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    22/01/2019

L’occhio sulla città/Avellino-Milano, le due facce di una stessa appartenenza

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica10_venez-sala.jpgAVELLINO – È vero, il regime commissariale imposto alla città sottrae spunti all’attualità della nostra riflessione ma c’è un concetto che non perde mai occasione per pretendere legittimazione: l’appartenenza.

Riconoscersi in una comunità, condividerne le abitudini, le usanze, il modus vivendi, rispettare e rispettarsi senza alcun diniego, difendere le proprie realtà agendo per essere uguali e sognando di essere diversi, crescere non solo negli anni ma nella consapevolezza di avere qualcuno che, come solo un figlio sa fare, riesce a portarteli via per un’eterna giovinezza ringraziandoti per tutto quello che sei riuscito a produrre, riparare, risollevare, inventare, cambiare, se riuscirai in tutto questo ed altro ancora, allora vorrà dire che sei diventato anche tu un primo cittadino.

Ora, se un ex sindaco di Avellino si è sentito coinvolto in una querelle pretestuosa e fuorviante che ha avuto come attori protagonisti il sindaco di Milano ed il sindaco di Avellino (Comune ora commissariato) per una affermazione del primo che criticava la proposta di legge di chiusura dei negozi la domenica e nei gironi di festa, soddisfacenti solo per la città del ministro Di Maio erroneamente intesa Avellino, se quell’ex sindaco non ha potuto sottacere la sua contrarietà all’accaduto anche e soprattutto dopo le precisazioni apportate con relative pronte scuse dell’equivoco, è proprio perché quell’ex sindaco racchiude ancora in sé tutti quegli attribuiti e quelle qualità che vorremo fossero patrimonio comune.

Purtroppo il recente garbato invito di Enzo Venezia al sindaco di Milano Giuseppe Sala a venire nella nostra città, suo gradito ospite, per uno scambio di legittime opinioni di sicuro apporto propositivo è stato al momento declinato per un’agenda fitta e ricca di impegni ma che non mancherà di concretizzarsi in un prossimo futuro.

Intanto all’amico Enzo, amato sindaco nel post-terremoto legato a numerose vicende che hanno visto  più volte la nostra città sul punto di precipitare irrimediabilmente in un profondo baratro evitato soltanto per le sue capacità, competenze e supporto ricevuto, per poi risultare sindaco certamente non negativo (sfruttando una litote per evitare di essere troppo buoni), potremmo  suggerire di dare seguito a questa sua passione con maggiore concretezza e propositività sempre che non ci abbia già preceduti  “... reputando più glorioso ed onorevole vincere con prudenza che per l’audacia essere vinto” (Manfredi, secondogenito di Federico II).

 

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