AVELLINO – Giovedì 23 ottobre prossimo, alle ore 17:00, si terrà un nuovo appuntamento della rassegna libraria dell’Archivio di Stato di Avellino “I giovedì della lettura”. In tale occasione si presenterà il volume Partigiani e rivoltosi irpini. Storie di resistenza e libertà, a cura di Annibale Cogliano e della Sezione Anpi Forino - Contrada.
L’evento sarà introdotto da Lorenzo Terzi, direttore dell’Archivio di Stato di Avellino. Saluti di Giovanni Capobianco, presidente provinciale Anpi Avellino. Interverranno: Anna Giardino, coautrice, Giovanni Tranfaglia, già docente di Storia e Filosofia nei licei e Ciro Raia, già dirigente scolastico nei licei. L’ingresso è libero.
L’idea di Partigiani e rivoltosi irpini. Storie di resistenza e libertà è nata dall’intitolazione della sezione Anpi di Forino a Michele Giardino e a Umberto Romito. La nipote di Michele Giardino, Anna, ha sentito l’esigenza di esplorare più a fondo le vicende della lotta per la libertà dei due benemeriti combattenti.
Fondamentale, ai fini della ricerca, si è rivelato il ritrovamento online del fondo Ricompart, ovvero l’Archivio per il servizio riconoscimento qualifiche e per le ricompense ai partigiani, che contiene la documentazione prodotta dalle commissioni istituite nell’immediato dopoguerra (1945 e 1948) e dalla commissione unica nazionale istituita nel 1968. Il fondo archivistico, conservato presso il ministero della Difesa, è stato versato all’Archivio centrale dello Stato negli anni 2009-2012. Sono emersi, così, i nomi di circa 700 uomini e donne irpini che, nei primi anni del dopoguerra, chiesero il riconoscimento della qualifica di partigiano.
Anna Giardino - insieme con Ciro Labruna, Pasquale Di Lorenzo e altri autori, coordinati da Annibale Cogliano - ha poi integrato la consultazione del Ricompart mediante il ricorso a numerose altre fonti archivistiche e bibliografiche.
Frutto di tanta fatica è, appunto, il volume che si presenta presso l’Archivio di Stato di Avellino. La pubblicazione di questo libro sulla Resistenza degli irpini, nelle intenzioni degli autori, è non solo un atto di restituzione storica, ma è soprattutto un invito a renderne viva la memoria, a farla germogliare in azioni concrete nel nostro presente.




