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    21/10/2019

L’occhio sulla città/In fondo basta un po’ di sale in buca!

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Via Costantino PreziosiAVELLINO – In più di un’occasione abbiamo sollecitato attenzione alla viabilità sia pedonale che veicolare, al centro come in periferia (dove c’è davvero da  vergognarsi), anche nel rispetto ed in ossequio a quel processo di unità d’immagine e di decoro che la città pretende e merita. Ora, viste le nostre numerose lamentele-segnalazioni sull’argomento, viene da chiedersi: esiste o no per un’amministrazione comunale una figura ad hoc responsabile di questo comparto?

Questi giorni di fine estate o più correttamente di inizio autunno, nel merito, offrono la percezione di una città ferma, stanca, abulica, come oppressa da una cappa di un immobilismo quasi rassegnato, se e quando si muove lo fa solo per forza  di inerzia. Mediocrità senza argini, insomma, che porta con sé notevole confusione, improvvisazione, ed approssimazione: segnalare perciò via Costantino Preziosi, la strada che da via Guarini dà su Piazza d’Armi, che quando percorsa da automobili, riporta alla mente i vecchi tratturi tanto da apparire altra dal resto della città; o ancora, i marciapiedi di via Colombo che a memoria d’uomo versano ormai in un’atavica condizione di abbandono e di degrado tanto che un’amministrazione  che dovesse prenderne cura “passerebbe alla storia”; la poca cura ed attenzione nella costruzione e/o manutenzione di quasi tutti gli scivoli per disabili dei marciapiedi cittadini, ci pare quasi marginale rispetto a quanto sarebbe maggiormente necessario provvedere, ma tant’è.

Qualora, poi, a necessitare di interventi di riparazione o manutenzione dovesse essere una strada del capoluogo, allora la fantasia spazia infinita: verrebbe da pensare che, ad esempio, ad un sanpietrino usurato, rotto o addirittura mancante, nella riparazione si volesse provvedere prima di tutto ed innanzitutto alla ricerca di analogo sanpietrino “sano”. Invece no, ecco coprire il buco con approssimato ricorso a sgradevole  ed antiestetico catrame nero in attesa che “l’abitudine  abbassi lo sguardo”. Analoga confusione ed improvvisazione si avverte quando a richiedere cura è  un tratto di manto stradale asfaltato: ci si aspetterebbe un minuzioso intervento in campo intero, così da uniformarlo al tratto di asfalto nuovo, invece no, ecco la solita sbrigativa colata di catrame valida solo a tappare il buco. Ma c’è di più: quando, invece, ad essere bisognoso di cura è un marciapiede con mattoni, ecco il tocco d’artisti: ci si trova di fronte ad un vero e proprio mosaico multicolore formato da più vari mattoni mai dello stesso tipo, spesso anche rabberciato dal solito catrame in barba al rispetto del buon gusto, del buon senso e dell’uniformità di contesto o anche solo all’estetica.

Solo qualche esempio d’attenzione in più, dunque, in un momento in cui lo stesso sindaco si dichiara sensibile alle tematiche ambientali, nonché proprio al complesso delle nostre sollecitazioni. Per questo, dal nostro canto, non possiamo che restare in positiva e fiduciosa attesa vista anche la propensione all’attivismo che questa amministrazione non smette di mostrare. Staremo a vedere, garantendo come da prassi, occhio vigile ed attento sulla questione. In fondo, “basta solo un po’ di sale in buca!”

Intanto, mentre assaporiamo la piacevole sensazione  di essere ascoltati nell’aver constatato dell’avvenuta “restituzione delle braccia” alle antiche storiche pastorali di Corso Vittorio Emanuele, non possiamo che ringraziare. Ora, in quest’ottica, non si potrebbero restituire alla città anche le bellissime sfere inserendo semmai al loro interno fonti di luce conformi al rispetto di quella normativa europea che, con una decisione che ancor oggi stentiamo a comprendere, ha indotto a dover deliberarne la sostituzione con altre tristi ed anonime? Invitiamo ad attenta riflessine, ricordando peraltro, come ormai l’unica testimonianza a loro memoria è una storica fotografia che fa bella mostra di sé in una vetrina di un bar del Corso.

 

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