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    15/12/2018

L’occhio sulla città/Nessuna nuova buona nuova?

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita6_circuito_15.jpgAVELLINO – Si è appena conclusa la settimana di ferragosto, dunque siamo nel pieno dell’estate, la città è pressoché vuota, le attività ancora quasi tutte sospese e a dispetto di quello che si può pensare, nessuna nuova buona nuova: i programmi per chi resta in città sono ancora incredibilmente ed inspiegabilmente vaghi, indefiniti o lunghi lo spazio di una sera. Si osservano giovani vagare senza meta alla ricerca di spazi aggregativi nei fatti inesistenti, fermi davanti ai bar, sperduti, chini sui loro telefonini, assenti o prigionieri di un vociare quasi irreale, che impedisce anche il più elementare scambio di sguardi e di parole.

Insomma, chi si aspettava richiami o coinvolgimenti cultural-folcloristici dal capoluogo è rimasto deluso. Saremo tentati, perciò, di consigliare la vitalità della provincia o dell’intera Irpinia ma non lo facciamo per non infliggere o auto infliggerci un’ulteriore mortificazione. Noi vorremo, infatti, che a tornare inclusiva ed attrattiva possa presto di nuovo essere la nostra Avellino. Non abbiamo neanche la pretesa che ad inclusione, attrazione, partecipazione dovessero ad ogni costo corrispondere iniziative ed attività culturali ma riteniamo che un’adeguata programmazione attraverso cui rendere note le linee programmatiche e con esse l’idea di città che si intende “costruire”, ancora sconosciuta ai più, sarebbe potuto essere o potrà essere un buon inizio per la nuova amministrazione ad ormai trenta giorni dal suo insediamento. Perciò, comunque deleghiamo a chi di dovere l’impegno ad immaginare quanto prima iniziative atte al coinvolgimento diretto e attivo dei giovani e non solo: riflettere per non indugiare ancora.

In questo quadro di stasi e di profonda incertezza c’è poi il calcio Avellino: ad un luglio caratterizzato dall’incertezza sul futuro, culminato purtroppo con la non iscrizione in serie B e la conseguente scomparsa dal calcio professionistico foriera del concreto rischio di veder contratta ancor di più l’offerta di una città già così spaventosamente povera, è corrisposta oggi una quasi immediata rinascita grazie all’impegno del gruppo Sidigas guidato dall’ingegner Gianandrea De Cesare che, con un progetto di futuro oculato ed ambizioso, è riuscito a risvegliare dal torpore una tifoseria scossa e attonita, divenuta specchio di un intera città.

Ora, guardandoci indietro per un attimo: non sta a noi indagare le motivazioni o individuare singole responsabilità di una sorte tanto nefasta ma certo, sentendoci defraudati di un risultato sportivo conquistato meritatamente  sul campo (la salvezza in serie B) e da tifosi appassionati, saremmo stati  a buon diritto creditori quantomeno  di maggiore chiarezza. Ma tant’è. Non avremmo mai immaginato di dover  “morire per una puntura di zanzara”.

Al nuovo Avellino, intanto, non possiamo che assicurare sostegno come sempre: le premesse e le basi da cui ripartire sembrano promettere bene. Vedremo!

Aggiornamento: a causa del lutto nazionale proclamato a seguito dei tragici fatti di Genova slitta al ventisei agosto il concerto del rapper Clementino inizialmente previsto per questa sera alle 21:30 lungo Corso Vittorio Emanuele, l’unica e forse anche l’ultima attrazione del ferragosto avellinese. Una magra consolazione, dunque,  per l’estate del capoluogo che, fatta eccezione per “StrEat mood, cui pure abbiamo dedicato più di un nostro occhio e l’annuale quanto tradizionale “Giro ciclistico Città di Avellino”, ideato e curato da Giovanni Cini, che ha riscosso notevole successo di pubblico, non è mai davvero decollata.

 

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