www.giornalelirpinia.it

    17/04/2026

L’ attualità del pensiero di Dorso per la formazione di una nuova classe dirigente

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_centrodorso.pngAVELLINO – A cento anni dalla pubblicazione de La rivoluzione meridionale il Centro di ricerca Guido Dorso ha organizzato un interessante seminario di studi sull’attualità del pensiero di Dorso. Dopo le relazioni introduttive di Ermanno Battista e Mario De Prospo, componenti del comitato scientifico, che hanno illustrato, rispettivamente le diverse edizioni de La rivoluzione meridionale e la funzione dell’archivio personale come strumento di studio dell’analisi del pensiero dorsiano, la domanda “Cosa può dirci ancora oggi Dorso?” è stato il leitmotiv degli interventi che si sono susseguiti, tutti incentrati sui principali motivi del pensiero dorsiano: le istituzioni dello Stato – e, in generale, il futuro dello Stato nel nuovo contesto euro-globale della società contemporanea –, il meridionalismo, le classi dirigenti.

Proprio quest’ultimo tema è stato quello più rilevante, fin dall’introduzione ai lavori del presidente del Centro di ricerca, Luigi Fiorentino, che ha sottolineato come la mancanza di una classe dirigente italiana – ma in generale europea, se non globale – è dovuta alla «mancanza di valori condivisi. Bisogna costruire valori condivisi e su quelli porre le basi della futura classe dirigente». È, dunque, necessario sviluppare nuovi ideali: di qui l’appello, nella sua relazione, del professore Alessandro Natalini agli intellettuali di farsi carico del proprio ruolo formativo ed educativo della nuova classe dirigente. Sono gli intellettuali a dover offrire alla classe politica che voglia farsi classe dirigente gli strumenti necessari per compiere questo fondamentale passaggio: ha ricordato la professoressa Leanda D’Antone come nello Stato liberale prima e, soprattutto, nella storia repubblicana, infatti, è stata la grande pressione degli intellettuali, soprattutto i meridionalisti – da Nitti a Manlio Rossi-Doria e Pasquale Saraceno – con le loro indagini e ricerche, ad offrire agli uomini di Stato una visione di sviluppo che oggi manca.

Manca la capacità degli intellettuali di farsi portavoce di un pensiero complesso, come lo ero quello di Dorso: un pensiero complesso che è stato scandagliato nel dettaglio nelle relazioni del professor Amedeo Lepore, di Giuseppe Grieco e di Andrea Giuseppe Cerra, ognuno dei quali ha insisto sulla originalità – in qualche frangente una vera eterodossia, come l’ha definita Lepore nel corso della sua relazione – del pensiero dorsiano. Il pensiero di un «liberalista illuminato» che, partendo dalle riflessioni sul liberalismo anglosassone, ha rinnovato gli studi di Mosca e Pareto sulle élites, ripensandoli in chiave democratica, intorno ai concetti, cardini della sua riflessione, di «libertà ed uguaglianza» che dovevano ispirare, secondo il grande meridionalista avellinese, l’azione dei partiti di massa.

Dunque il pensiero non deve rimanere trincerato nella sua torre d’avorio, ma deve farsi azione. È intorno a questo binomio, che ha fatto parlare di Dorso come di un «politico dell’irrealtà», che va costruita la futura classe dirigente. E sono le giovani generazioni a doversi fare carico di questo compito. Questo è l’obiettivo che il Centro di ricerca Guido Dorso sta portando avanti negli ultimi anni e che costituisce la cifra della sua azione culturale.

More images...

Aggiornamento del 3 aprile 2025, ore 13.40 - Il seminario/Dal pensiero di Guido Dorso un nuovo protagonismo del Mezzogiorno - A cento anni dalla pubblicazione de La rivoluzione meridionale, il Centro di ricerca Guido Dorso di Avellino organizza un seminario di studi sull’attualità del pensiero del grande meridionalista avellinese.

Il seminario, che si terrà il prossimo 4 aprile alle ore 16:30 presso la sede del Centro Dorso (Sala Muscetta, Casina del principe, Avellino), vedrà la presenza di studiosi che si interrogheranno sul lascito dell’insegnamento del pensiero dorsiano.

Dopo i saluti del sindaco di Avellino Laura Nargi e del presidente della Provincia Rizieri Buonopane, i lavori saranno introdotti e coordinati dal presidente Luigi Fiorentino. Gli interventi di Ermanno Battista e Mario De Prospo, membri del comitato scientifico del Centro Dorso, che si occuperanno, rispettivamente, delle diverse edizioni de La rivoluzione meridionale e dell’importanza dell’archivio quale strumento di studio dell’opera del meridionalista avellinese, precederanno le relazioni di Amedeo Lepore – professore ordinario di Storia economica presso l’Università degli Studi della Campania “Vanvitelli” e la Luiss di Roma –, Giuseppe Grieco – lecturer in Modern History presso l’University of London –, Andrea Giuseppe Cerra – dottore di ricerca in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Catania – e Leandra D’Antone – professoressa ordinaria senior di Storia contemporanea presso La Sapienza di Roma. Le conclusioni saranno affidate ad Alessandro Natalini, professore ordinario di Scienza politica presso l’Università Lumsa.

Il seminario sarà occasione di confronto e stimolo sull’opera di Dorso quale scienziato politico e meridionalista, nonché sulla possibilità di individuare nelle categorie della sua riflessione politica alcuni spunti per immaginare un nuovo protagonismo del Mezzogiorno nel contesto non solo nazionale, ma soprattutto euro-mediterraneo e globale.

L’evento sarà anche trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Centro Dorso e sul sito www.guidodorso.it

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com