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    19/10/2018

L’occhio sulla città/«Nave sanza nocchiero in gran tempesta»

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_torre_orologio.jpgAVELLINO – «Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!»: è questa – volendo ricordare la celebre terzina dantesca del canto VI del Purgatorio, quella in cui Virgilio discorre con il suo conterraneo mantovano Sordello da Goito delle misere condizioni dell’Italia, dilaniata dalle guerre intestine ed abbandonata a se stessa (Ahi serva Italia, luogo di dolore, nave senza guida in una grande tempesta, non signora di province, ma luogo di corruzione) – la plastica percezione che si ha ascoltando e vivendo la città ad un mese dalle elezioni amministrative che vedranno coinvolto il capoluogo. Si naviga a vista, senza una bussola né tanto meno un navigatore satellitare, ed invece si dovrebbe cominciare a fare sul serio per un appuntamento che appare lontano ma è quanto mai vicino.

Onestà intellettuale e di vita, requisiti indispensabili certo, ma altrettanto imprescindibile la capacità gestionale e la conoscenza della macchina amministrativa per poter garantire un inizio di rinnovamento che ci porti a sperare in una nuova Avellino moderna, funzionale e con un futuro aperto a tutti i cittadini. L’auspicio per il futuro primo cittadino non si ferma qui: sarà importante che abbia la possibilità di scegliere una squadra di collaboratori esperti che possa operare in piena autonomia così come in piena autonomia possa essere scelta senza che la prassi lo possa condizionare, avendo anche la possibilità di conferma o revoca di responsabilità in comparti ritenuti sensibili.

Ora, se ognuno di noi crede in queste premesse è giusto e doveroso che non rimanga spettatore passivo nella prossima campagna elettorale e, per quanto nelle sue possibilità, si informi e partecipi attivamente alla realizzazione di quanto auspicato: un uomo onesto, capace ed esperto, con una giunta fedele ed altrettanto capace al suo fianco. In fondo, la politica è partecipazione è o dovrebbe essere un’idea del collettivo che implicitamente diviene idea di paese, di città. Pertanto non lasciamoci prendere da abulia e sfiducia ma disponiamoci ad un ascolto attento e capace di indurre a  critica costruttiva e propositiva: solo così permetteremo alla proposta politica di sostanziarsi in un candidato capace di agire  nell’esclusivo interesse della sua comunità. Al contrario, il disinteresse ci relegherebbe allo scomodo ruolo di minoranza invisibile cui è giustamente preclusa anche dignità d’attivismo ostile o di protesta.

Un ruolo non secondario in questa delicata fase di attesa è assegnato alla stampa che dovrà mostrare attenta responsabilità nel farsi garante ed arbitro verso un eventuale dibattito il più pacato e pluralistico possibile e  che rifugga da denigrazione dell’avversario o  sterili risse verbali ma che, al contrario, contempli solo e soltanto rispetto e sana competizione tra i contendenti dei diversi schieramenti in campo.

Noi, dal nostro canto, sentiamo di poter garantire impegno in tal senso, come pure assicuriamo di non smettere d’essere pungolo instancabile su temi di interesse generale o particolare che coinvolgano in ogni senso la nostra città ed il nostro essere comunità.

 

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