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    15/12/2018

L’occhio sulla città/Piccole cose grandi polemiche

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Luigi Di MaioAVELLINO – In un momento storico in cui si avverte la generalizzata tendenza a fare piccole cose ma grandi polemiche, l’occhio di questa settimana guarda ad una recente polemica nazionale che ha toccato la nostra città, cambiando la sua prospettiva d’osservazione e d’approccio.

Lo spunto ci è offerto dal sindaco di Milano Giuseppe Sala che, sollecitato ad esprimersi sulla proposta di legge, a prima firma ministro Di Maio, concernente la possibilità di veder chiusi i negozi nel weekend, ha affermato quanto segue: “Vadano a rompere le p...da un’altra parte, le vogliono fare? Le facciano ad Avellino, non a Milano, una città da nove milioni di turisti. È fuori dal senso comune”.

Ora, se avessimo percepito i crismi della grave offesa alla città saremo stati i primi a stigmatizzare senza appello l’accaduto visto l’amore e il rispetto per il capoluogo che quotidianamente ci muove nel nostro lavoro e non solo. Se invece consideriamo Avellino la città di provincia quasi per antonomasia e inoltre  riceviamo le pronte scuse del sindaco Sala, con tanto di specifica (“Non ce l’ho con Avellino e gli avellinesi, la mia voleva essere solo una punzecchiatura ironica a Di Maio e Avellino è la sua città natale”), allora ci riteniamo autorizzati a poter derubricare la vicenda, parafrasando Vittorio Sgarbi,  a mera  “incomprensione geografica” e  non certo  ad una deliberata mortificazione del Meridione e dei meridionali, come pure nelle ultime ore ci è capitato di ascoltare. L’equivoco, infatti, è sorto dal fatto che l’onorevole ministro Di Maio è solo registrato quale cittadino avellinese essendo nato presso una nota ed accorsata  casa di cura del capoluogo, ma ha sempre vissuto nella sua  Pomigliano d’Arco.

Ora qualche considerazione sulla citata proposta di legge: tenuto conto che, per molti cittadini lavoratori, il fine settimana è il migliore se non l’unico momento possibile per dedicarsi agli acquisti o anche semplicemente per concedersi una pausa dalla routine quotidiana,  più che imporre la chiusura domenicale ai commercianti riteniamo sia giusto lasciar loro la scelta se restare aperti la domenica e/o i festivi, magari con un giorno di riposo durante la settimana, valutando liberamente anche l’incidenza della specificità del prodotto offerto dall’esercizio alla comunità.

Per altro, è ormai usuale eleggere proprio i negozi ed i centri commerciali in particolare a luogo privilegiato di svago, d’incontro e di socializzazione, prima ancora che di specifiche necessità di acquisto.

Ora, considerando che lo spirito del disegno di legge sembrerebbe volto al recupero di quei momenti di intima condivisione familiare, normalmente quasi sempre negato degli impegni della settimana, non va dimenticato che il nostro ordinamento prevede figure professionali chiamate ad operare anche la domenica e nei giorni festivi: pensiamo ad esempio agli operatori sanitari, agli operatori delle forze dell’ordine, gli addetti al trasporto  pubblico e non, gli operatori ecologici, i giornalisti e molti altri. La discriminante parrebbe di certo una forzatura.

E utile segnalare ancora la volontà di molti presidenti di Regione, primo tra tutti il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, di impugnare la legge in ogni sede possibile qualora dovesse essere approvata.

Intanto, a proposito dei giornalisti appena menzionati, sentiamo di voler, questa volta sì, stigmatizzare senza appello i violenti quanto inaccettabili attacchi alla stampa venuti proprio dall’onorevole ministro Di Maio. Se il dovere di ogni buon giornalista è informare correttamente i cittadini, la libertà di stampa è valore inviolabile della democrazia, e se da questa libertà dovessero emergere non condivisioni sarà proprio da qui che potranno partire le riflessioni più profonde.

Il giornalismo è un patrimonio comune  libero e plurale da valorizzare e difendere con forza. Non possiamo pertanto che apprezzare oltre che condividere le conseguenti prese di posizione ed iniziative nel merito di Fnsi, Ordine nazionale dei giornalisti ed Ordine regionale dei giornalisti della Campania.

In questo quadro  invitiamo a riflettere ancora una volta richiamando il professor Tom Nichols: “Vogliamo credere di essere capaci di prendere ogni decisione e ci infastidiamo con chi ci corregge o ci dà istruzioni su qualcosa che non sappiamo”.

 

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