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    15/12/2017

L'occhio sulla città/Avellino e la sua anima fragile

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L'autostazioneAVELLINO – Si dice che gli occhi sono lo specchio dell'anima: ebbene, di fronte ad una politica cittadina che continua ad arrancare nella ricerca della sua bussola e soprattutto di fronte ad un sindaco che appare sempre più un uomo solo al comando, ostaggio di una quanto mai rissosa maggioranza, basta passeggiare, ascoltare, domandare, guardarsi intono e poi constatare per avere la plastica percezione di una città che, ogni giorno di più, non può che offrirsi a noi con il suo volto e la sua anima più fragile e vulnerabile, insomma  "sbandata".

Gli esempi in tal senso potrebbero essere tanti: basti pensare ai cantieri (pochi per la verità), aperti ed inspiegabilmente ancora non chiusi. Ci riferiamo, in particolare, a quello del tunnel, senza più il parcheggio interrato, a quello di Piazza Castello e a quello per la riqualificazione di Piazza Duomo e via Seminario che, come ricorderanno i nostri affezionati ed attenti lettori, sono stati oggetto di più di un nostro occhio. Per non parlare dei (tanti stavolta) beni immobili talvolta espropriati ed acquisti a bene comunale, vedi la Dogana ed altri, per i quali sono tante le idee proposte, i propositi di impegno ma ancora nessun atto che preveda per essi concreta destinazione d'uso: abbiamo in mente, in particolare il Mercatone, l'ex  Eliseo, struttura completa moderna ed all'avanguardia ma purtroppo ostaggio di una chiassosa  incuria ed abbandono che lo rendono  facile occasionale bersaglio di teppistelli e "writers non autorizzati"; o ancora, che dire del desaparecido centro per l'autismo di  Valle o della nuova autostazione, altro fulgido esempio di ennesimo"spreco cittadino".

Ricordiamo male o tra gli impegni dell'amministrazione comunale c'era anche quello di mappare le scuole della città al fine di adeguarle alle nuove norme antisismiche?

A tal proposito, l'occasione non può sfuggire per chiederci e per chiedere: dove è finito il progetto di ristrutturazione, riqualificazione ed ammodernamento previsto per la scuola media Dante Alighieri di via Piave, un tempo fiore all'occhiello dell'istruzione avellinese ed oggi oggetto di numerosi atti di vandalismo, se non  addirittura bivacco per senza fissa dimora?

Accanto a questo, però, non possiamo che plaudire al prossimo ed imminente, per stessa recente ammissione dell'assessore Augusto Penna, avvio del "servizio di raccolta porta a porta spinta" esteso  a tutta la città, con riqualificazione e susseguente bonifica ambientale di un isola ecologica che pare esser stata individuata nei pressi dell'ex macello di via Ferrovia.

Un concreto sguardo al futuro, insomma, che potrà essere un buon inizio per contribuire a risvegliare la nostra città dal rischio di un atavico torpore e, perché no, per dirla con un conosciuto ex "sindaco sceriffo", per dare finalmente avvio anche nella nostra Avellino, al progetto "cafoneria zero", già , per la verità, fruttuosamente testato nella vicina città di Salerno.

Non va dimenticata altresì la necessità, come pare peraltro nelle intenzioni di chi di dovere, di assicurare nuovamente un solido futuro al teatro Carlo Gesualdo. Perché la cultura rende liberi e come amiamo spesso ripetere, prendendo a prestito una frase di Ugo Foscolo, apparsa sul Monitore italiano, "l'occhio vigile dei cittadini è sentinella di libertà e democrazia", noi saremo sempre pronti a garantirlo, su questi, come su ogni altro tema utile a migliorare in ogni senso la nostra città. In fondo, chi ha imparato a conoscerci in questi anni, sa bene che questa è la missione precipua e fondante dell'occhio sulla città.

Intanto, apprendiamo che da qualche tempo, per prescrizioni regionali volte alla revisione della spesa, l’Air, l'azienda di trasporto pubblico locale e regionale, ha visto soppressa la figura del direttore  generale: ora viene da chiedersi, pur senza in alcun modo voler entrare nel merito di una questione tanto delicata, vista la  riconosciuta virtuosa gestione  e visto che, a quanto si apprende, è una delle poche del settore che da anni riesce a chiudere i bilanci in attivo, non sarebbe stato meglio concorre ad una soluzione che preservasse lo status quo, almeno fino ad un naturale e pur fisiologico riassetto delle cariche interno all'azienda?

Invitando chi di dovere ad una naturale, quanto necessaria attenta riflessione, come sempre, attendiamo con la fiducia e l'ottimismo che ci contraddistingue.

 

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