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    18/08/2019

L’occhio sulla città/E poi c’è l’ Avellino

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Calcio7_av_scud.jpgAVELLINO – Com’è noto domani, domenica 26 maggio, saremo chiamati a scegliere il nuovo primo cittadino di Avellino e a rinnovare la scelta dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo. Perciò il nostro occhio, come d’abitudine ormai consolidata, sente di voler invitare a compiere una scelta meditata e responsabile in quell’esercizio di democrazia che coinvolge intimamente la coscienza di ognuno. La politica è o dovrebbe essere un’idea del collettivo che implicitamente diviene un’idea di paese, di città e solo cogliendo l’importanza del prendere parte con il voto, le permetteremo di sostanziarsi, di contribuire alla risoluzione dei problemi e soprattutto di non crearne di nuovi: in fondo, “da soli si può lasciare il segno ma insieme si potrà davvero fare la differenza assumendo una responsabilità anche per il futuro dell’Europa”, perciò buon voto. E poi c’è l’Avellino. Ad un luglio e agosto 2018, caratterizzati dall’incertezza sul futuro e culminati purtroppo con la non iscrizione in serie B e la conseguente scomparsa dal calcio professionistico, è corrisposta oggi una quasi immediata rinascita grazie all’impegno del gruppo Sidigas guidato dall’ingegner Gianandrea De Cesare che, con un progetto oculato ed ambizioso, che ha iniziato a sostanziarsi in serie D e ha raggiunto il primo obiettivo con la promozione in serie C di domenica 12 maggio, è riuscito a risvegliare dal torpore una tifoseria scossa e attonita divenuta specchio di un’intera città. È stata la promozione della società e, dunque, di Gianandrea De Cesare perché è riuscito a riparare con concretezza, onestà e passione, ad una prima fase di ambientamento e qualche fisiologico errore da neofita del mondo del calcio. È stata la promozione di quelli che ci hanno sempre creduto, del presidente Claudio Mauriello, di Giovanni Bucaro e di Daniele Cinelli, della squadra, di Viscovo, di Tribuzzi, di De vena, di Da Dalt e degli altri, di tutti gli altri... È stata la promozione del giovane e competente direttore sportivo Carlo Musa perché “i cavalli di razza si giudicano all’arrivo, mai a metà gara”. Umile e più forte delle polemiche. È stata la promozione di coloro che sono indispensabili proprio perché lavorano nell’ombra, dell’addetto stampa Calcio Avellino Ssd Giuseppe Matarazzo, sempre disponibile, attento ed accogliente, di quello di Sidigas Maria Picariello, del team manager Cristian Vecchia, dello staff medico e dei magazzinieri. È stata la promozione di noi giornalisti che, al momento giusto, abbiamo saputo ricompattarci tutti per guardare dritto verso l’obiettivo finale. È stata la promozione dei tifosi, che hanno mostrato all’Italia il bello del calcio, con tifo, calore, colore, goliardia e sano sfottò. Ma è solo l’inizio: le basi e le premesse per un solido futuro sembrano proprio esserci, vedremo! Noi all’Avellino non possiamo che assicurare sostegno come sempre. In quest’ottica, non possiamo che congratulaci ancora con la squadra che, al netto di un campionato difficile e sfiancante, con la splendida vittoria contro il Bari, ha dimostrato di avere sempre fame di vittoria: una gara che, certo, si ripeterà il prossimo anno nel campionato di serie C ma che senza dubbio merita altri e più prestigiosi palcoscenici. Ci abbiamo preso gusto, dunque: avanti fino in fondo con la poule scudetto ragazzi! A proposito, una menzione d’attenzione la merita pure Ettore Lagomarsini, portiere che, quando chiamato in causa si è sempre fatto trovare pronto: è accaduto anche mercoledì, quando nella sfida vinta 1-0 contro il Picerno, è riuscito parare un calcio di rigore contribuendo a regalarci la semifinale della poule scudetto. Forza lupo, continua a stupirci! Nonostante tutto, non possiamo non segnalare un disservizio che ha macchiato la splendida festa di sport della scorsa domenica al Partenio-Lombardi e che ha destato disappunto anche nei colleghi di Bari: pensiamo al guasto al vano ascensore che dà accesso alla sala stampa. Ricordiamo, a proposito, che l’ascensore, ormai forse obsoleto, non è nuovo ad analoghe “bizze”. Pertanto, invitiamo i comparti di competenza ad adoperarsi quanto prima per migliorare l’efficienza del mezzo, considerato l’ormai imminente impegno delle Universiadi che, dal prossimo luglio, coinvolgerà in parte il capoluogo e anche appunto proprio lo stadio Partenio-Lombardi. Intanto, viste le difficoltà conclamate e la necessità di Palazzo di città di dover alienare alcuni beni di proprietà, vorremmo che tra le proposte programmatiche del nuovo primo cittadino ci fosse anche la possibilità di una cessione in prelazione dello stadio alla società di calcio. Sarebbe un buon modo per cominciare a proiettare Avellino nella modernità, uniformandola a società di calcio nazionali ed estere che, con invidiabile lungimiranza, hanno già percorso con profitto e successo questa strada.

 

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