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    25/02/2024

14 settembre 1943, una foto per ricordare

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I bombardamenti su Avellino il 14 settembre del 1943AVELLINO – C’è nella foto che qui pubblichiamo un momento terribile, un attimo (una frazione di tempo per il click di una macchina fotografica) della tragedia che colpì e sconvolse Avellino – la città ha ricevuto la medaglia d’oro al valor civile – intorno alle undici del mattino del 14 settembre del 1943, ovvero il giorno in cui la città di Avellino – come molti Comuni irpini – ebbe sulle sue case ed i suoi cittadini lo schianto della guerra. E già, perché Avellino e gli avellinesi ritennero a lungo di essere stati risparmiati dalla guerra vera, guerra che qui da noi per molti erano soltanto le adunate fasciste, l’incubo per il possibile arrivo a casa di una missiva relativa a “cattive notizie” sulla sorte dei propri cari sui vari fronti – Balcani, Africa, Russia, Mediterraneo – o l’attesa di notizie su tanti già reclusi nei campi – Texas, India, Abissinia, Nord Africa – per prigionieri di guerra.

Del clima in città dopo le illusioni del 25 luglio e dell’8 settembre hanno mirabilmente scritto prima Vincenzo Cannaviello (Avellino e l’Irpinia nella tragedia del 1943-44, Pergola editore, 1954) e successivamente Federico Biondi (Andata e ritorno, Viaggio nel Pci di un militante di provincia, Sellino editore, 2000).

La foto che ritrae Avellino in un terribile secondo del bombardamento anglo-americano – 1500 morti secondo prime indagini, 3000 secondo Fausto Grimaldi – è stata pubblicata sulla copertina di un libro dedicato all’evento. Questa foto tratta dall’archivio dell’Aeronautica britannica andrebbe ingrandita e posta come gigantografia nel costituendo museo civico che l’assessorato alla Cultura ha annunciato di voler allestire all’interno di Villa Amendola. Documenta il disastro e fa individuare i problemi di ricostruzione che la città avrebbe subito dovuto affrontare. E pensare che se gli alleati fossero sbarcati altrove non ci sarebbe stato bisogno di coinvolgere l’Irpinia che i tedeschi “usarono” per raggiungere per altra via le spiagge del golfo di Salerno, visto che la direttrice Napoli-Battipaglia era sotto il tiro di navi ed armi degli alleati.

 

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