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    03/04/2020

L’occhio sulla città/Una preziosa eredità di valori da custodire e preservare

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Lintervento-Politica_dinun_bassol.jpgAVELLINO – Lasciando la sala blu del carcere borbonico dove, venerdì 24 gennaio scorso abbiamo ricordato la figura, l’opera, l’azione amministrativa di Antonio Di Nunno a cinque anni dalla scomparsa, tornando a casa ero rinfrancato dalla grande partecipazione della gente, la sua gente. Tutto questo ha corroborato la nostra convinzione di non aver semplicemente proceduto ad “un dolce rito della memoria”,  magari anche con il rischio che potesse perdere vigore anno dopo anno. Ciascuno di noi, in fondo,  per diversi motivi ha condiviso una parte del percorso con Tonino, come anch’io affettuosamente lo chiamavo, ricevendo da lui il dono di una preziosa eredità di valori da custodire e preservare. Perciò, se fosse rimasto o dovesse rimanere patrimonio personale o peggio solo di pochi, beh allora sì che sarebbe un fallimento, un tradimento.

Ecco, dunque, che indurre la comunità avellinese, e non solo, a ragionare, discutere sulla valenza di un mandato politico-amministrativo inteso sempre e soltanto come autentico servizio, serve a tener desta l’attenzione su criteri fondanti e mai superati di una corretta e trasparente azione di governo cittadino.

Ritornano alla mente alcuni concetti e parole quali progettualità, visione, anima, concretezza, scelte, cultura: se le stesse fossero declinate con la giusta attenzione e passione, e  sostanziate dall’impegno  dell’indispensabile contenuto, ecco che ognuna di esse potrà cooperare contribuendo al tanto auspicato progresso civile e sociale della città. Dall’incontro di venerdì, dall’attenzione della  sala, è venuta la piacevole conferma di dover  andare avanti, che non sia finita qui. C’è altro da vivere, da progettare, da sognare. Tonino ci ha insegnato a guardare oltre, a non fermarci di fronte alle difficoltà, e noi de “L’Irpinia” continueremo con la tenacia , la caparbietà e la convinzione di sempre nel solco della sua lezione.

Fa piacere inoltre ricordare, nella circostanza, le parole del sindaco di Avellino nel suo indirizzo di saluto in apertura dei lavori: “..... ci impegneremo per dedicare a Di Nunno, un luogo, una strada della città”, anche se poi, allontanandosi anzitempo dalla sala, non ha potuto evitare numerosi sguardi in tralice.

Nel merito si sottolinea come da questa rubrica sia venuta più di una sollecitazione a voler valutare l’opportunità di una decisione in tal senso. Già venerdì sera ci è parso di aver carpito l’invito a pensare di  dedicare, a  Tonino, l’aula consiliare di Palazzo di Città: sarebbe un bel modo per perpetuarne il ricordo nel luogo simbolo di quella che per otto lunghi anni è stata la sua casa.

Se, poi, si decidesse di voler far coesistere nel ricordo le sue due grandi passioni, la città ed il  giornalismo, ecco allora che, attraverso una partnership con l’ente Provincia e l’ordine dei giornalisti della Campania si potrebbe dedicargli il circolo della stampa di Corso Vittorio Emanuele.

A chi ricorda che la possibilità a procedere in tal senso è soltanto dopo dieci anni dalla scomparsa del dedicatario secondo una norma dello Stato, rispondiamo che  la reale volontà a concretizzare la proposta potrebbe aggirare ostacoli apparentemente insormontabili. Staremo a vedere.

 

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