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    21/10/2018

L’occhio sulla città/Mezzi centauri, struscio al Corso e rispetto delle ordinanze

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_ztl.jpgAVELLINO – Se in più di un occasione con la nostra rubrica non abbiamo potuto che plaudire al progetto di restyling del “salotto buono” cittadino, come pure evidenziare lo stridente contrasto di vecchi,  malandati quanto insufficienti cassonetti, oggi non possiamo che  tornare a rilevare la difficoltà a concedersi una tranquilla passeggiata lungo Corso Vittorio Emanuele.

Gli amanti dello struscio e non solo,  infatti, sono sempre più costretti a districarsi tra “bisogni”  canini, vetri rotti e non da ultimo tra mezzi centauri di ogni età, che sfrecciano in bicicletta sui “marciapiedi”, rasente ai negozi o ai portoni, con il rischio di arrecare serio pericolo ai malcapitati.

Anche chi scrive qualche giorno fa ha rischiato di esserne vittima uscendo dal portone, e solo per un caso  non c’è stata alcuna conseguenza per le parti. A riprova di quanto appena affermato, pur non avendo elementi di assoluta certezza, sentiamo di riportare la notizia di un giovane che, investito da una di queste schegge impazzite, sembra aver riportato la frattura del femore.

Dove è finita allora l’ordinanza comunale denominata “Super Santos” che, in abbinata al divieto di usare il pallone per le vie del cento, regolamenta l’uso della bicicletta nelle medesime zone? In effetti, è utile sottolineare come al varco d’ingresso al Corso, tra i veicoli cui è permesso  l’accesso all’area pedonale, ci sono sì anche le biciclette ma con una postilla che le obbliga a procedere a passo d’uomo, prescrizione evidentemente elusa dai conducenti di tali mezzi. E ancora: che fine a fatto l’ordinanza comunale che obbliga i padroni dei cani a seguirli nella  loro sgambettata solo se muniti di sacchetto e paletta? O quella che obbliga gli esercenti a non vendere  alcolici a minori e comunque non oltre la mezzanotte,  né bevande in bottiglie di vetro?

Ora, riteniamo che alla necessità di osservare tali obblighi e prescrizioni debba sempre corrispondere la continua e costante presenza su territorio di un’autorità che ne certifichi il rispetto.

Perché, se un po’ di rispetto può solo farti crescere e, come già avemmo a sollecitare la scorsa settimana, “se fai solo quello che sai fare,  non sarai mai più di quello che sei ora”, è altrettanto vero che  è anche dall’attenzione a questi dettagli che si giudica un’amministrazione...

In fondo, segno della presenza è anche nella riconosciuta capacità di migliorare l’esistente e non soltanto nella demolizione e nella denigrazione del lavoro di chi li ha preceduti.

 

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