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    28/01/2021

Quando Terracini parlò di Costituzione e riforma dello Stato agli studenti irpini

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_costituente.jpgAVELLINO – «Sono stato stimolato dalla richiesta, venutami da un gruppo di giovani, di parlare sui temi della Costituzione ed ecco perché non ho esitato, forse tra lo stupore sciocco di qualcuno, a venire in un piccolo paese come il vostro»: con queste parole Umberto Terracini (Genova, 27 luglio 1895 – Roma, 6 dicembre 1983), socialista, fondatore dell’Ordine Nuovo e del Partito comunista, presidente della Assemblea costituente dopo le dimissioni di Giuseppe Saragat, intervenute a seguito della scissione di Palazzo Barberini, iniziò il suo intervento a Sant’Andrea di Conza dinanzi ad una affollata platea di studenti e docenti delle scuole superiori.

Ad organizzare l’evento, in occasione del trentennale della Costituzione repubblicana, fu il 14 novembre del 1978 l’amministrazione comunale del piccolo centro dell’Alta Irpinia con in testa l’allora sindaco Vespucci che conferì all’illustre ospite, allora senatore della Repubblica, la cittadinanza onoraria.

“La nostra Costituzione – ebbe a dire Terracini di cui oggi, 6 dicembre 2020, ricorre il 37esimo anniversario della morte – è stata approvata nel 1947, negli anni cioè dal ‘45 al ‘48 che possono essere considerati  la «stagione primaverile» dei popoli europei che, schiacciate le dittature, si sono preoccupati di riconquistare quelle libertà di cui erano stati privati. Così ha fatto il nostro popolo, così hanno fatto i nostri deputati costituenti che, anche se la Costituzione non ha avuto integrale attuazione, hanno adempiuto al loro compito».

Dopo aver ricordato che nella sua prima parte la Costituzione elenca tutti i diritti ai quali cittadini italiani possono attingere e dopo aver sottolineato che «l'interesse delle nuove generazioni per un avvenimento così importante costituisce un segno notevole di cultura e di civiltà» Terracini si soffermò su alcuni dei principi fondamentali previsti dalla nostra Carta costituzionale. In particolare, rivolto ai giovani, l’ex presidente dell'Assemblea costituente ebbe a spiegare che la nostra Costituzione ripudia la guerra come strumento di offesa delle altrui libertà e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, consente la libertà di confessione religiosa, prevede che la nostra Repubblica possa cedere parte della propria sovranità nazionale per accompagnarla a quella di altre nazioni al fine di una cooperazione tra i popoli per il bene comune com’è nel caso della Nazioni Unite, com'è, più vicino a noi, nel caso dell’Europa.

Ad introdurre i lavori fu l’allora sindaco Vespucci  il quale, dopo aver portato il saluto dell'intera cittadinanza all'illustre ospite, rimarcò che «oggi, come trent'anni fa, siamo chiamati a difendere quelle libertà di cui la carta costituzionale è garante». A nome di tutti gli studenti delle scuole superiori dell’Alta Irpinia presenti all’evento prese la parola Nello Cicenia che, pur riconoscendo la lungimiranza della Costituzione repubblicana per quanto riguarda alcuni grossi problemi, ebbe a rilevare che «i giovani, oggi, sono preoccupati di vedere che cosa significa veramente la Costituzione spiegando, così, anche il motivo dell'invito rivolto ad uno dei protagonisti, al presidente dell'Assemblea costituente».

Qui di seguito riportiamo (fonte: portale storico Camera dei deputati) il discorso di insediamento di Umberto Terracini a presidente dell’Assemblea costituente nella seduta dell’8 febbraio 1947.

Seduta dell'8 febbraio 1947 - Discorso di insediamento

 

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