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    21/08/2019

L’occhio sulla città/La nostra rubrica ora anche in un volume

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Cultura6_occhio.jpgAVELLINO – In più di un’occasione abbiamo invitato ad un’organica rilettura degli articoli, delle segnalazioni e delle “riflessioni” presenti nella nostra rubrica: ebbene, ora oltre che sulle colonne di questa testata, parte del nostro lavoro sarà raccolto in un volume che sarà presentato domani alle ore 17:30 al circolo della stampa.

“L’occhio sulla città”,entrato ormai  nel suo quinto anno di vita, nasce dalla volontà di offrire a voi lettori de “L’Irpinia” un antidoto all’assuefazione ed allo status quo ma anche e soprattutto dal rispetto e dall’amore per la nostra città. Sguardi rapidi, diretti e snelli che, oltre a  far riflettere e raccontare di  quelle piccole grandi cose di cui Avellino ha bisogno, potranno essere d’aiuto nel tentativo pur già in parte fruttuoso di migliorare la fruibilità e la vivibilità della nostra città ma al contempo, perché no, un invito a tutti ad essere  più di quello che si è ora. Non sarà difficile accorgersi che, a fronte del pur cospicuo numero di articoli raccolti nel libro (150), ahi noi, il numero dei grazie per quanto accaduto risulta ancora minore rispetto ai vedremo per quanto dovrà accadere,  ma tant’è.

Solo due esempi d’attenzione nel merito: è solo di due settimane fa l’ennesimo nostro invito ad applicare una pedana mobile, un elevatore elettronico o qualunque altro supporto si ritenga idoneo lungo il corso della scalinata della Cattedrale cittadina o comunque attivarsi per immaginare un ingresso alternativo che accolga disabili e non. Una vera e propria battaglia di civiltà, tanto per questa rubrica quanto per questa testata. In fondo, dove vive meglio un disabile vivono meglio tutti.

Avellino è purtroppo una città che offre poche opportunità di partecipazione: alla nostra città, a ben guardare infatti, manca persino un cinema, se si eccettuano le pseudo sale del cine-teatro Partenio di via Verdi: l’ospitalità non consona ad una struttura aperta al pubblico, unita alla costante impossibilità d’accesso alla struttura per le persone con limitata o ridotta capacità di deambulazione, suscita in noi una riflessione, che ben presto si trasforma in un interrogativo: come può una città che vuol ritenersi aperta e civile, non disporre di alternative di scelta ad una sola sala cinematografica? Partecipare, leggere, riflettere per essere coscienti che vivere meglio può dipendere anche da noi.

Ci piace coltivare la speranza che anche grazie a noi, al nostro lavoro di sguardi settimanali, qualcosa possa cambiare davvero. Perché guardando l’orizzonte l’occhio vede il futuro, quella linea sempre valicabile che non ha bisogno di passaporti ma solo di una bella dose di entusiasmo. Non solo una città vivibile, dunque, ma che possa presto essere fruibile e soprattutto  davvero vissuta da tutti. Buona lettura!

Intanto, anche l’Occhio sulla città si unisce all’unanime cordoglio per la scomparsa di Giuseppe Zamberletti, ministro dei Lavori pubblici nel 1987, padre fondatore della Protezione civile e leale amico dell’Irpinia.

 

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