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    29/08/2026

Cassese: «La lezione di Dorso punto di riferimento del nostro programma»

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Da sx: Fiorentino, Cignarella, Cassese. Melis e CaponeAVELLINO – “I giovani, il passato dell’Irpinia, il futuro dell’Irpinia: sono questi i tre punti fondamentali,  i tre pilastri del programma di attività che insieme con il Comune, la Provincia e la Camera di commercio ho preparato e stiamo realizzando”.

Inizia così, dopo una breve introduzione dell’assessore Cignarella, il suo intervento il professor Sabino Cassese che, nel corso di un’affollata conferenza stampa svoltasi presso Palazzo di città, illustra i punti fondamentali dell’attività del Centro Guido Dorso di cui è presidente, dopo la scomparsa di Antonio Maccanico, dall’estate dello scorso anno. All’incontro di questa mattina hanno preso parte il sindaco di Avellino Paolo Foti, il presidente della Provincia Domenico Gambacorta, il presidente della Camera di Commercio Costantino Capone, il professor Guido Melis dell’Università La sapienza di Roma, il capo gabinetto del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Luigi Fiorentino. Presente anche la signora Elisa Dorso, figlia del grande meridionalista avellinese Guido (1892-1947), autore della Rivoluzione meridionale e direttore del Corriere dell’Irpinia dalle cui colonne corrispondeva con Piero Gobetti (1901-1926), fondatore del settimanale Rivoluzione liberale.

Il programma, dunque, del centro Dorso punta innanzi tutto sui giovani e sulla ricerca storica. Così Sabino Cassese nella sua presentazione: “I giovani. Ispirati all’idea di Guido Dorso, che come voi sapete aveva a cuore il problema delle classi dirigenti meridionali, abbiamo pensato che convenisse preparare e realizzare dei corsi di orientamento per ragazzi delle ultime classi delle scuole superiori, dei corsi di orientamento per aiutarli a capire che cosa possono fare del loro futuro, intitolato appunto Parliamo del vostro futuro. È fondamentale la presenza della Camera di commercio perché è quella che ha appoggiato questa iniziativa. E questa iniziativa che è partita proprio questa mattina – in questo momento l’ex ministro della Pubblica istruzione, professoressa Carrozza stava per cominciare la sua presentazione – questi corsi sono diretti ad illustrare da un lato le professioni che uno farà nella vita, dall’altro le discipline, i settori, le aree di studio che si possono scegliere andando all’università in modo da orientare sulla scelta che si farà. Ci sono richieste da varie parti dell’Irpinia di ripetere questa esperienza che stiamo appunto realizzando.

Il secondo punto, la storia del’Irpinia. Abbiamo avviato anche qui un programma, una ricerca sulle classi dirigenti meridionali, irpine in particolare, per l’individuazione e la ricostruzione del contesto storico di quelle persone che hanno illustrato questa parte d’Italia ed hanno contribuito naturalmente allo sviluppo anche di altre parti d’Italia. Di questo si occuperà più specificamente il professor Guido Melis.

La terza ricerca è quella relativa al rapporto sulla situazione sia istituzionale sia sociale sia economica dell’Irpinia. L’idea è quella di fare una fotografia dell’esistente e poi di indicare, di studiare le possibilità di intervento sull’esistente e sottoporle naturalmente all’attenzione della dirigenza politica, economica, sociale, ed attivare in questo modo un dibattito, fornire delle idee. La pretesa del Centro Dorso non è quella di fare le mosche cocchiere, come si chiamavano una volta, non abbiamo cioè la pretesa di indicare noi qual è il futuro, ma indicare i possibili futuri perché poi siano fatte delle scelte. Tutto questo è ispirato sempre agli scritti di Guido Dorso il quale aveva a cuore due, tre problemi fondamentali: il primo, la questione meridionale; il secondo, la formazione di una classe dirigente per il Mezzogiorno. È famosa la sua espressione “occorrerebbero cento uomini di acciaio”. Ecco, come si fanno cento uomini d’acciaio? Bisogna naturalmente partire dalle scuole, e poi farli inserire nella società, insegnare loro gli esempi importanti del passato, cioè tutti quelli che hanno illustrato la zona da cui provengono. E poi bisogna dare a loro una prospettiva, una analisi ed una capacità di scegliere tra i diversi possibili futuri. Voi vedete insieme, dunque, giovani, storia e prospettive dell’Irpinia. Queste sono le linee importanti dell’azione dell’istituto. Naturalmente il Centro Dorso intorno a queste linee portanti sta costruendo il programma – anche grazie alle persone che ci lavorano, e voglio menzionare in particolare la dottoressa Giuliana Freda senza la quale il Centro Dorso non esisterebbe perché è veramente il pivot, il perno intorno al quale gira l’attività quotidiana del Centro – sta innanzi tutto curando il patrimonio che ha. Il Centro Dorso ha un patrimonio librario molto importante, tanto più importante in città come Avellino che è circondato da università, ma non ha una sede universitaria, e poi un archivio che è in via di riconoscimento. Questo è un capitale, un capitale di cultura importante, una biblioteca che è costituita da addizioni diverse, la donazione di Carlo Muscetta, irpino famoso, studioso ben noto della storia della letteratura italiana, che speriamo di ricordare il prossimo 20 gennaio con un convegno con il professor Asor Rosa, e poi c’è una parte che viene dalla fondazione Feltrinelli, e infine, lo voglio ricordare, l’acquisizione recente che viene dalla biblioteca del professor Federico Biondi che ha donato la sua collezione di migliaia di volumi. Il centro Dorso è un luogo aperto perché ci siano delle persone che studino.

Nei programmi abbiamo ancora una attività sia di ricerca sia di ricordo di alcuni personaggi importanti. Attività di ricerca sul capitale sociale. Un noto economista ha scritto un libro dal titolo “Perché il Sud è rimasto indietro? Che è una domanda che ci facciamo tutti quanti. Uno dei motivi che viene indicato è l’assenza di capitale sociale, quell’insieme cioè di culture, tradizioni, uomini, capacità organizzative, cultura organizzativa che consente alle società di essere inclusive e non estrattive. Nel senso che escludono le persone invece di includerle, quindi una struttura sociale articolata con associazioni, circoli, che nel Sud è sempre venuta a mancare. Iniziative poi che riguardano alcuni grandi irpini, il già menzionato Carlo Muscetta, ed anche Guido Dorso, perché il nostro tentativo sarebbe di mantenere vivo il patrimonio ideale e culturale di Guido Dorso, almeno quei punti della sua produzione letteraria, storica e politica che sono ancora vivi”.

Sono quindi seguiti gli interventi del professor Guido Melis e del dottor Luigi Fiorentino. Il primo ha illustrato il progetto Per una storia delle classi dirigenti meridionali. Il caso irpino 1861-2014. Si tratta di un ricerca che curerà la biografia di personalità politiche e culturali anche attraverso la realizzazione di un dizionario biografico. Il secondo ha parlato del rapporto Idee per l’Irpinia curato da un gruppo di ricerca che fa capo ad importanti istituzioni nazionali quali la Fondazione Agnelli, la Svimez, l’Irpet, il Censis, il Consorzio Alma Luarea. Presentato infine anche il nuovo sito del Centro Dorso.

 

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