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    21/08/2019

L’occhio sulla città/Archimede, una storia di famiglia

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Archimede CasoliAVELLINO – È ormai sempre più sotto gli occhi di tutti come le nostre eccellenze, peraltro tutte formatesi nei nostri atenei, sembrano avere sempre meno opportunità di affermare le proprie competenze e più che preferire sono costrette a cercare altrove quelle occasioni che permettano loro di dimostrare quanto del progresso possano essere artefici. La nostra città, l’intera Irpinia e l’intero nostro Mezzogiorno conoscono questa drammatica realtà, ma chi, come noi, lo scorso lunedì, è stato spettatore di “Archimede, una storia di famiglia”, il bel documentario trasmesso nell’ambito di “Geo & Geo, storica trasmissione di Rai 3, ha potuto constatare che gli esempi a contrappunto di quanto appena affermato, se pur  rari, esistono.

Il documentario, girato lo scorso autunno, infatti, racconta Candida e le eccellenze del territorio irpino. Archimede Casoli, giovane avvocato avellinese, gli occhi, le voci e i volti spontanei della sua famiglia accompagnano lo spettatore, voce fuori campo di storie di vita vissuta, in un affascinante viaggio alla scoperta delle fasi della vendemmia dei vitigni autoctoni, della raccolta delle mele e delle nocciole, fino ai segreti della cucina tradizionale con alcune antiche ricette (i segreti della preparazione del mosto cotto), nonché di  Palazzo Iorio, vanto della comunità di Candida, magistralmente restaurato dal capofamiglia, l’ingegner Luigi, oggi sede delle omonime cantine, dov’è prodotto con cura e maestria dell’ottimo Greco di Tufo, Fiano, Falanghina e Aglianico nelle sue molteplici declinazioni, nonché location scelta per eventi importanti.

Anche in questo caso lo spettatore è coinvolto da Archimede che, con passione autentica, introduce alle fasi ed al processo di lavorazione e invecchiamento del vino. Non mancano nemmeno momenti di tenerezza, come ad esempio, quando Archimede e sua sorella Antonella, raccontano del loro nonno giunto da Reggio Emilia, sua città d’origine, e poi per “vicissitudini e scelte amorose è  rimasto qui”. Significativo, nel merito, anche il ricorso alla lettura di un antico contratto di mezzadria stipulato  tra il padrone e il bisnonno Luigi. Insomma, è l’incontro di storie e di mondi  del passato che  coesistono e convivono  armonicamente con il presente.

Dalla famiglia Casoli, dunque, l’esempio di un dinamismo semplice ma concreto, tipico di chi con orgoglio e dedizione, ha deciso di restare e di investire nel futuro, assicurando, con la propria opera, vivacità e vitalità  al borgo,  la cui comunità è ben lieta d’esserne partecipe.

Per chi avesse perso la visione in diretta del documentario, rimandiamo alla piattaforma RaiPlay. Ne vale davvero la pena, buona visione.

 

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