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    22/09/2019

L’occhio sulla città/Decidere, disporre, gestire, sorvegliare

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_doga_na1.jpgAVELLINO – “Un uomo del fare”: questa frase troppo spesso abusata nel mondo della politica, riteniamo si confaccia perfettamente al pragmatismo, al dinamismo e alla concretezza d’azione della gestione commissariale del capoluogo che, al netto di qualche difficoltà e di qualche sterile, pretestuosa e polemica d’occasione, ormai nell’imminenza del commiato da Avellino, ha voluto regalarci un’ultima carezza verso la città futura. A integrazione di quello dello scorso sabato, infatti, il nostro sguardo rivolge l’attenzione all’ultimo atto formale del commissario Priolo: il dissequestro di Piazzetta Amendola, antistante la Dogana, e della Dogana appunto. Rispondendo anche  alle sollecitazioni del comitato cittadino “Salviamo la Dogana”, il numero uno della triade commissariale della città ha  firmato  l’atteso atto indirizzato al Tribunale cittadino con cui si sollecita formalmente a procedere in tempi rapidi al dissequestro della piazzetta e dello storico monumento argomentando dettagliatamente, anche attraverso una meticolosa relazione  redatta dai comparti di competenza, le ragioni per le quali allo stato per la Dogana non esiste il rischio crollo.

Nel contempo, il commissario ha ufficializzato l’approvazione di progetti Pics che ammontano nel complesso a 16 milioni di euro per la città. Un intero capitolo degli stessi, di circa 3.5 milioni sarà destinato  proprio alla riqualificazione ed al restauro conservativo della facciata della Dogana. Starà poi alla nuova amministrazione redigere il progetto definitivo ed esecutivo per la futura destinazione d’uso del bene.

In quest’ottica, è giusto sottolineare come siano due i progetti al vaglio: uno  già pronto e oggetto di uno studio di fattibilità, che prevede un centro servizi e polo giovani, con una sala congressi, una espositiva, una libreria e  una caffetteria; e un altro, che invece incontra il favore dell’Ordine  degli architetti e probabilmente anche proprio del sindaco e di gran parte dell’amministrazione prossima ventura, vorrebbe trasformare la Dogana in un polo culturale e d’arte contemporanea. Nel ricordare come il tema sia stato stimolo per diversi nostri sguardi e con l’auspicio che questa possa davvero essere la legislatura della svolta, staremo a vedere. È utile rimarcare ancora che, comunque, ogni valutazione di progetto futuro sulla Dogana sarà sottoposto a concorso di idee.

Intanto apprendiamo con soddisfazione dal commissario che la  Regione Campania ha approvato altri finanziamenti, ma anche in questo caso toccherà al nuovo sindaco la formalità della firma sugli accordi di programma che prevedranno, oltre al citato impegno di spesa per la  rinascita della Dogana, due tranche da 1.2 milioni e 974.000 euro per il rilancio anche economico del centro storico, 2 milioni saranno destinati alla riqualificazione e alla ristrutturazione del Victor Hugo, nonché alla realizzazione di un centro di promozione culturale all’interno della struttura, 160 mila euro saranno destinati al completamento del Museo civico di Villa Amendola ed al suo orto botanico, 80.000 euro serviranno al recupero ad al restauro della Fontana di Bellerofonte  e 100.000 euro serviranno per la realizzazione dell’agenzia di promozione turistica che sorgerà all’interno della Casina del principe, anche se, per quest’ultima, avremmo preferito una zona più centrale come la casetta nei pressi della struttura in corten di Piazza Kennedy.

Senza dimenticare la valorizzazione del Palazzotto o “ex casino Spinola”, per il quale è previsto un impegno di spesa per circa 800.000.  1.6 milioni di euro serviranno, invece, per la realizzazione del nuovo sistema d’accesso turistico alla Smart City, pianificato tra Corso Umberto, via Francesco Tedesco e Largo Santo Spirito. Nella stessa zona, per 500.000 euro, sarà realizzata la rigenerazione energetica e ambientale. Analogo intervento è previsto per viale Italia.

Insomma, ancora qualche esempio d’attenzione, a testimonianza delle cospicua eredità lasciata in dote “dall’amministrazione” in gestione commissariale: la strada è tracciata, starà ora al nuovo sindaco, che ieri  è stato proclamato e si è insediato a Palazzo di città, decidere, disporre, gestire, sorvegliare, sperando supportato da una giunta di sicura competenza, perché questo tesoro non vada disperso. Nell’esclusivo interesse della città e nel primario rispetto del bene comune. Noi, per parte nostra, con l’ottimismo e la fiducia che ci contraddistingue ma sempre accompagnati da un tratto di penna gentilmente incisivo ed appuntito quanto basta, che comincia ad esserci riconosciuto, saremo pronti a registrare quanto accadrà.

Sindaco Festa, le è stata affidata una città fragile, la sappia  ben governare e non la deluda. Buon lavoro. Intanto, non possiamo che esprimere viva soddisfazione nell’apprendere che, in virtù dei tanti obiettivi raggiunti, è volontà dell’amministrazione prossima ventura concedere al commissario Priolo la cittadinanza onoraria di Avellino.

 

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