www.giornalelirpinia.it

    17/04/2026

Il centenario/Nella poesia di Grassi il sapore della natia Morra De Sanctis

E-mail Stampa PDF

Daniele Grassi nella sua casa di Tervuren MORRA DE SANCTIS – Il professore e poeta Daniele Grassi nacque a Morra De Sanctis il 2 aprile 1925, emigrò giovanissimo dal luogo natio per formarsi in seminario, successivamente, divenne alunno della Scuola Normale Superiore di Pisa, insieme al professor Antonio La Penna e al professor Dante La Terza. Dal 1951 al 1960 insegnò Lingua e Letteratura Italiana all'Università di Monaco di Baviera, intessendo rapporti di amicizia con celebri artisti e intellettuali quali Mario Luzi ed Emilio Greco.

Dal 1961 il prof. Grassi abbandonò la carriera accademica per ricoprire l'incarico di funzionario dell'allora Comunità e oggi Unione europea, prima presso il Consiglio e poi presso la Commissione, trasferendosi con i tre figli e la moglie (parente del celebre Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi), in un angolo remoto prossimo ai boschi di un noto comune residenziale della lontana periferia di Bruxelles, Tervuren, in una casa di bella architettura, fattasi costruire «su misura», dove visse fino alla sua dipartita.

Poeta italiano di alto rango, poco conosciuto, ha accumulato un'opera poetica imponente: 17 volumi, senza contare tre volumi di autobiografia. I suoi libri di poesie non sono volumetti smilzi, dove sparuti versi sono annegati nel bianco come i pianeti nella vastità dello spazio; sono volumi spessi, densi e intensi. Nessun poeta, come Daniele Grassi, ha fatto un'esplorazione più larga, profonda e completa, e tuttavia priva di «mostruosità», dell'eros pandemio, cioè di una forza che muove il mondo. Questo rimane il tema principale ma Grassi non si è strettamente limitato a esso; spazia in tutti gli altri campi, come fanno tutti i veri poeti. Ha fra l'altro accumulato, nella sua lunga vita, in cui ha frequentato molti artisti, una notevole collezione d'arte, soprattutto di arte africana.

Grassi ha avuto una cultura, uno stile e un ideale in tutto e per tutto classici, e come un classico, con una configurazione tutta sua, rimarrà tra i poeti erotici, ma verosimilmente anche eroici, perché la poesia è sempre drammatica. Egli si ricollega volentieri ai poeti erotici latini, ma è, ancor più di questi concreto, libero e spregiudicato. La sua poesia, infatti, è, nuova e originale, più elementare, più radicale, più materiale, ma nello stesso tempo più universale: in questo veramente moderna. Quello che ha in meno di nobiltà, lo ha in più di profondità e terrestrità. Ne risultava una materia fatalmente pesante, che può, come monomania, dare il capogiro, se non peggio, ma che è riscattata e nobilitata da una lingua «che permette mediante le metafore di esprimere con leggerezza e poesia le cose del sesso, altrimenti crudo e pesante», come egli stesso amava dire. La sua lingua è nutrita parimenti di classicità e modernità, è una lingua viva, ma che ha incorporato la più grande tradizione linguistica italiana e merita di essere detta "dantesca".

Il Grassi non dimenticò mai la sua Morra, tant’è che subito dopo il terremoto del 1980, vendendo dei quadri d'autore di sua proprietà, inviò una ben assortita biblioteca, 1430 volumi, che, a causa della mancanza di locali idonei, non trovò una immediata sistemazione; dopo molti anni, venne edificato il nuovo complesso scolastico sito in via Luigi Settembrini, dove una grande sala venne riservata a suoi libri.

Le poesie del professor Grassi sono innumerevoli, e molte le sue pubblicazioni.

A prescindere da due inediti giovanili – Voce dell’anima (1942-44) e L’Angelo e il bruto (1944-1947) ha pubblicato le seguenti opere di poesia (per ordine di composizione) presso l’editore Scheiwiller di Milano:

1- Circuito chiuso -esercizio di scrittura per una storia d’amore borghese- (1971);

2- Strutture -poesia+immagine- (1976);

3- Idoli -con fotofolio di E. Mariani- (1976);

4- Officina -materiali per una poesia del tempo presente- (1979);

5- Cirtuito chiuso (1980);

Presso la casa editrice “Poesia alla Macchia” di Bruxelles:

6- Arcipelago della sonda -giornale di bordo di un viaggio notesommitico (1985);

7- Il giudizio di Paride -esercizio di mitografia- (1987);

8- Erreoesse -ipertrofia e mutilazione del desiderio- (1991);

9- Il giardino delle delizie (1998);

10- Punta della contessa (1997);

11- Sylva spiritualis -esercizi di sottocanto- (1998), opera pubblicata parzialmente nella “Gazzetta dei Morresi Emigrati”;

12- Corsi e trascorsi -esercizi d’amore e di morte- (2000);

13- Dati e dadi -mitologia e divinazione -(2003);

14- Delectamur in umbra -presenza dell’assenza- (2005);

15- Per disjecta membra – smembrato desiderio- (2010);

16- A tu per tu -vespero e completa (2010);

17- Odori di stelle filanti (2013);

18- Evanescendo (2013).

Spirito prettamente irpino, nonostante i moltissimi anni trascorsi all'estero dove, come egli scrive nella sua poesia “Esilio”: «... La lingua ti è rimasta al finto gusto d'erbe trasposte e la parola in giostra d'aspirate fricanti perché da selce sprizzi sale campano e il bugno si ridesti al fervore del miele…».

Nei suoi versi si avverte, ad ogni passo, il sapore della terra nativa, come in questo brano: «…Ma anch'io ho preso la valigia di cartone o fibra legata con lo spago ed ho viaggiato in terza con qualche paio di calzini, qualche vecchia grammatica e del pane secco... », scrive nella sua poesia “Guido, vorrei che tu e Lapo ed io”.

Donò delle sue foto al Comune di Morra che fanno ora bella mostra nella sala del Consiglio comunale. Morì il 7 agosto 2017 e le sue ceneri riposano nel cimitero comunale.

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com