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    14/11/2019

L’occhio sulla città/Attendiamo la prova dei fatti

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita4_caset_nat.jpgAVELLINO – In più di un’occasione abbiamo plaudito all’attivismo  della nuova amministrazione comunale del capoluogo. Ebbene allo scoccare dei cento giorni di governo cittadino, quello stesso attivismo ci appare vacuo, quasi derubricato al rango di “battaglia simbolica” con effetti pratici quantizzabili in poco o nulla, in attesa forse che “l’abitudine abbassi lo sguardo”, almeno per ciò che concerne alcuni temi ed opere sensibili per la nostra città: pensiamo, ad esempio, alla Dogana, per la quale stante lo stanziamento di circa 3,5 milioni di euro, reperiti da un capitolo dei fondi Pics destinati alla riqualificazione e al restauro conservativo della facciata, resta in piedi più di un progetto ma ancora nessuna concretezza d’azione sui tempi  di consegna alla totale fruizione della cittadinanza e  sulla scelta della futura destinazione d’uso del bene.

Analoga incertezza si registra sul futuro del Mercatone che ci auguriamo possa esser riportato alla vita come da programma nel 2021 e di cui ci siamo occupati in uno sguardo dello scorso undici maggio, o del Centro per l’autismo di Valle  i cui lavori sono ormai conclusi: si aspetta solo che i vari attori coinvolti nella vicenda battano un colpo per così dare avvio alla piena operatività della struttura. Per non parlare dell’ex ospedale Moscati di viale Italia per il quale, stante la pur apprezzabile volontà di riacquisizione del bene, attualmente di proprietà regionale, a patrimonio comunale, tante le idee, tante le proposte ma, anche in questo caso, ancora nessuna definitiva chiarezza sulla futura destinazione d’uso (nel ricordare come la questione sia stata oggetto di più di un nostro sguardo, consigliare la rilettura degli interventi nel merito riteniamo possa offrire un buono spunto).

Ancora, dell’autostazione: apprendiamo con rammarico, che il cantiere si è bloccato per alcuni intoppi burocratici dovuti anche ad un recente ricorso al Tar,  ma vogliamo augurarci che il crono-programma voglia essere comunque rispettato e che il complesso di via Pescatori possa quindi essere riconsegnato alla piena fruizione della cittadinanza entro il 2020, come stabilito e sottoscritto.

L’aver accennato al trasporto pubblico con l’autostazione ci fa tornare alla mente un’altra grande “missione incompiuta” per le varie amministrazioni che si sono succedute al servizio della nostra città, la metropolitana leggera: non che nutrissimo particolari ansie per la sua realizzazione, viste anche le perplessità che permangono verso la reale efficacia di tale progetto, ma apprendendo che qualcosa si muove in tal senso torniamo a chiederci:  è davvero ancora questa la  giusta soluzione per snellire e decongestionare il trasporto pubblico cittadino? Noi riteniamo di no.

A nostro avviso il progetto,  oggi come oggi, presenta delle fragilità d’origine, visto anche il largo arco temporale tra l’emanazione della delibera di giunta (ci pare di ricordare 2006) e l’eventuale  effettiva messa su strada della metro leggera. Sarebbe meglio, infatti, dotare la nostra città di nuovi mezzi elettrici, a metano o comunque a basso impatto ambientale, considerando anche le evoluzioni avutesi nel tempo nel trasporto sia pubblico che privato, proprio rispetto alle tematiche climatiche, ecologiche ed appunto ambientali. Forse, una qualche validità di progetto poteva venire  solo se la metropolitana leggera si fosse  immaginata su rotaia ma tant’è. Invitiamo ad attenta riflessione.

Ci sia consentito, infine, un accenno al piano sull’urbanistica, che pure ha avuto una fugace apparizione sia pure in filigrana sugli organi di stampa e di informazione con un reboante e per molti nostalgico di un tempo che fu “ Avellino diventerà una città giardino”. Staremo a vedere.

In tema di dichiarazioni reboanti, poi, merita una citazione quella rilasciata dal sindaco lo scorso lunedì relativa alla programmazione immaginata dall’amministrazione nel capoluogo per il prossimo Natale: “A Natale oscureremo Salerno”. Ora, se pur prontamente derubricata al rango di “battuta simpatica”, la frase ha suscitato timide razioni tra stupita sorpresa e ilarità dalla controparte sia istituzionale sia di una parte della stampa salernitana. A noi la frase è sembrata semplicemente alquanto fuori luogo.

La nostra  città ha bisogno di risposte serie che in qualche modo in tempi rapidi bisognerà incominciare a dare altrimenti si rischia di incrinare un neonato rapporto tra cittadini e istituzioni che non merita di esserlo. In fondo, la proposta politica funziona solo se c’è competenza, passione  e rispetto verso il servizio di rappresentanza politica che si è chiamati ad assolvere all’atto dell’elezione. Attendiamo quindi  la prova dei fatti, non quella delle parole.

 

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