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    21/11/2019

L’occhio sulla città/L’Avellino è ripartito più forte delle difficoltà

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L'allenatore Ezio Capuano (fonte Us Avellino)AVELLINO – L’occhio sulla città di questa settimana guarda al calcio, non per commentare il pur buon pareggio ottenuto contro il Bari la scorsa domenica, nemmeno per commentare l’importante vittoria di mercoledì contro la Ternana e neanche per addentrarci in giudizi sul difficile momento attraversato dalla proprietà - compito questo che preferiamo lasciare agli esperti - ma per prendere atto che ancora una volta l’Avellino deve iscriversi a soggetto di quella regola non scritta per la quale “quando non vinci a pagare è sempre l’allenatore”.

Ebbene, dopo risultati quanto mai altalenanti (eufemismo) la società ha fatto ammenda, ha preso atto del suo fallimento e impresso la svolta nell’unico modo possibile. Si potrà obbiettare: scelta tardiva, forse , compiuta con “ poco stile”. Forse, ma tant’è.

Dai commenti degli sportivi emergono contrastanti opinioni: a chi sostiene che l’unica causa delle frequenti débâcle della squadra è da attribuire a mister Ignoffo, reo di non esser riuscito a motivare e creare un gruppo con una vera e definita identità di gioco, si oppone chi individua limiti evidenti esclusivamente in fragilità tecniche e scarsi ricambi nella rosa attuale. Per non parlare di coloro che invocano un “repulisti generale con dimissioni in blocco della società  “perché l’Avellino siamo noi o l’Avellino è nostra e di nessun altro”.

Assunto che quest’ultima frase potrà sostanziarsi solo se le si assegna il carattere rappresentativo identitario di città non certo di possesso e fatta salva l’ormai improcrastinabile necessità di un cambio di guida tecnica, riteniamo di poter affermare,  avendo seguito da vicino  molte se non tutte le partite dell’Avellino, che molti dei calciatori della rosa biancoverde, se pur giovani, sono atleti di ottimo livello e dal gran potenziale in prospettiva.

Ora, stanti le acclarate difficoltà economiche della proprietà - pur già, sembra, impegnata in un delicato  possibile passaggio di quote societarie - e la difficoltà di fare mercato del direttore sportivo Di Somma, che comunque è riuscito a scongiurare retaggi di un recente nefasto passato, stentiamo a comprendere i motivi di una così accesa contestazione proprio al direttore Di Somma, reo di aver scelto un allenatore inviso ad una parte della piazza, ed allo stesso  neo tecnico Capuano che, peraltro, si è detto da subito entusiasta della sua nuova avventura. Perciò, contestare senza costrutto, rimproverando a quest’ultimo le sue origini salernitane o un eccesso di esultanza per un derby giocato e vinto anni fa proprio contro l’Avellino quando era alla guida della Juve Stabia, rischia di rompere il già precario equilibrio che si sta faticosamente cercando di mantenere intorno alla squadra. Così come appellarsi a presunte dichiarazioni del direttore Di Somma (mai Capuano ad Avellino) rischia di creare ed alimentare delle non notizie, delle false notizie, con atteggiamenti al limite della paranoia.

In fondo di esempi di allenatori che dicono mai alla...e poi a fine stagione nel nome dell’essere professionisti eccoli cambiare idea e battersi il petto fieri dimenticando il passato, ne è piena  persino la serie A, da Sarri ad Antonio Conte: ma qui nessuno scandalo.

Noi siamo con quella parte di stadio che la scorsa domenica ha applaudito Di Somma e Capuano in contrasto con i cori provenienti dalla Curva Sud, siamo tra coloro che vedono in Capuano l’unica scelta possibile, anche alla luce del particolare difficile momento che si sta vivendo e che continuano a considerare Salvatore Di Somma una bandiera e non un “infame”, come improvvisamente si è letto su alcuni striscioni apparsi in città. Noi riteniamo ad oggi che Salvatore Di Somma rappresenti una delle poche se non l’unica garanzia di futuro per l’Avellino, vista anche la sua riconosciuta capacità di mediazione ed indiscutibile  esperienza. Auspichiamo inoltre alla luce di quanto appena affermato che proprio Salvare Di Somma possa rimanere figura di riferimento, magari mantenendo la carica di direttore sportivo, anche in un possibile eventuale nuovo corso societario biancoverde.

Sarà ora al pragmatismo, al carisma, all’esperienza  ed alla concretezza anche un po’ vulcanica e sopra le righe (che non guasta) di mister Capuano saper girare le chiavi giuste per permettere alla squadra di giocare come è in grado di fare.

La società ha battuto un colpo, la tanto invocata svolta c’è stata, ora tocca a noi. Compattezza dunque e nel rispetto dei ruoli ognuno contribuisca a tentare di ricreare quell’unità necessaria al raggiungimento dell’obiettivo stagionale, la salvezza, o forse chissà...in fondo sognare non costa nulla. In bocca al lupo e buon lavoro mister Capuano! Cosa dire di più, “quod hodie non est, cras erit” (ciò che non è oggi sarà domani).

 

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