi, tutte figure da cui trarre un vero e proprio “nutrimento dello spirito”.

“Attraverso queste biografie c’è la storia dell’Irpinia che noi possiamo riproporre come strumento di studio e di conoscenza nelle scuole – ha poi sottolineato nel suo intervento il professor Sebastiano Martelli, ordinario di letteratura italiana presso l’università di Salerno – che ha espresso sincera ammirazione per quanto realizzato con una produzione editoriale straordinaria che unisce l’aspetto scientifico ad un vera e propria opera di servizio da trasmettere alle nuove generazioni”.

Martelli ha poi riproposto il ruolo svolto nella nostra realtà da famiglie come i Bruni di Bagnoli Irpino, i Buonopane di Grottaminarda, i Barra di Avellino fino ad arrivare a figure del calibro di Aurelio Benevento e Federico Biondi.

“Fare la storia degli uomini significa fare la storia generale”, ha infine spiegato nel  suo intervento il curatore del volume, il professor Francesco Barra, già ordinario di storia moderna presso l’università di Salerno, che ha parlato dell’importanza della cultura come volano di sviluppo.

Un contributo ai lavori, che sono stati moderati da Gianni Festa, è venuto dagli interventi di Armando Montefusco, Raffaele La Sala, Franco Festa e Fiorenzo Iannino.

Del professor Francesco Barra riproponiamo l’introduzione al Dizionario biografico.

*  *  *

Se è vero che gli eventi si riassumono negli uomini che li compiono, per cui la storia vive negli uomini e attraverso gli uomini, delineare la personalità di questi significa cogliere il senso profondo della storia. Un repertorio biografico su scala provinciale qual è questo non può quindi non esprimere l’ambizione di tracciare un quadro e un bilancio, il più possibile fedeli ed esaurienti, delle classi dirigenti irpine e del loro contributo alla vita nazionale. La redazione del Dizionario Biografico Irpino è stata pertanto concepita come il tentativo di ricostruire i quadri delle classi dirigenti, ad ogni livello, con l’approfondimento monografico delle singole figure. Questi obiettivi costituiscono infatti un’esigenza scientifica di primaria importanza, da perseguire nonostante le obiettive difficoltà.

In quanto alla struttura dell’opera, in seguito ad approfondita valutazione dei complessi problemi editoriali e scientifici da essa posti, si è deciso di dare al Dizionario Biografico Irpino un carattere di repertorio generale; esso, pur senza prefiggersi irrealizzabili obiettivi di completezza (non si escludono difatti successivi volumi di integrazione e di aggiornamento), mira a fornire un quadro il più completo e attendibile degli irpini che si sono comunque distinti in tutti i campi, dal medioevo ad oggi (esclusi, per ovvie ragioni di opportunità, i viventi). L’opera – che riprende e continua un’analoga iniziativa avviata con l’indimenticabile e benemerito Elio Sellino, e purtroppo interrotta dalla sua morte precoce – pur condotta con rigoroso metodo critico e perseguendo finalità esclusivamente scientifiche, è redatta in stile discorsivo e cerca di conciliare ricerca e divulgazione; sono stati pertanto esclusi gli apparati critici, mentre ogni voce si conclude con un essenziale box bio-bibliografico, ed eventualmente di fonti archivistiche, sul modello del Dizionario Biografico degli Italiani. Ogni voce costituisce quindi una monografia autonoma ed organica, affidata a singoli studiosi, la cui estensione è di volta in volta dettata sia dall’importanza del personaggio che dalla documentazione reperita, ma sempre nella consapevolezza storiografica che ogni biografia costituisce in qualche modo un frammento di storia generale.

Data inoltre la straordinaria ricchezza di personaggi da biografare, per non appesantire eccessivamente l’opera e per farla apparire in tempi ragionevoli si è deciso di suddividerla in più volumi, dedicando il primo ai cognomi con la lettera A.

Questo per quanto attiene la struttura e l’articolazione dell’opera. In quanto ai suoi contenuti, è evidentemente impossibile tentare di riassumerli e presentarli: il solo I volume comprende infatti oltre cento voci biografiche, con un’apertura cronologica e tematica straordinaria. Va a questo proposito rilevato lo sforzo preliminare di censimento, prima ancora che di elaborazione, dei personaggi da biografare. La pressoché totale assenza di precedenti in materia (l’unico, parzialissimo e datatissimo analogo tentativo, dovuto allo Jannacchini, risale al 1894) ha comportato infatti un lavoro di ricerca e d’indagine lungo e complesso, reso difficile dalla mancanza di repertori generali e persino, in molti casi, di studi preliminari attendibili e documentati. Si è rivelato pertanto indispensabile, una volta effettuato lo spoglio della letteratura storica locale, impostare la ricerca su basi nuove ed originali, indirizzandola e sviluppandola in direzione degli archivi di stato di Napoli e di Avellino e dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma, oltre che di fondi archivistici ecclesiastici, di privati e di famiglie. Da tale impostazione scaturiscono l’originalità e la novità dei risultati ottenuti, e che qui si presentano al pubblico, relativamente al primo volume dell’opera. Riteniamo pertanto che, quando sarà completata, essa costituirà senza dubbio un’opera unica e straordinaria e uno strumento di consultazione e di studio impareggiabile, che poche province d’Italia, e specie del Mezzogiorno, possono vantarsi di disporre.

Il Dizionario Biografico Irpino – anche se appare quasi superfluo dirlo – intende inoltre decisamente superare l’impostazione tradizionale delle più o meno agiografiche ed encomiastiche gallerie di “uomini illustri” e di “glorie locali”, tutte impregnate di angusto spirito municipalistico ed improntate a scarso senso critico. L’obiettivo – arduo ed ambizioso – è invece quello di ripercorrere la trama complessa e tormentata della formazione delle élite e del loro vario contributo alla vita politica, culturale e sociale dell’Irpinia e fuori dell’Irpinia. Il criterio fondamentale che ci ha guidato non è stato quindi soltanto quello della rilevanza del personaggio, quanto quello della sua rappresentatività di un ceto, di un’epoca, di una temperie politico-sociale. Di qui la scelta d’inserire personaggi non propriamente “illustri” o benemeriti secondo i parametri convenzionali; ancor più, il criterio della rappresentatività ha indirizzato la scelta di indagare tutta una folla di personaggi mai studiati e oggi completamente dimenticati, anche nei loro paesi d’origine.

Di qui, infine, il senso del valore morale – prima ancora che culturale – che caratterizza l’impresa del Dizionario Biografico Irpino: la rivisitazione (e in qualche caso la riscoperta) attenta, critica e documentata di coloro che ci hanno preceduto e che, ciascuno nel suo tempo e a proprio modo, hanno fatto la storia dell’Irpinia, e non solo di essa. L’opera vuol quindi costituire un omaggio – non retorico ma sostanziale – all’Irpinia e alle sue genti.

 

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