www.giornalelirpinia.it

    21/04/2026

La recensione/80 passi in rete, frammenti di vita per una speranza nel nostro futuro

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura8_ald_balestra.jpgAVELLINO – Il volume "80 passi in rete" (Terebinto editore) di Aldo Balestra, capo redattore del Mattino, raccoglie una interessante serie di note pubblicate sul blog del giornale dal 2017 ad oggi,  proponendo brevi cronache e racconti di fatti e fenomeni,  più e meno noti,  della quotidianità contemporanea rappresentati come spunti per una più ampia riflessione narrativa,  articolata in dieci sezioni tematiche.

L’autore, con stile semplice e comprensibile ma con acume e capacità critica, richiama all’attenzione del lettore situazioni e personaggi, vicende e tematiche di interesse sociale e culturale, che offrono nel loro variegato insieme materia di riflessione su elementi di attualità e politica, di coraggio e paura, di fede e sentimenti collettivi, di dolore ed esemplarità, di emozioni e vita pubblica. Essi si collocano in una prospettiva sospesa,  come titola l’ultima parte,  tra la dimensione della disperazione e, soprattutto, quella della speranza e non a caso la pubblicazione è significativamente sottotitolata "Vite oltre gli ostacoli".

Risulta evidente e riuscito lo sforzo dell’autore di trasporre e ricomporre notizie, immagini ed informazioni giornalistiche - altrimenti destinate a consumarsi nello spazio breve della cronaca - in un più impegnativo orizzonte di approfondimento, pensiero e rielaborazione critica, che però non si sviluppa su un piano di asettica neutralità ma è imperniato cristianamente sulla centralità e sul valore intimo della persona umana, protagonista delle dinamiche sociali, come riferimento ineliminabile nell’età dell’incertezza e delle angosce collettive,  apparentemente priva di ancoraggi e punti fermi.

La pregevole pubblicazione di Aldo Balestra, ricca di stimoli ed aperta nelle conclusioni, è arricchita dal corredo di immagini emblematiche e,  soprattutto,  da dieci significative riflessioni di sintesi, firmate da personalità di indubbio spessore, che coronano originalmente ciascuna sezione tematica.

L’autore esordisce riproducendo il famoso e drammatico titolo del Mattino di mercoledì 26 novembre 1980 "Fate presto", riferito al terremoto spartiacque della storia recente della Campania e momento indelebile nella memoria collettiva. Focalizza come effetto derivato il preoccupante ed attualissimo tema dello spopolamento e desertificazione delle aree interne, dei borghi e centri minori,  che continuano a registrare un progressivo svuotamento e calo demografico per l’assenza di attrattive ed interessi occupazionali, nonostante il completamento del processo di ricostruzione e del connesso sviluppo industriale ed infrastrutturale.

Ragiona sulla crisi dei dialetti e degli idiomi territoriali sempre meno parlati - lingue parallele ma comunque espressione di ricchezza e pluralità culturale - ma,  soprattutto, della progressiva crisi del buon italiano oggi sempre più spesso sgrammaticato nella parlata comune,  usato in modo sincopato e scorretto nell’epoca della  iperconnettività,  della comunicazione social e del web dilagante.

Balestra riflette sulla incredibile e paradossale campagna di odio scatenata contro la novantaquattrenne senatrice a vita Liliana Segre, superstite del lager di Auschwitz e testimone vivente dell’olocausto, oggetto di un tale profluvio di insulti e minacce al punto di dover vivere sotto scorta. Dedica una riflessione, da un lato, sulla situazione delle categorie più fragili che in Italia sono costrette a rivolgersi alla generosa assistenza del Banco Alimentare e delle donazioni solidali. Dall’altro sulla tendenza virtuosa ad evitare e ridurre l’inutile e diseducativo spreco alimentare, in cui spicca quello di frutta fresca, oltretutto in linea con le ormai imperiose esigenze di sostenibilità ambientale e quindi di sobrietà e parsimonia nel consumo delle risorse non illimitatamente disponibili.

Viene svolto un opportuno ragionamento sull’impressionante fenomeno della incidentalità stradale e sul suo spaventoso impatto, in termini di vite troncate, soprattutto tra i giovani,  e sulle necessarie risposte sia di tipo normativo e repressivo che,  soprattutto, di carattere formativo ed educativo per far maturare un’adeguata cultura della prevenzione e sicurezza mediante la consapevolezza e percezione dei rischi.

Con riferimento alla politica,  ormai svuotata ed impoverita di contenuti,  di valori e di leadership, l’autore richiama la figura del sassarese Enrico Berlinguer, segretario del Pci dal 1972 al 1984, esempio di passione politica e rigore morale.

Gli spunti offerti dall’autore spaziano dalla riflessione sulle esperienze di educatori esemplari alle tante vittime del dovere ed agli eroi della vita civile, dalle esistenze spezzate da una violenza spesso immotivata e banale alle strazianti tragedie dei migranti sino all’abnegazione dei vigili del fuoco.

L’autore dedica un interessante e problematico capitolo della sua raccolta al tema attualissimo ed imperante dei social, all’ossessione degli smartphone, moderni oracoli elettronici, che ormai dominano la nostra vita generando inquietante dipendenza,  della tecnica del "copia-incolla"  tipica della società digitalizzata ed informatizzata - che comprime lo sviluppo dello spirito critico e valutativo - delle campagne di odio alimentate in rete e a volte in grado persino di uccidere.

La riflessione sui social, con le connesse paure e follie da esasperazione, apre uno squarcio su una delle più grandi trasformazioni degli ultimi decenni, quella della “società interconnessa” tra le luci e  ombre della transizione tecnologica. Oggi tra 50 e 55  milioni di italiani accedono ad internet e circa 35 milioni sono gli utenti dei social media e si calcola che gli italiani sono on line mediamente sei ore al giorno. Siamo passati dalle forme di comunicazione tradizionale al pubblico degli intellettuali ed "opinion maker" (secondo lo schema dell’"one to many") allo scenario del web in cui  "uno vale uno" ed alla comunicazione orizzontale "many-to-many" secondo una interconnessione ampliata,  in cui si costituiscono - come rileva Sabino Cassese - "bolle" o gruppi di locutori,  anche con comunità virtuali ( i followers, i like), con singoli e moltitudini che aderiscono o si differenziano.

Balestra, tra gli altri, ricorda il sacrificio del giovane e coraggioso carabiniere Emanuele Reali,  insignito della medaglia d’oro al valore civile, che morì a Caserta in una operazione di servizio a soli trentaquattro anni nel novembre 2018,  investito da un treno nell’inseguimento di ladri.  Ancora cita la tragica vicenda del povero Giovanbattista Cutolo,  detto familiarmente Giogiò, promettente e generoso musicista ventiquattrenne, ucciso in modo balordo per futili motivi a Napoli a Piazza Municipio nell’agosto 2023 ed altre vite prematuramente troncate dall’assurda banalità del male gratuito e senza giustificazioni.

Tra gli episodi trattati l’assurda strage dei familiari compiuta con il veleno dal ventisettenne informatico di Nova Milanese; la nuova vita di Erika De Nardo che nel 2001, a Novi Ligure,  uccise con il fidanzato Omar la madre ed il fratellino; la brutale uccisione da parte dei familiari della giovane pakistana Saman in provincia di Reggio Emilia per motivi tribali; il recente caso Turetta-Cecchettin; la uccisione del giovane Manuel Mastrapasqua a Rozzano, nel Milanese,  per una rapina di infimo valore.

Balestra incentra i brani sulle "questioni di fede",  suggellati dal commento finale di mons.  Nogaro, vescovo emerito di Caserta, sul carismatico apostolato di Papa Francesco, il pontefice gesuita venuto dalla fine del mondo, evidenziando la profonda immediatezza dei suoi messaggi comunicativi con l’uso incisivo di parole ed espressioni-chiave. Sottolinea l’importanza delle sue crociate anche dentro i mali della Chiesa - da cui sono forse venute le maggiori resistenze - la battaglia di moralizzazione, i gesti di solidarietà e misericordia verso il prossimo sofferente e,  soprattutto, come Francesco ormai alla fine dei suoi giorni non sia mai fermato,  continuando sino all’ultimo nell’esercizio del suo ministero pastorale anche in carrozzella ma sorretto dalla invincibile forza della fede.

Gli "ottanta passi" di Balestra sono brani di osservazioni brevi ma intense, collegate - in spirito di buona cultura narrativa - in una trama unitaria tessuta dalla sensibilità interpretativa dell’autore,  permeata di idealità, umanità e sentimento etico e di quella che, in ultima analisi, si potrebbe definire la "pietas" che trasfigura la istantaneità effimera della singola notizia in un messaggio ricco di fiducia ricostruttiva.

In definitiva questi ottanta racconti in rete offrono un caleidoscopio di eventi e persone, di fenomeni sociali ed esperienze, un ventaglio di riflessioni su accadimenti e frammenti di vite, delineando un quadro di riferimento per un ragionamento complessivo sull’evoluzione della nostra società, sulle urticanti problematiche della contemporaneità ma, soprattutto, sulla urgente necessità di una ricomposizione culturale, valoriale ed etica che indichi una prospettiva di fiducia e speranza nel nostro tribolato futuro.

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com