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    20/09/2020

È scomparso Aldo Masullo, il filosofo e politico avellinese tra i grandi del Novecento

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Aldo MasulloAVELLINO – Mondo della cultura in lutto per la scomparsa, all’età di 97 anni, di Aldo Masullo, avellinese di nascita, una delle personalità che ha segnato la cultura italiana del Novecento con il suo illuminato magistero presso la cattedra di Filosofia morale all’Università Federico II di Napoli.

Aldo Masullo era nato ad Avellino – “in via Mancini”, ci teneva a ricordarlo  – il 12 aprile del 1923. Avellinesi erano anche i suoi genitori. Il padre Carlo apparteneva ad una famiglia di piccoli industriali del vetro, ma preferì la carriera di funzionario nelle ferrovie dello Stato. La madre, Laura Acone, lo seguì agli inizi degli studi primari. “Mia madre mi ha insegnato a leggere e a scrivere e mio padre l’italiano”, dirà Masullo in una intervista. Dopo gli anni trascorsi a Torino, città dove i genitori si erano trasferiti, ritorna in Campania e compie gli studi superiori a Nola, la città di Giordano Bruno, presso il liceo Carducci. Professore ordinario dal 1967, ha insegnato Filosofia morale all’Università Federico II di Napoli. Come indipendente di sinistra è stato eletto alla Camera dei deputati dal 1972 al 1976, poi senatore dal 1976 al 1979 e dal 1992 al 1994. Tra le sue opere ricordiamo Fichte. L’intersoggetività e l’originario (Guida, 1986), Il tempo e la grazia (Donzelli, 1995), Metafisica. Storia di un’idea (Donzelli, 1996), La potenza della scissione (Esi, 1997), Paticità e indifferenza (Il Melangolo, 2003).

Il 13 dicembre del 2013 l’allora sindaco Paolo Foti gli conferì la cittadinanza onoraria della Città di Avellino nel corso di una solenne cerimonia svoltasi nell’aula consiliare di Piazza del Popolo con questa motivazione: “In considerazione delle origini della famiglia di appartenenza, che affonda le sue radici in terra irpina, ed in segno di alta riconoscenza per l’intensa attività scientifica, culturale, politica, umana e sociale che ha sempre svolto nei diversi incarichi ricoperti, la Città di Avellino conferisce la cittadinanza onoraria al Professor Aldo Masullo”.

“Mi sento onorato – ebbe a dire nel suo intervento di ringraziamento il professor Masullo – perché la collettività avellinese è una collettività forte, così come sono forti i paesaggi dell’Irpinia; c’è qualcosa in più per me che non è soltanto l’onore che ricevo, ma è anche la gioia di ritrovarmi in un mondo dal quale, per le vicende della vita, ero stato esiliato fin da piccolo. Questo ritorno ai luoghi della mia origine, dei miei antenati, è certamente qualcosa che dà alla mia vita qualcosa che la mia vita non aveva ancora. Quindi sono molto lieto per questo evento. Va senza dire che mi sento ancora più vicino ai grandi spiriti che costituiscono la storia culturale di questa città”.

Il professor Masullo colse l’occasione per un’analisi sulla difficile condizione del nostro Paese: “Comprendo questi momenti di inquietudine, di stanchezza, di sofferenza, perché tutte le sofferenze quando sono sopportate troppo a lungo diventano poi insofferenze. Credo che questo sia un momento nel quale, per la sua drammaticità, si misura anche la capacità che il nostro popolo preso nel suo insieme – dal governo alle singole persone – ha di costruire modi, mezzi, per affrontare situazioni di questo tipo. Io per mio carattere non sono né ottimista né pessimista. Sono realista. E da realista riconosco che abbiamo ancora molte forze che non sono state manifestate ed espresse. Questa forse è anche responsabilità della nostra politica, della nostra vita civile. Credo però che sono proprio i momenti più difficili in cui si manifesta la forza nascosta, così delle persone come dei popoli”.

Un pensiero ai giovani: “La situazione è apparentemente sconfortante. Posso dire che ai giovani manca il futuro, nel senso che mentre noi da giovani facevamo progetti che sono caduti – ma li facevamo comunque – questi purtroppo è come se fossero di fronte a un’oscura notte nella quale non è neppure possibile fare progetti. È anche vero che essi hanno una fortuna rispetto alle generazioni precedenti, che provengono da un tempo di consumismo apparentemente facile nel quale i giovani finivano per sentirsi impigriti nelle sicurezze domestiche. Oggi, viceversa, come si dice: quando l’acqua è poca l’anatra non riesce a galleggiare. Io vengo da tempi lontani e so cosa significano le privazioni, le sofferenze, i pericoli, ma so anche che le mie generazioni hanno saputo affrontare e costruire qualcosa che prima non c’era. E quindi dico ai giovani: forse avete la fortuna di essere nati in un momento in cui potete sperimentare il sacrificio, potete sperimentare le durezze della vita, potete sperimentare anche l’orgoglio di fare da voi stessi il vostro mondo”.

Masullo ritornò altre volte nella sua terra di origine tenendo autentiche lezioni magistrali. Nel giugno del 2016, al circolo della stampa, in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Giordano Bruno maestro di anarchia” presentò il filosofo nolano come uno vertici del pensiero filosofico occidentale, illustre fondatore dei valori, degli ideali della modernità, teorico ante litteram di un ordine socio-politico vivificato e illustrato dal lume della ragione e dalla libertà dell’uomo il quale s’impegna e lotta a dare effettività e sostanza agli inalienabili diritti dell’umana compagnia.

Nel marzo dell’anno successivo intervenne, presso il carcere borbonico, all’insediamento del comitato provinciale per le celebrazioni del bicentenario della nascita del grande intellettuale e politico di Morra Francesco De Sanctis, l’autore della Storia della letteratura italiana, la madre di tutte le letterature.

«Studiate il pensiero di De Sanctis, ma non attualizzatelo. Non ne ha bisogno», disse rivolto soprattutto ai giovani. E poi: «A differenza di Spaventa, che tralasciò il succo del pensiero hegeliano così come esso si esprime nell’estetica, Francesco De Sanctis fu uno studioso volto a interpretare il carattere sensibile dell’arte. È questa la sua grandezza specifica: l’aver rinnovato profondamente l’estetica. Anzi averla rifondata».

 

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