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    15/12/2018

L’occhio sulla città/Avellino: l’elogio della lentezza e il vizio della speranza

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L'ex EliseoAVELLINO – Avellino è ormai sempre più al centro di un particolare gioco dell’oca, un passo avanti e due indietro: neanche il tempo di plaudire al recupero ed alla piena fruizione di Villa Amendola che ci tocca un elogio della lentezza per gli intoppi di cui sono ostaggio alcuni importanti palazzi, strutture e progetti per la città.

Pensiamo, ad esempio, alla Casina del principe: gli sforzi dell’associazione “Avionica”, giunta al secondo posto del bando regionale con il progetto di un centro di formazione volto all’inserimento di giovani avellinesi nel mondo del lavoro, rischiano di essere resi vani dal bradipismo amministrativo. Da oltre un anno, infatti si attende che il comparto di competenza si occupi della struttura il cui interno è invaso da cumuli di rifiuti di ogni tipo, senza dimenticare gli impianti termici che parrebbero essere addirittura non a norma. Il grido di dolore e d’aiuto e affisso al portone della Casina: speriamo che anche grazie a questo nostro sguardo si possa giungere presto ad una soluzione. Il permanere dell’indifferenza, al contrario, significherebbe disperdere fondi per circa 150 mila euro.

Non  va meglio alla Casa della Cultura Victor Hugo: il palazzo, costruito nel 1810, cade a pezzi vittima di incuria, degrado ed un abbandono quasi rassegnato. Impressionante, inoltre, la mole di riviste e di faldoni dimenticata negli umidi scantinati dell’edificio: storia di un passato non sappiamo quanto “importante” ma comunque degno di tornare alla vita, in una sede consona al proprio valore. Per non parlare  delle  zone “riservate” del palazzo, preda di smodati accessi senza controllo di vandali pronti a scaricare le loro più becere prostrazioni, e delle pareti esterne che, vittime dei soliti writers d’occasione, consegnano  il senso dello scempio.

In questa sia pur breve rassegna di sguardi, non fa eccezione l’ex Eliseo per il quale però, stando a recenti dichiarazioni dell’assessore alla Cultura di Palazzo di città, a breve dovrebbero arrivare buone notizie: la struttura, infatti, anche grazie alla collaborazione  di alcuni studenti del liceo Paolo Emilio Imbriani, entro due mesi potrebbe aprire e tornare fruibile definitivamente, per diventare  finalmente il tanto agognato centro di sperimentazione cinematografica “Camillo Marino e Giacomo d’Onofrio”.  Staremo a vedere.

Ci sia consentito, infine, un breve accenno alle condizioni della casetta in legno e vetro  di Piazza Kennedy: come si ricorderà tre anni fa si arrivò all’aggiudicazione dell’appalto per far diventare la casetta un grazioso ed accogliente ristorantino, ma poi titubanze venute proprio da Palazzo di Città  portarono  alla rinuncia della ditta aggiudicatrice dell’appalto riconsegnando la casetta a degrado e abbandono. Casetta che, peraltro, è tornata ad essere obiettivo di vandali e covo per senza fissa dimora. Anche in questo caso, però, stando a quanto trapela da Palazzo di città, a breve,  le sarà assicurata una degna quanto funzionale destinazione.

Solo qualche stimolo d’attenzione, in un quadro di imbarazzato disorientamento a tratti anche un po’ snervante:  con il rischio di imminente sfiducia per il sindaco e conseguente commissariamento  per Palazzo di città, non ci resta  che attendere con quello che ci piace anche definire  il  “vizio della speranza”.

 

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