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    20/11/2017

L’occhio sulla città/No ad una nefasta profezia

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Piazza CastelloAVELLINO – In un periodo in cui la nostra Irpinia restituisce sue bellezze e imponenti manieri abilmente restaurati alla totale fruibilità delle comunità, il capoluogo stenta a ridare decoro ad un’importante zona del centro storico: ci riferiamo a Piazza Castello. È con vero disappunto che il nostro occhio questa settimana torna a guardare alla questione ma l’importanza storico-culturale ed ambientale di quei luoghi impone una qualche riflessione.

Alcuni anni fa si diede inizio ad un'opera di recupero di quel che resta del castello di Avellino e le indagini archeologiche hanno permesso di individuare l’originario nucleo dell’antico complesso fortificato. Sito verosimilmente a difesa della città nonché a controllo dell’importante arteria stradale che collegava l’agro campano con la Puglia, il castello presenta una quanto mai significativa stratificazione storica che lo scavo archeologico è andato progressivamente svelando,  restituendo numerosi reperti venuti alla luce tra cui spicca il ritrovamento del possente leone in pietra calcarea che oggi si espone presso le sale del carcere borbonico, reperto di epoca romana riconducibile alla nota classe di monumenti leonini associati all’architettura funeraria.

Il lavoro intrapreso si rivelava sempre più interessante giustificando tutto l’impegno profuso, poi improvvisamente più nulla: nell’opera di recupero dello spazio antistante il castello (Piazza Castello) il rinvenimento di “materiale altamente nocivo” ne bloccava il prosieguo mentre la vasta area veniva transennata e dapprima ricoperta con teloni, poi definitivamente tombata.

Ricordo che alla domanda posta ad un funzionario della sovrintendenza sulla ripresa dei lavori al castello la risposta fu “la nostra generazione difficilmente ne vedrà la luce ma al buio ci rimarrà probabilmente anche la prossima”. Vergognoso e scandaloso, ci rifiutiamo di pensare che avesse ragione: la nostra non vuole essere una protesta perché manca, per farsi valere, della forza di una proposta ma è, al momento, soltanto una semplice segnalazione per coloro la cui attività professionale è specificatamente richiesta per risolvere questi problemi, ma se la loro inerzia significa incapacità, sarà allora meglio che altri subentrino e dimostrino quanto sia possibile la soluzione quando è la volontà e la perizia a ricercarla e non sarà solo Piazza Castello a risorgere ma anche tutte quelle attività commerciali che, per tale incuria, hanno dovuto pagare il prezzo più alto.

Noi dal nostro canto, attraverso questa rubrica e queste testata, non possiamo che offrire la garanzia di continuare ad essere pungolo instancabile sulla vicenda: perché ridare dignità e decoro ad una parte così importante del centro storico cittadino significherà anche garantire giusto quanto doveroso rispetto alla nostra storia di cui proprio l’imponente maniero longobardo è simbolo.

 

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